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venerdì 31 dicembre 2010

FELIZ 2011 - FELICE 2011 - FELIZ 2011 GELUKKIG 2011 - HAPPY 2011‏

video
Te desejo um ano NOVO...
Que esse ano seja 2011.
Que voce tenha forças para perseverar e realizar seus sonhos.
E que voce ame, sempre. E se deixe ser amado(a), sempre.

Abraço.

Ti desidero un anno nuovo...
che questo anno sia 2011.
che tu tenga forze per preservare e realizare suei sogni
e que tu ame, sempre. E se lascie essere amato, sempre

abbraccio

Te deseo un año nuevo ...
que esto año de 2011 sea
que tu tengas fuerzas para mantener y realizar suyos suegnos
y que tu ames, siempre y se deje ser amado(a), siempre
abrazo

Ik wens jou een NIEUW jaar.
Dat dit jaar 2011 mag zijn.
Dat je kracht hebt om door te zetten en om je dromen te verwezenlijken.
En dat je, altijd, liefhebt. En zich laat liefhebben, altijd.

Knuffel.


I wish you a NEW year.
May this year be 2011.
May you have strength to persevere and realize your dreams.
May you, always, love. And let others love you, always.

Hug.


PH and MI

Auguri 2011

Abbiamo tutti un sogno, racchiuso nel cuore,
che si realizza con un po' di fortuna, pace, e amore!
Se questa volta, lo vuoi realizzare,
sii più tenace, meritevole, e lasciati un po' andare.
Vivrai, un anno da ricordare!

giovedì 30 dicembre 2010

Auguri 2011

Auguro 12 mesi di felicità, 52 weekend di serenità, 365 giorni d'amore, 8760 ore di pace, 525600 minuti di successo, 31536000 secondi d'amicizia: Buon Anno



Ti auguro di trascorrere serenamente le prossime feste e che il nuovo anno sia x te fonte di prosperita' e di gioie tvb


martedì 28 dicembre 2010

Ivan Segreto


“Ivan Segreto (Sciacca, 25 marzo 1975) è un cantante italiano.



Cantautore, arriva al successo nel 2004 con “Porta vagnu”, un brano easy listening in dialetto siciliano e con sonorità jazz. “Porta vagnu” è anche il titolo del CD (prodotto da Federico Fiorentino) che immediatamente pone Ivan Segreto all’attenzione del pubblico e della critica (l’album e’nominato miglior album di debutto 2004 nella classifica dell’ autorevole rivista Musica e Dischi). Dal 2004 apre i concerti di Franco Battiato Nel 2005, confermando la sua passione per il jazz e lo swing, pubblica “Fidate correnti”, prodotto da Marti Jane Robertson.
Nel 2006 partecipa al 56° Festival di Sanremo nella categoria “Giovani” con il brano “Con un gesto”. Viene eliminato durante la terza serata.
Nel giugno del 2007 viene pubblicato il terzo disco “Ampia” che contiene partecipazioni di Franco Battiato, Paolo Fresu e Giovanni Sollima”
http://www.bluestonenapoli.it/?p=42





http://www.ivansegreto.com/_splash
http://ivansegretofansclub.splinder.com/
http://www.win.it/ricerca/i/ivan_segreto_u.html

lunedì 27 dicembre 2010

Gemelli Diversi

GEMELLI DIVERSI




Hanno esordito con la canzone "Un attimo ancora" trasmessa frequentemente alla radio.



Sono i Gemelli DiVersi : un D.J. , THG, due rappers, Grido e Thema ed un cantante rapper, Strano che con il loro album d'esordio, Gemelli DiVersi, hanno conquistato l' esigente pubblico di casa nostra . Nati e cresciuti nella Spaghetti Funk, il più fertile terreno della creatività Hip Hop italiana , diversi nell' aspetto ma gemelli negli intenti, i Gemelli DiVersi sono caratterizzati da una forte personalità che, nel rispetto della matrice funk americana, non si distacca mai dalla melodia italiana.



Questa sapiente miscela ha caratterizzato uno stile di grande presa fin dalla nascita del quartetto , che l' album d' esordio e i singoli tratti dall' album - a partire dalla oramai ascoltatissima ‘'Un attimo ancora'' - hanno esaltato eccellenti risultati , imponendoli immediatamente con più di 100.000 copie vendute , come seri contendenti di artisti ben più famosi , internazionali e locali.







STRANO

Francesco Stranges, MI, 21/09/71, Vergine. E' il piu grande del gruppo.



THEMA

Emanuele Busnaghi, Rodano, MI 13/02/72, Aquario.





THG

Alessandro Merli, MI 04/10/73, Bilancia.



GRIDO

Luca Aleotti, Cologno Monzese MI, 30/03/79, Ariete. E' il fratello di J Ax, leader degli Articolo 31. E il più piccolo del gruppo.



Hanno accompagnato gli Articolo 31 durante tutte le tappe del tour "Nessuno", integrandosi alla perfezione nella situazione e nell'ambiente. Le loro canzoni nascono dalle esperienze di vita e di strada di tutti i giorni, dalle emozioni e dai sentimenti che provano sulla propria pelle.



Il disco è importante anche per coloro che vogliono intraprendere la carriera musicale, consigliamo di portare sempre con sè anche una demo, per avere la possibilità di far ascoltare agli altri le proprie produzioni. Ci dicono che "fare un disco è l'obiettivo principale, il punto di partenza. Se hai qualcosa da proporre di tuo vuol dire che hai già una certa esperienza alle spalle.



"L'Hip Hop", ci spiega Thema, "non è solo rappare. E' composto da 4 elementi: l'MC (Maestro di Cerimonia, colui che ha la capacità di intrattenere la gente) la BREAKING (la componente ballo, praticata dai B-BOY), WRITING (graffiti) e DEEJAYING (la componente musicale)".



Con la loro musica cercano di trasmettere alla gente ciò che sentono, le proprie opinioni.



Il loro consiglio per gli studenti è di fare quello in cui si crede, ciò che piace fare (sempre nel limite del possibile), andare sicuri per la propria strada senza prestare importanza a chi ti vuole ostacolare.



Questa sapiente miscela perfettamente dosata, li ha caratterizzati con uno stile di grande presa fin dalla nascita del quartetto che si è imposto immediatamente con più di 130.000 copie vendute come serio contendente di artisti ben più famosi.



I Gemelli DiVersi, come il nome stesso suggerisce, hanno rappresentato un evento unico nel panorama dell'Hip Hop italiano 1999. In solo un anno dalla nascita hanno trovato una propria identità artistica rappresentata anche dal recente CD-Rom, www.gemellidiversi.com.



Il singolo "Musica" ha occupato i primi posti delle classifiche radiofoniche quest'estate. E' stato ultimato da pochi giorni il nuovo album "4x4" che, anticipato dall'uscita del brano "Chi sei adesso", è già nei negozi di dischi dal 3 novembre 2000.



Inoltre hanno realizzando un libro raccolta di fotografie e pensieri in uscita a Natale 2000.



A due anni dal loro ultimo album, reduci dal successo ottenuto nel tour con Eros Ramazzotti, che gli ha fatto scoprire di saper coinvolgere un pubblico più adulto e trasversale rispetto al mondo teen a cui erano abituati, i Gemelli DiVersi tornano in studio e nasce "Fuego", un album per scaldare una serata, un giorno di tristezza, una coda nel traffico cittadino: storie di tutti i giorni, dalle più buffe alle più tragiche, tutte vissute e raccontate con molta onestà e naturalezza, senza nessun filtro, senza inventarsi bandiere da seguire o rivolte di maniera.

Piuttosto un invito a trovare una strada positiva per "lasciar bruciare il proprio fuego" in un quotidiano sempre più stressante che ormai non disorienta più solo i giovanissimi.

E anticipato in radio dal singolo "Tu no" l'album è nei negozi dal 4 ottobre 2002.



Il 1 Ottobre 2004 in anteprima radiofonica il singolo "Un altro ballo" precede la pubblicazione del album "Reality Show" dal 22 ottobre nei negozi di dischi. Il grande successo della trilogia video ispirata a “Ritorno al futuro” che coinvolge i singoli “Un altro ballo” , “Prima o poi” e “Fotoricordo” , li fa avvicinare così tanto al mondo di MTV che la stessa emittente nel 2005 chiede di condurre ben due edizioni dello show tv “Pimp my Wheels” .



Il 2 luglio 2005, sono stati invitati a calcare il prestigioso palco del Live 8 al Circo Massimo di Roma dove si sono esibiti con “Un altro ballo” e “Mary”.



Nel 2006 vengono premiati ai TRL AWARDS come best “riempipiazza” e vincono anche i Kids Choice Awards di Nickelodeon come migliore band italiana!



Si chiama "Ancora un po'" l'inedito pubblicato a marzo colonna sonora del film di successo "Notte prima delli esami - Oggi".



Passa per la prima volta in radio il 18 Maggio 2007 "istruzioni per (ill)uso" il nuovo singolo che anticipa l'uscita l'8 giugno l'album "BOOM!"



Quest'ultimo album vede i Gemelli tornare ad uno stile simile a quello anteriore a Reality show: Grido e Thema, al contrario di Reality Show rappano soltanto, affidando le parti cantate esclusivamente a Strano. Nell'album è presente un brano, "Che mondo meraviglioso", dedicato a Nicole, figlia di Thg e della fidanzata Monica; al brano partecipa Eros Ramazzotti eseguendo un assolo di chitarra. Boom! riprende sonorità tipiche del gruppo nel periodo di pubblicazione dell'album 4x4 .

Il 29 settembre 2007 è andata in onda la première del video di "Icaro", il secondo singolo estratto da Boom! .



"BOOM!" guadagna il Disco d'oro realizzando le oltre 45.000 copie vendute il riconoscimento gli viene consegnato 14 luglio 2008.



Per la prima volta in carriera, prendono parte al Festival di Sanremo 2009 con il pezzo Vivi per un miracolo .



L'uscita del loro nuovo album Senza fine è preveista per 20 febbraio 2009, primo best of nel quale ci saranno oltre ai brani storici anche 3 nuovi pezzi: "Vivi per un miracolo", "Senza Fine" (pezzo Spaghetti Funk) e "Nessuno è perfetto", più una versione rivisitata di "Bboy-Bband", già presente in "Boom!".



ultimo aggiornamento 20.02.2009


http://www.j-ax.it/
http://www.gemellidiversi.net/



domenica 26 dicembre 2010

Toše Proeski


Non si può amare così

Filmusic

Vídeos de Música do MySpace

Pop italiano scritto da: Marco Poletti e Pasqualino Sisca Cantato da: Ginevra Grossi ... Filmusic Italiano pop ...

myspace.com - Vídeos relacionados

Parole Parole


In 1972 the famous Brazilian singer Maysa (aka Maysa Matarazzo) translated to Portuguese the hit Parole Parole of Mina. She recorded his version with actor Raul Cortez.

venerdì 24 dicembre 2010

Tanti Auguri Di Buon Natale!


Tanti Auguri Di Buon Natale!


Tanti auguri a chi vorrebbe realizzare i propri sogni

tanti Auguri a chi ci spera tutti i giorni.

Tanti Auguri a Tutti i piccini

sia ai ricchi che ai "poverini".

Tanti Auguri a tutti gli amici

che possano essere sempre felici.

Tanti Auguri a chi è solo

che con l'amore possa alzarsi in volo.

Tanti Auguri a chi è ammalato

che possa esser più fortunato.

Tanti Auguri...

di vero cuore

e tanto ricchi di calore.

Per un Natale Festoso

ed un anno brioso

non solo fuori

ma soprattutto nei cuori...

Auguri a Tutti!

QUESTE RICORRENZE SIANO PER TE' E LA TUA FAMIGLIA GIORNI DI SERENITA',PACE E TRANQUILLITA' BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

giovedì 23 dicembre 2010

Maurizio Vandelli


Biografia:Maurizio Vandelli (Modena, 30 marzo 1945) è un cantante italiano.

È uno dei membri storici e voce leader dell'Equipe 84.
Le origini:

Il gruppo nacque nel 1963 dall'unione di due gruppi modenesi: i "Giovani Leoni" e "Paolo & i Gatti". Prima del 1957 Victor Adolfo Maria Sogliani e Pier Farri avevano suonato in un gruppo chiamato "Hurricanes"; con alcuni cambiamenti di formazione mutarono anche il nome in "Le Tigri", che erano composte da Maurizio Vandelli (voce, chitarra), Victor Sogliani (basso, sax), la sorella di Victor che suonava la chitarra e Pierluigi "Pier" Farri (batteria).

Nel 1960 al posto della sorella di Victor entrò alla chitarra Franco Ceccarelli, e nello stesso anno lo stesso Sogliani abbandonò il gruppo per passare ai "Marinos" (che in quell'occasione cambiarono il nome prima in "Gatti" e poi in "Paolo & i Gatti"), dove suonavano Alfio Cantarella alla batteria, Franco Fini e Francesco Guccini alle chitarre, Marino Salardini al pianoforte e Paolo Guarnera (proveniente dai "Golden rock boys" guidati da un giovanissimo Andrea Mingardi) alla voce e al sax; questo gruppo era sicuramente più avviato de "Le Tigri", in quanto effettuavano già molte serate nel nord Italia (mentre l'altro complesso, essendo costituito da studenti delle superiori, non poteva ancora dedicarsi alla musica in modo semiprofessionistico). Il posto di Sogliani ne "Le Tigri" (che cambiarono ancora una volta il nome in "Giovani Leoni") fu preso da Luigi Simonini, mentre al posto di Farri (che preferì dedicarsi all'organizzazione degli spettacoli del gruppo dell'amico Sogliani) entrò alla batteria Claudio Dotti.

I due gruppi proseguirono in questo modo fino agli inizi del 1962: in questo periodo si ebbe una crisi nel gruppo "Paolo & i Gatti", dovuta da un lato alla partenza di Guccini per il servizio militare, e dall'altro dalla volontà di Salardini e Fini di abbandonare la musica: è a questo punto che Pier Farri convinse Guarnera, Sogliani e Cantarella a prendere nel gruppo come voce e chitarra Maurizio Vandelli che, interessato alla musica in maniera più coinvolgente rispetto agli altri membri del suo gruppo, entra in "Paolo & i Gatti"... ma Ceccarelli non è d'accordo, e tramite un suo amico studente di legge, Corrado Bacchelli (in seguito produttore di Alan Sorrenti e fondatore della casa discografica CBO) minaccia di denunciare Vandelli per danni; a questo punto, in accordo con gli altri, si decide di proporre anche a Ceccarelli l'ingresso nel gruppo.

Quando, dopo le serate estive, nell'autunno del 1962 anche Guarnera decide di lasciare il complesso, i quattro restanti decidono di cambiare nome: nasce l'Equipe 84.

Il debutto discografico:

Pare che il nome sia stato suggerito da Pier Farri, e che sia dovuto al desiderio di avere un qualcosa che desse un richiamo internazionale, "equipe"; sul numero 84 invece si disse, sui giornali dell'epoca (da "Big" a "Ciao amici") che era la somma delle età dei componenti del gruppo (ma Ceccarelli nella biografia della band "Io ho in mente te" sostiene che nacque dall'idea di essere chiamati a pubblicizzare il noto liquore "Stock 84").

Dopo una serie di prove e di serate, i quattro riuscirono ad arrivare in sala d'incisione: il debutto avvenne per una casa discografica di Modena, ed il primo 45 giri inciso, "Canarino va", era l'inno della squadra del Modena allora in Serie A, mentre sul retro vi era "Liberi d'amare"; anche se distribuito non in maniera eccelsa, questo disco attirò l'attenzione di Armando Sciascia, che stava cercando un gruppo per la sua casa discografica, la Vedette, e fu così che l'Equipe 84 finalmente firmò un vero contratto discografico.

Proprio in quel periodo, però, Sogliani fu chiamato per il servizio militare; si decise allora di farlo sostituire per i primi due 45 giri dal modenese Romano Morandi, che suona in "Papà e mammà" (sul retro "Quel che ti ho dato", cover di "Tell me" dei The Rolling Stones) uscito nel 1964 e in "Ora puoi tornare", pubblicato nel 1965.

Il successo:

I 45 giri si succedono nel 1965, addirittura 5 in un anno, con un discreto successo, al punto che la Vedette decide di pubblicare un album che esce nello stesso anno e che li racchiude, oltre a qualche inedito (come "Sei felice", cover di "Tired of waiting" dei The Kinks).

Nel febbraio del 1966 partecipano al Festival di Sanremo con "Un giorno tu mi cercherai", che sul lato B contiene una canzone scritta qualche anno prima dal loro amico Guccini, L'antisociale (cantata da Victor). È proprio subito dopo questo disco che il gruppo decide di rompere il contratto con Sciascia (la questione finirà in tribunale) e di firmare con la Dischi Ricordi che, essendo un casa discografica più grande rispetto alla Vedette, permette loro di raggiungere un successo più vasto: infatti il primo 45 giri inciso per la nuova casa discografica, Io ho in mente te (versione italiana di "You were on my mind" , scritta da Sylvia Fricker (del duo folk Ian & Sylvia) per i We Five, ma nota soprattutto per la versione di Barry McGuire) vince il Cantagiro nel 1966; sul retro del disco un'altra canzone molto celebre, Resta (cover di Stay di Maurice Williams, cantata anni dopo anche da Jackson Browne). In realtà le prime copie del disco avevano "Resta" come lato A, ma visto che "Io ho in mente te" era più richiesta dal pubblico, la Ricordi decise di ristamparlo con l'ordine invertito ed una nuova copertina.

Altro successo dello stesso anno è Bang bang (dall'omonimo hit di Sonny Bono inciso da Cher) che ha sul lato B un'altra canzone dell'amico Guccini, Auschwitz, in una versione con il testo leggermente modificato rispetto all'originale. Tutte queste canzoni sono contenute nell'album Io ho in mente te, pubblicato al luglio dello stesso anno.

Il 1967 si apre nel migliore dei modi, con il grande successo di una canzone scritta da Mogol e Battisti: 29 settembre, la storia di un tradimento, celebre anche per il parlato stile giornale radio (che tra l'altro spiega il titolo); sul lato B ancora Guccini, con È dall'amore che nasce l'uomo.

Ancora di Battisti l'altro successo dello stesso anno, Nel cuore nell'anima.

Nel 1968 la casa discografica Dischi Ricordi pubblica il loro terzo album, intitolato Stereoequipe, che racchiude i 45 giri dell'ultimo anno e mezzo più 4 inediti.

Nel 1969 l'Equipe 84 partecipa al Cantagiro con un'altra canzone di successo: Tutta mia la città cover italiana scritta da Mogol del brano Blackberry Way della band inglese The Move. Successivamente il gruppo decide di non fare più concerti.

Le vicissitudini della formazione:

Nel 1970 Alfio Cantarella viene trovato in possesso di qualche grammo di hashish ed è arrestato, la RAI decide quindi di escludere il gruppo dai suoi programmi, c'è però in ballo la sigla televisiva del programma "Il sapone, la pistola, la chitarra e altre meraviglie" (la canzone omonima scritta da Vito Pallavicini e Paolo Conte), e la Ricordi riesce ad ottenere un accordo, per cui Alfio non apparirà più in televisione, e il gruppo cambierà nome.

Così il disco viene inciso con Mike Shepstone dei Rokes alla batteria, e mentre nell'estate 1970 Franco Ceccarelli abbandona il gruppo (e tenta con Ricky Gianco di formare una nuova versione dell'Equipe 84 che durerà pochissimo e non inciderà dischi), Vandelli e Sogliani decidono di farsi aiutare in sala d'incisione per l'incisione del progettato LP ID dal tastierista dei Dik Dik Mario Totaro, dal cantante Donatello alla chitarra e dal batterista de I Quelli (diventati in quel periodo "Krel") Franz Di Cioccio.

Il disco è fortemente influenzato dal genere progressive, ma un po' per il boicottaggio operato dalla RAI, un po' per il mutamento di genere, passa inosservato (diventando una vera e propria rarità discografica).

Vandelli tenta di darsi alla carriera solista, pubblicando l'album L'altra faccia di Maurizio Vandelli, decide poi con Sogliani di proseguire con il gruppo come "Nuova Equipe 84". Con Franz Di Cioccio alla batteria e Dario Baldan Bembo alle tastiere, al Festival di Sanremo nel 1971 la nuova formazione si classifica terza in coppia con Lucio Dalla cantando la sua canzone 4 marzo 1943.

Subito dopo viene pubblicato l'album Casa Mia, con la canzone omonima che partecipa al Disco per l'estate dello stesso anno e riscuote un buon successo. A quel punto, però, Di Cioccio abbandona il gruppo per ritornare a suonare con i vecchi compagni nella Premiata Forneria Marconi, ed entra nella formazione (per un solo 45 giri uscito nel 1972) Ruggero Stefani.

Con il cambio di casa discografica ed il passaggio all'Ariston Records, torna Cantarella, e Baldan Bembo è sostituito da Thomas Gagliardone alle tastiere (Baldan Bembo vuole iniziare la carriera solista, ma scrive per il vecchio gruppo la musica di un nuovo successo, "Diario", su testo di Vandelli). Per un breve periodo, collabora in studio anche il tastierista Luciano Stella. Nel 1973 il gruppo riprende il nome di Equipe 84. Alle percussioni negli album Dr. Jekyll e Mr. Hyde e Sacrificio collabora Paolo Siani (componente dei Nuova Idea), che entrerà poi nel gruppo come batterista dal 1976 al 1977.

Nel 1979 l'Equipe 84 partecipa, ma non suona al concerto in memoria di Demetrio Stratos. Dopo l'estate 1979, Vandelli vorrebbe rimettere insieme la formazione storica, ma non riescono ad esibirsi mai.

Lo scioglimento e la riformazione:

Nella primavera 1981, Vandelli annuncia lo scioglimento del gruppo. Tre anni dopo, però, Sogliani e Ceccarelli riformano l'Equipe 84 con Cantarella per esibirsi al concerto in onore di Francesco Guccini del giugno 1984 a Bologna, dove presentano "Auschwitz" cantata da Sogliani; Cantarella però abbandona il gruppo per dedicarsi all'attività di manager musicale, seguendo tra l'altro i concerti dei due compagni che, con altri musicisti, incidono un nuovo LP nel 1989, intitolato "Un amore vale l'altro".

Nel 1995 una nuova frattura nel gruppo: Sogliani fonda l'Equipe Extra-D.

Nell'ottobre dello stesso anno, Victor Sogliani muore per un'aneurisma e Ceccarelli continua ad usare il nome dell'Equipe 84. Vandelli invece, pur ritornando a fare dischi e serate dalla fine degli anni '80, non ha mai voluto partecipare alle ricostituzioni della band.


Nel 1989 gli viene assegnato il disco di Platino per il suo CD 29 Settembre 89 con cui torna alla ribalta dopo molti anni passati a produrre e creare spot pubblicitari. Nel 1989 vince la trasmissione televisiva Una rotonda sul mare con 29 settembre, nel 1993 partecipa al Festival di Sanremo cantando assieme ad altri gruppi storici degli anni sessanta (Dik Dik e Camaleonti) la canzone Come passa il tempo contemporaneamente esce il CD Walzer d'un Blues di Adelmo e i suoi Sorapis dove Vandelli conquista il Disco d'Oro insiema agli altri componenti del fantastico gruppo: Zucchero, Dodi Battaglia, Umbi Maggi, Fio Zanotti e Michele Torpedine. Ha condotto insieme a Rita Pavone, Adriano Pappalardo e Little Tony il programma I ragazzi Irresistibili. Ogni anno, generalmente in estate, si esibisce in Tour davanti a migliaia di fans accompagnato dal quintetto "I Miranda".

Maurizio Vandelli (Modena, 30 marzo 1945) è un cantante italiano.

È uno dei membri storici e voce leader dell'Equipe 84.
Le origini:

Il gruppo nacque nel 1963 dall'unione di due gruppi modenesi: i "Giovani Leoni" e "Paolo & i Gatti". Prima del 1957 Victor Adolfo Maria Sogliani e Pier Farri avevano suonato in un gruppo chiamato "Hurricanes"; con alcuni cambiamenti di formazione mutarono anche il nome in "Le Tigri", che erano composte da Maurizio Vandelli (voce, chitarra), Victor Sogliani... (saiba mais)...Facebook © 2010 · Português (Brasil)Sobre · Anúncios · Desenvolvedores · Carreiras · Privacidade · Termos · Ajuda.

Website:http://www.vandelli.com


http://www.vandelli.com/main/main.htm





mercoledì 22 dicembre 2010

Tricarico


Francesco Tricarico (Tricarico (Matera) , 1 febbraio, 1971) è un cantautore italiano, noto per le sue canzoni stravaganti e ricche di significati, nelle quali compare almeno duecentocinquantamila volte la parola "stellina" e "topolino". Il suo primo singolo, di grande successo, è intitolato "Francesco", ma siccome nessuno riusciva ad associare al titolo la corretta canzone lo stesso venne modificato più volte ("Io sono Francesco" e titolo definitivo "Io sono Cinciripini"). Si presenta settantasei secoli dopo al Festival di Sanremo con il brano "Vita tranquilla". La canzone è stata scritta mentre il nostro si faceva di un intruglio micidiale di eroina e LSD. Questo procedimento viene usato anche sul palco. Al festival dei fiori (i famosi papaveri della costa ligure) abbiamo potuto ammirarlo in tutta la sua lucidità da perfetto narcotizzato. In assenza di meglio, la canzone ha pure vinto il premio della critica, assegnato dagli esimi giornalai presenti alla manifestazione. Questi ultimi hanno svolto le votazioni sotto l'effetto di allucinogeni. Celeberrima è la sua canzone "Il Drago Verdolino" nella quale dichiara risolti i suoi problemi relativi alla stitichezza, con grande sollievo da parte di tutta la Gialappa's Band: (Esco, mi scappa la cacca, entro in un bar. Sorrido, dico: "Ho la diarrea"; il barman dice: "Prego, là c'è il bagno".) Ed è proprio grazie a questa canzone che vi è stato un incremento esponenziale nella vendita di lassativi Lassobien®, di cui lui è lo sponsor ufficiale.




modifica Capigliatura

Secondo fonti attendibili i capelli di tricarico furono il primo segnale dello squilibrio mentale che andava minacciando il cantante. Quando la maestra puttana lo costrinse a fare il tema sul papà il trauma che subì fu talmente grande che non trovò la forza di riprendersi. Fu così che, dunque a un iniziale ritardo spiritato seguirono questi capelli alla cazzo di cane, che tanto lo rendono affascinante. L'apprezzamento per il suo look sbarazzino e delicato fu tale che la sua folta chioma fu premiata dalla ConfBarbieri come acconciatura dell'an(n)o.

martedì 21 dicembre 2010

Subsonica




Un vulcano all'ombra della Mole
di Claudio Fabretti, Clara Martinelli

Cresciuti nella realtà "alternativa" di Torino, quella dei centri sociali e dei Murazzi, i Subsonica sono diventati in breve tempo una delle band italiane più apprezzate dal pubblico. Con contaminazioni tra hip-hop, rock, dance e trip-hop. E una forte ramificazione sul territorio, grazie a una serie di progetti intrapresi dal leader, Max Casacci



Subsonica (Mescal, 1997) 7

Microchip emozionale (Mescal, 2000) 6,5

Amorematico (Mescal, 2001) 5

Controllo del livello di rombo (Mescal, 2003)
Terrestre (Emi, 2005) 4

Terrestre live e varie altre disfunzioni (live, EMI, 2006)

L'Eclissi (Virgin, 2007) 7




disco consigliato da Onda Rock


pietra miliare di Onda Rock
Sito ufficiale
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pluslessI Subsonica, prodotto genuino della scena alternativa di Torino, e per anni fiore all'occhiello dell'indie-label Mescal, sono diventati in breve tempo una delle band italiane più amate e trasversali, al crocevia tra underground e mainstream. A un hip-hop di base abbinano una tendenza alla contaminazione con il rock e con una electro-dance imbevuta di influenze, inclusa quella del trip-hop britannico di scuola Massive Attack.

La band torinese si forma nel '96 all'ombra dei Murazzi del Po, un quartiere turbolento ma ad alta densità musicale, dove pullulano i locali notturni e i centri sociali. Su queste sponde ha transitato buona parte della musica italiana del dopo-posse. E qui, negli altoparlanti dei club, ogni sera risuona ethnic-music: dal reggae al crossover, dal raggamuffin all'hip-hop.
Contagiata dalla nuova musica elettronica e dalle sperimentazioni dub ascoltate nei centri sociali all'ombra della Mole, la band ha deciso di miscelarle con formule più convenzionalmente pop. Dai Murazzi, quindi, il grande passo dei Subsonica verso le platee di tutta Italia, anche grazie alla preziosa opera creativa di Casacci, che oltre ad essere il chitarrista del gruppo è anche uno tra i produttori italiani più in voga.

Il loro background iniziale spazia dagli ascolti della musica psichedelica dei Pink Floyd alla passione per l'elettronica dei Chemical Brothers. Con una comune ossessione per la fantascienza. "Durante le trasferte in pullman ne approfittiamo anche per leggere, soprattutto libri di Gibson e Sterling - raccontava agli esordi Max Casacci, chitarrista e ideologo dei Subsonica, già negli Africa Unite - ma vediamo anche molto cinema. Siamo influenzati da tutto l'immaginario fantascientifico da 'Blade Runner' a 'Matrix' a 'Ghost in the Shell', la cui colonna sonora è la sigla d'apertura del nostro live. Un'altra cosa che ci piace molto è la fantascienza italiana di serie B come per esempio 'A come Andromeda" di Lucio Fulci'".
Ma i Subsonica cercano fin dall'inizio una dimensione sociale e politica. Partecipando anche ai dibattiti sui nuovi linguaggi giovanili, come è avvenuto nella sede romana dell'enciclopedia Treccani. "Ci piace mettere in luce alcuni aspetti della nostra città, Torino, far affiorare le relazioni che legano la musica al territorio, narrare storie tra fiction e cronaca, immaginando anche una colonna sonora adeguata". Un obiettivo che Samuel, la voce della band, Boosta, alle tastiere, Pierfunk, al basso, Ninja, alla batteria, e Max hanno già cercato di raggiungere in Microchip emozionale. "L'album mette in evidenza le due anime del gruppo - spiega ancora Max - Da un lato vivendo a Torino c'è una realtà meccanica e tecnologica di cui la nostra musica risente molto. Accanto a questa esiste un elemento umanizzante quale è la melodia. La città, negli ultimi anni, con il tramonto dell'utopia industriale, ha saputo riscoprire la vita: per esempio sono stati aperti molti luoghi d'incontro".

La loro formula musicale nasce da un compromesso tra il pop da classifica e la sperimentazione. Una miscela inusuale di pop, reggae, soul e dance. Ma i Subsonica non temono le critiche da parte del pubblico più intransigente: "Non abbiamo paura di andare al di la' della barricata - dicono - e pensiamo che dovrebbero farlo anche gli altri, pur ricordandosi di tornare sempre a casa.".

Sono arrivate così anche le collaborazioni con altri artisti. Nel '97 Antonella Ruggero li volle per registrare una nuova versione di "Per un'ora d'amore" per l'album "Registrazioni moderne", mentre in Microchip emozionale è presente il brano claustrofobico "Discolabirinto", scritto insieme a Morgan (Bluvertigo), alle prime luci dell'alba, dopo aver trascorso una folle nottata torinese. Il video realizzato per questo pezzo ha una particolarità: le due band, dando uno sguardo al mondo ovattato dei sordomuti, assicurano che si può ascoltare a "zerovolume".

Sanremo poteva diventare per i Subsonica un terreno scivoloso. Ma la band ha archiviato l'esperienza con soddisfazione ("Ci ha potuto vedere gente che non era mai venuta ai nostri concerti"). E ad aumentare la popolarità ha provveduto anche l'exploit della loro attività su internet. Il loro sito web è stato creato da Ninja in persona, che ha così finalmente potuto sfruttare la sua laurea in ingegnere informatico. "Abbiamo privilegiato molto lo spazio dell'interattività con le persone che lo visitano - afferma l'ideatore - attraverso cose come la bacheca, la chat o l'e-mail". L'indirizzo è www.subsonica.it.

"Una Polaroid un po' livida di questi ultimi anni, di quanto accaduto nel 2001": così i Subsonica descrivono invece Amorematico, il loro terzo album.L'enigmatico titolo, inventato dal cantante Samuel, è la crasi dei termini amore, automatico ed ematico.
Dopo il disco di platino di Microchip Emozionale e la partecipazione all' edizione 2000 del Festival di Sanremo, definitivamente sdoganati dalla scena underground al mainstream, i Subsonica sentono la pressione. "Una pressione - spiega Samuel, l'altra mente della band - che prima abbiamo patito, ma da cui ci siamo liberati tuffandoci nella nostra città alla ricerca di ispirazione: perché Torino, per noi, è un avamposto molto importante di sensazioni da raccontare". Il risultato è un album che gli stessi Subsonica definiscono "introspettivo, attraversato da una sottile inquietudine, una vena livida in cerca di decongestione": che arriva, puntuale, a fine cd, con l' ipnotica coda di deep house totalmente affidata al dj Roger Rama.
Amorematico è soprattutto un disco di canzoni, con molto spazio a sezione ritmica, arrangiamenti e testi. "È un disco di oggi - spiega Max - con una ricerca di cucitura di tappe fondamentali del suono italiano dagli anni 70, quando maestri come Morricone dettavano legge con la 'stilosità' del loro sound". L' album si apre col brano "Nuvole rapide", già inserito nella colonna sonora del film "Santa Maradona" dell'amico regista Marco Ponti. Soundtrack cui i Subsonica hanno contribuito anche col loro progetto parallelo Motel Connection, un esperimento formato clubculture ideato da Samuel e dal fuoriuscito Pier-funk. Il singolo che accompagna l'uscita del disco, invece, è "Nuova ossessione", un pezzo dall'andamento ironico e trascinante, scandito da una battuta disco realizzata in collaborazione con i Krisma, storico duo synth-pop italiano. Il testo, che parte dal racconto di un'infatuazione amorosa, si presta a una duplice lettura fino alla dissertazione sulla manipolazione delle ossessioni, considerate meccanismo di controllo di massa.
L'ossessione per l'oggi dei Subsonica diventa palese in brani come "Sole silenzioso", dedicata alle giornate genovesi del controG8, e "Gente tranquilla", incentrata sulle stragi in famiglia. Ospite di quest'ultimo pezzo il rapper marocchino Rachid, che sgrana versi in arabo incarnando "la belva silenziosa, il capro espiatorio, l'uomo nero, l'incubo".

Controllo del livello di rombo (2003) cattura dal vivo sei anni di storia della band torinese.

Nel 2005 i Subsonica proseguono con Terrestre sulla strada del disco agita-masse, anche un po' politicizzato, come del resto si era intravisto nel precedente episodio ("Gente tranquilla", "Sole silenzioso"). Sono cambiate alcune cose: il gruppo di Torino, che era uno dei fiori all'occhiello della Mescal, la più importante label indipendente del nostro paese, è passato alla Emi.
La novità più eclatante è il ritorno delle chitarre e di una strumentazione più tradizionalmente rock, a scapito di un'elettronica sempre presente, ma decisamente limitata. La partenza di "Corpo a corpo", con una strofa rappata molto aggressiva, seguita da una linea di basso incisiva e convincente, sembra promettere bene, ma già quando si arriva alla scialba "Vita d'altri" si ha la sensazione che i tempi di "Microchip Emozionale" siano finiti per sempre. Un sospetto, in verità, già avuto ascoltando l'orrendo singolo "Abitudine", ma che si trasforma perfino in stupore quando si arriva a "Gasoline", prima canzone in inglese (e si spera ultima) dei torinesi. Un beat iniziale carino (niente di fantascientifico, intendiamoci) viene sepolto da un cantato trascinato che vorrebbe essere accattivante, ma risulta abbastanza triste e patetico.
I Subsonica del disagio e degli amori metropolitani di fine anni 90 si riaffacciano prepotenti in "Incantevole" (il brano migliore) e nella successiva "L'odore", l'unico pezzo aggressivo dell'album. Dopo la cavalcata trip-hop da tangenziale di "Alba a quattro corsie" e l'ottima "Salto nel vuoto", i nostri mettono di nuovo un piede in fallo con "Giorni a perdere": riff dei Sonic Youth più stanchi e giri di hard-rock triti e ritriti. Peccato anche per la ninna nanna acustica finale "Dormi", che cancella il poco di buono fatto in precedenza (l'inizio elettronico di "Amantide").
Troppi alti e bassi, poca convinzione e una pericolosa tendenza al nu-metal all'italiana compromettono un disco sostanzialmente privo di idee, in cui molti brani sembrano scritti solo per trascinare il pubblico ai concerti. E qualcuno spieghi ai Subsonica che una canzone come "Tutti i miei sbagli" si scrive una volta sola.

Nel frattempo, Max Casacci si dedica a una serie di progetti paralleli, tra musica e politica. Come la gestione dell'etichetta discografica Casasonica, la direzione dell'importante Traffic Free Festival a Torino e l'esperienza ambientalista e anti-mafia di Torino Sistema Solare.

I Subsonica però non si fermano. Nel 2007, L'Eclissi segna un ritorno al passato fieramente elettronico della band, ma ne acuisce il carattere retrofuturista: sound algido, cyberpunk, ma intarsiato di citazioni ed echi del passato.
I beat squadrati e dirompenti riprendono il dominio, ma è la chitarra l'"eminenza grigia" dell'album. Discreta, essenziale, cesella consapevoli cliché che finiscono immediatamente rifratti, replicati come moduli del pattern ritmico. Ne ho scritto da poco in riferimento a Why?: l'essenza di tanta arte di oggi sta nel suo rapporto col passato. Il recupero del passato passa attraverso riprendere lo stilema disco più stereotipato ("Nei nostri luoghi"), figure morriconiane ("La Glaciazione"), sciabolate funk-punk ("Quattrodieci") o baldanzose sincopi ska ("Piombo").
Mancano le canzoni a presa immediata, eppure gli stessi pezzi che di primo acchito sembravano scialbi scoprono una faccia da techno-cavalcate irrefrenabili ("La glaciazione", "Il centro della fiamma"), riempipista dal ritornello a colpo sicuro ("Veleno", "Quattrodieci", "Piombo"), lenti da trip in levare ("Alta voracità", "Alibi"). Stupisce poi la cura certosina del suono, prodigo di glitcherie, minimalismi vari, pulsazioni secche, frenetiche e impeccabili sferzate elettroniche.
A rovinare il quadro provvedono ad ogni modo i testi: goffi esercizi di ermetismo, inducono il sospetto che dietro alla loro pretesa profondità non ci siano che sentimentalismi tanto-al-kilo ribolliti in salsa hi-tech.

Contributi di Dario Ingiusto ("Terrestre"), Marco Sgignoli ("L'Eclissi")


http://www.ondarock.it/italia/subsonica.htm

http://www.subsonica.it





lunedì 20 dicembre 2010

Stadio

Si può iniziare a parlare degli Stadio partendo da "Chiedi chi erano i Beatles", uno dei più noti successi. I fab four di Liverpool esumati come ulteriore metafora composta dal gruppo per enfatizzare nella fugacità emozionale di una canzone il travaglio generazionale, ovvero quell'appendice filosofica che è propria dell'uomo di questo secolo!


La loro musica pop-rock ha caratterizzato, in parte, la musica italiana degli ultimi tre lustri: soprattutto, gli Stadio hanno donato nuova linfa a quella penna da cantautore non troppo politicamente impegnata ma colta, perennemente volta all'introspezione come tecnica speculare per cogliere le ovvie e dannate problematiche del fenomeno generazionale.

Agli inizi degli anni Ottanta hanno rappresentato l'escrescenza di una situazione tutta italiana: la rivelazione discografica dei cosiddetti "turnisti", coloro che provano, arrangiano e suonano nelle grandi produzioni discografiche.I componenti della prima formazione venivano da una comune esperienza con Lucio Dalla: Giovanni Pezzoli, batteria; Marco Nanni, basso; Ricky Portera, chitarra; Fabio Liberatori, tastiere; Gaetano Curreri, voce e tastiere. Questa è la cospicua parte di session-men che accompagna Dalla e De Gregori nel tour "Banana Republic" del 1979: il tour, che "cambiò il volto della musica leggera", è la prima esperienza del gruppo e, quindi, l'inizio dell'attività musicale e discografica degli Stadio. E' proprio in "Banana Republic" che il gruppo inizia a lavorare al suo primo long playing: nasce cosi "Grande figlio di puttana", canzone che dilata in senso grottesco la filosofia di un gruppo come quello degli Stadio.

Il primo album "Stadio" verrà pubblicato nel 1982. Sono cinque canzoni più una suite musicale ("Un fiore per Hal") in cui compare la voce di Dalla. Già da questa prima prova discografica, gli Stadio si affidano a veri e propri parolieri d'eccezione: Gianfranco Baldazzi (scrittore e critico musicale, prima che acclamato autore di canzoni); lo stesso Dalla, anche produttore del disco; Ambrogio Lo Giudice, uno dei più affermati registi di videoclip musicali, e quel ventenne, commesso in un negozio di scarpe al centro di Bologna, che dopo tante insistenze riesce a firmare la sua prima canzone, "Navigando controvento". È Luca Carboni, vera scoperta di Gaetano Curreri&soci. Parte del disco è stata utilizzata per la colonna sonora del film "Borotalco" di e con Carlo Verdone.

Negli anni successivi, il gruppo continua ad accompagnare Lucio nei concerti e in sala: l'ellepi "1983" del cantautore è suonato ed arrangiato dagli Stadio. Con Ron registrano dal vivo il 33 giri "Tutti i cuori viaggianti", "Sotto la pioggia" con Antonello Venditti, "Telefono elettronico" di Renzo Zenobi, producono "...e intanto Dustin Hoffmann non sbaglia un film", l'album d'esordio di Luca Carboni, scrivendogli "Fragole buone buone".

La seconda prova discografica, "La Faccia delle Donne", prodotta dal duo Guido Elmi/Maurizio Biancani, vede la collaborazione di Vasco Rossi, Dalla e Carboni.

Con "Allo stadio" partecipano al Festival di Sanremo, edizione 1984. Il 33 giri rimane una pietra miliare nella storia del gruppo: con "Acqua e sapone" e "C'è" firmano la seconda colonna sonora per un altro film di Carlo Verdone, per l'appunto "Acqua e sapone".

Agli inizi del 1985, vengono pubblicate cinque canzoni nel Q-disc "Chiedi chi erano i Beatles": il brano omonimo è un autentico, piccolo capolavoro composto da Gaetano Curreri con il poeta Roberto Roversi.

Realizzano di nuovo le musiche per un film di Carlo Verdone, "I due Carabinieri".

Con il brano "Canzoni alla radio" partecipano nuovamente al Festival della Canzone Italiana e pubblicano l'album omonimo. La band è ora di quattro elementi. Fabio Liberatori decide di abbandonare l'attività del gruppo.

Nel marzo dello stesso anno partono per gli Stati Uniti con Lucio Dalla per una serie di concerti oltre-oceano registrando il doppio album live, il vendutissimo "DallAmeriCaruso" dove è stata incisa anche "Grande figlio di puttana", che apriva la tournée americana.

Ricky Portera esce dal gruppo e nel 1987 il tastierista Beppe D'Onghia inizia a collaborare. L'anno seguente, gli Stadio partecipano al progetto "DallaMorandi", che li porta a realizzare il disco omonimo - componendo "Il Duemila, un gatto e il Re" per Lucio Dalla e prestando la generazionale "Chiedi chi erano i Beatles" a Gianni Morandi.

Con Vasco Rossi scrivono "Bella più che mai" e "Tu vuoi qualcosa", i due inediti vengono pubblicati nella raccolta di successi, "Canzoni alla Stadio", che esce nell'estate del 1988. E' questo l'anno che vede la definitiva conclusione della collaborazione artistica degli Stadio con Lucio Dalla. Nell'89 pubblicano "Puoi fidarti di me", diversissimo dai precedenti, prodotto da Roberto Costa.

Marco Nanni e Beppe D'Onghia in tempi diversi lasciano il gruppo cosicché della prima formazione rimangono Gaetano Curreri e Giovanni Pezzoli con cui ancora oggi vengono identificati gli Stadio. Cantante da "note impossibili", anti-divo e di una gestualità ossessiva il primo; batterista richiestissimo per i dischi dei colleghi, faccia accattivante e sorniona dietro gli occhiali scuri e vero talento di simpatia il secondo.

Vasco Rossi chiede agli Stadio di aiutarlo nella colonna sonora di "Stasera a casa di Alice", il film di Carlo Verdone con Ornella Muti e Sergio Castellitto.

Nel 1991 il passaggio alla Emi Italiana e il meritato disco d'oro con "Siamo tutti elefanti inventati", pensato nei due anni precedenti, prodotto da Antonio Colombi, realizzato con l'arrangiatore Luca Orioli e il nuovo chitarrista Andrea Fornili. Il titolo, pensato da Alessandro Bergonzoni, e' a meta' tra la favola Disneyana e la realtà sociale italiana: contenuto e contenente, dilemma amletiano delle ultime generazioni. E a proposito del travaglio generazionale e del machiavellico "volgere dei tempi", "Generazione di fenomeni" e' la track-song più conosciuta del disco grazie al fatto che viene utilizzata come sigla finale della serie di telefilm "I Ragazzi del muretto" di RaiDue.

C'è un ideale filo che unisce il vecchio e il nuovo degli Stadio: ci sono "nuove" firme d'autore che danno lustro al loro repertorio come Ivano Fossati ("Ci sarà") e Claudio Lolli ("Segreteria telefonica") e "solite" collaborazioni con Vasco Rossi ("Cerca di non esser via") e Luca Carboni ("Pelle a pelle"). Negli anni il linguaggio della Canzonetta si e' evoluto, divenendo stereotipato o trascendendo ogni schema convenuto: gli Stadio hanno sempre faticosamente mantenuto una coerenza letteraria risultando, molte volte, i veri interpreti delle tensioni e delle fibrillazioni di molti ragazzi - coniugando la loro duttilità musicale con l'inibitoria versatilità della penna d'autore. Hanno regalato anche splendide canzoni a molti loro colleghi: la già citata "Fragole Buone buone" e "Ci sei perchè" a Carboni; "Una nuova canzone per lei", "Idea 77" e "Rewind" (per il nuovo album "Canzoni per me") a Vasco; "Noi come voi" a Dalla; "Padrone del tuo cuore" a Ron; "Il sapore di un bacio" a Raf; "Ladri d'amore" a Maurizio Vandelli; "Il filo di Arianna" a Paola Turci e "Dimmi che non vuoi morire" a Patty Pravo, sono solo alcuni esempi.

Nell'autunno del 1992 viene pubblicato "Stabiliamo un contatto", che bissa il successo del precedente. Anche questa volta lavorano da soli con Luca Orioli e aggiungono al line-up il bassista Roberto Drovandi. Saverio Grandi è diventato il loro paroliere abituale: compone i testi di gran parte delle canzoni - tra cui "Per la bandiera" con Francesco Guccini. Il cantautore emiliano accetta di collaborare per un paio di canzoni: erano anni che non scriveva un'invettiva cosi diretta e cruda nei confronti di un evento che ha sconvolto la nostra società (la strage di Capaci). "Swatch" è il secondo testo che firma per gli Stadio. L'anacronistico viaggio a ritroso nel tempo di un quarantenne che osserva due adolescenti innamorati e quell'"incoscienza orgogliosa della loro età". Su una metafisica storia d'amore di Alessandro Bergonzoni ("L'appostamento") e su un testo dell'inedita coppia Luca Carboni-Jovanotti ("Libero di cambiare") vengono scritte altre "canzoni alla Stadio"!

A conferma delle loro indubbie capacità live nel 1994 gli Stadio conquistano il Disco d'oro con "Stadiomobile Live" (che contiene l'inedita "Un disperato bisogno d'amore", sigla della seconda serie de "I ragazzi del muretto") raro traguardo per i dischi incisi dal vivo.

Nel marzo 1995 pubblicano "Di volpi, di vizi e di virtù...", realizzato con il produttore americano Bob Rose. L'album vanta le collaborazioni prestigiose del poeta Roberto Roversi, di Francesco Guccini, di Roberto Vecchioni e Vasco Rossi, oltre l'apporto dell'armonica di Edoardo Bennato e delle tastiere di Fabio Liberatori - tornato a suonare con gli Stadio dieci anni dopo.

Ancora concerti e, nell'aprile 1996, è la volta della raccolta "Il Canto delle Pellicole", il loro omaggio al Cinema, in occasione dei suoi cento anni. Per una volta, tutte insieme, le canzoni che hanno fatto da colonna sonora ai film di Carlo Verdone, alle serie televisive, alla pellicola TV "Mamma Lucia" con Sofia Loren e l'inedito "Le cose che contano", sigla dell'ultima serie de "I ragazzi del muretto".

Il 1997 si apre con un importante riconoscimento: al Festival di Sanremo la giuria di qualità, riunitasi per la prima volta e formata da Luciano Pavarotti, Bill Conti, Mario Missiroli, Gino Paoli e Nicola Piovani premia Gaetano Curreri per la migliore musica grazie al brano "Dimmi che non vuoi morire", interpretato da Patty Pravo. A riconfermare lo stato di grazia creativa che accompagna la band, nello stesso anno esce "Dammi 5 Minuti", tra i più bei dischi degli ultimi tempi. Prodotto interamente dal gruppo e arrangiato con Maurizio Biancani e Mirko Dalporto, l'album contiene l'eterea lirica di "Il Temporale" (scritta con Vasco Rossi); la storia straziata di "Un volo d'amore". La giocosità di "Ti mando un bacio". A scrivere le canzoni ci sono ancora Saverio Grandi (ormai affermato autore), l'ispiratissima Bettina Baldassarri (una delle tante scoperte degli Stadio) e Roberto Roversi ("Millenovecentonovantaniente"). Celebrato autore di "Vita spericolata" e loro amico di vecchia data, Tullio Ferro compone "La colpa che tu eri": tra le più belle canzoni d'amore del gruppo. Il disco è realizzato con la partecipazione di Angelo Branduardi e Sarah Jane Morris.

Nel settembre di due anni fa, tutte le emozioni più forti delle loro canzoni d'amore vengono raccolte in "Ballate fra il cielo e il mare". Dodici ballate cantate in tanti concerti e che hanno innamorato tanta gente: storie di ragazzi e di adulti, storie di vita e di amori. Il piacere di ascoltare le nuove versioni di "Vorrei", "Segreteria telefonica", "Vai Vai", "C'è", ecc.

Prodotta con Celso Valli, la raccolta contiene inoltre gli inediti "Muoio un pò" (cover di "Driving with the brakes on" dei Del Amitri), "Fra il cielo e il mare" e "Sembra quasi che non c'è". E' il "trampolino di lancio" verso il Festival di Sanremo 1999, cui partecipano con "Lo zaino", scritta da Curreri con Vasco Rossi. Una serenata d'amore alla donna dell'universo: erano tredici anni che gli Stadio non si esibivano sul palco del Teatro Ariston! E' stato un successo, le giurie popolari e quella di qualità li votano fino a farli arrivare al 5° posto, a pochi punti dalla vincitrice, Anna Oxa. Da lì un lungo tour promozionale in giro per l'Italia.

L'attività della band è sempre stata parallela a quella solista dei vari elementi: Gaetano è oggi uno dei più affermati autori di canzoni di successo (ultima, in ordine di tempo, "La tua ragazza sempre" per Irene Grandi, e la produzione del nuovo album di Patty Pravo) e, qualche mese fa, ha partecipato al cartone animato "La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare" (tratto dall'omonimo libro di Luis Sepulveda) duettando con il cabarettista Antonio Albanese. Hanno cantato nei brani "Duro lavoro" e "Noi siamo i topi". Giovanni si dedica proverbialmente ad internet, ma non rifugge dagli inviti allettanti dei tanti amici (Taglia 42 e Lucio Dalla, per esempio) che lo vogliono nei loro dischi! Recentemente, Roberto ha collaborato con Eugenio Finardi ("Accadueo") e gli 883 mentre Andrea resta uno dei chitarristi più talentosi degli ultimi anni tanto da lavorare un pò con tutti (Franco Battiato, tra gli altri).

Da ormai sette anni il line-up del gruppo è composto da Gaetano Curreri (voce e tastiere), Andrea Fornili (chitarre), Giovanni Pezzoli (batteria) e Roberto Drovandi (basso).

La storia continua e il nuovo disco, "Donne&Colori", é ancora storia da ascoltare! [A cura di Daniele Mignardi]

http://www.rockol.it/musicaitaliana.com/biografie/stadio.html

http://www.stadio.com/officialwebsite






domenica 19 dicembre 2010

Daniele Silvestri


Daniele Silvestri nasce a Roma nell’agosto del 1968: i primi rudimenti di pianoforte li apprende giovanissimo e inizia a strimpellare la chitarra a 13 anni. Dopo aver fatto parte di diversi gruppetti, averne messo su uno in proprio e aver sperimentato la vita del turnista suonando come tastierista per altri artisti, inizia a scrivere materiale per un proprio album, che pubblica nel 1994 con il titolo di DANIELE SILVESTRI. Il disco, che si aggiudica una Targa Tenco come "migliore esordio dell’anno", contiene "Voglia di gridare", canzone che a ottobre dello stesso anno gli permette di partecipare a Sanremo Giovani e di passare il turno.


A Sanremo ’95 Daniele Silvestri si presenta sul palco del Teatro Ariston con "L’uomo col megafono", canzone che vince il premio "Volare" - assegnato da una giuria di autori al miglior testo letterario della manifestazione - e anticipa di qualche settimana la pubblicazione di PRIMA DI ESSERE UN UOMO, poi inserito da Musica & Dischi tra le migliori 10 uscite del 1995. Tra le canzoni contenute sul nuovo album riscuote un particolare successo "Le cose in comune", che diventa una delle più programmate da tutte le radio e finisce per ricevere una nuova Targa Tenco come "miglior canzone dell’anno" (per la cronaca, al secondo posto si classifica proprio "L’uomo col megafono", l’altro singolo di Daniele). Il ’95 è anche l’anno della prima tournée importante, che si protrae per tutta l’estate.

Nel 1996 Daniele inizia a lavorare alle canzoni del nuovo album, e parallelamente - e per la prima volta - alla realizzazione di una colonna sonora: il film è "Cuori al verde" di Giuseppe Piccioni, con Margherita Buy e Gene Gnocchi. Daniele ne firma le musiche e scrive per l’occasione un paio di canzoni, che andranno anche a far parte del suo nuovo lavoro. IL DADO, un album singolo diviso in due facciate (e quindi in due cd), esce nell’autunno del 1996, preceduto dal singolo "Hold me". L’album è un condensato di talento e poliedricità, che spazia attraverso diversi generi musicali e offre un ritratto a tutto tondo della personalità musicale di Silvestri. Tra le canzoni c’è un altro brano destinato a diventare uno dei più richiesti ai concerti: si intitola "Cohiba" ed è dedicato a Che Guevara.

Il tour italiano per la promozione de IL DADO dura dall’ottobre del ’96 a quello del ’97: un anno di concerti che permettono a Daniele e al suo gruppo (nel quale figura al basso Max Gazzé) di girare l’Italia in lungo e in largo e di esibirsi anche in contesti non proprio ortodossi - come ad esempio in alcune scuole - riscuotendo un grande successo. Un altro appuntamento importante di quel tour - oltre al concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma - è la trasferta cubana culminata in un’esibizione a l’Avana, nel corso delle celebrazioni per il Festival della Gioventù Comunista. Negli intervalli della lunga tournée Daniele inizia a scrivere le canzoni per "Frankenstein musical", spettacolo teatrale interpretato da Tullio Solenghi e in cartellone con grande successo per tutta la stagione ‘97/’98.

Nel 1998, oltre a lavorare al nuovo album, Daniele scrive anche le musiche per il film di Angelo Orlando "Barbara", con Valerio Mastrandrea, e per un altro spettacolo teatrale, "Domani notte a mezzanotte qui", ancora scritto da Angelo Orlando e interpretato da Simona Cavallari. Infine, dopo un anno e mezzo di lavoro, Daniele Silvestri sceglie di ritornare a Sanremo per presentare "Aria", il primo brano estratto dal suo nuovo album, SIG. DAPATAS, la cui uscita è prevista per il prossimo aprile.

Nel 2000 pubblica un best con inediti, OCCHI DA ORIENTALE, che segna anche la fine del contratto con la Ricordi.

Nel 2002 Daniele torna a Sanremo con "Salirò", che anticipa il nuovo disco UNO'-DUE', primo per la propria etichetta, la Panama, distribuita dalla Sony. Grazie anche ad un fortunato balletto inventato nell'ultima serata al Festival insieme all'attore Fabrizio Ferri, il pezzo esplode e diventa uno dei tormentoni dell'anno. Nel 2003 segue il live LIVRE TRANSITO, a cui segue una lunga latitanza dalle scene, in parte per motivi famigliari (Daniele ha due figli dall'attrice Simona Cavallari).

Nel 2007 finalmente il ritorno sulle scene con IL LATITANTE, anticipato da “La paranza”, canzone in gara al Festival di Sanremo 2007. Nel 2008 è la volta di MONETINE, doppia raccolta con inediti e rielaborazioni di vecchie canzoni.



DISCOGRAFIA ESSENZIALE

DANIELE SILVESTRI 1994 Ricordi

PRIMA DI ESSERE UN UOMO 1995 Ricordi

IL DADO 1996 Ricordi

SIG. DAPATAS 1999 Ricordi

OCCHI DA ORIENTALE 2000 Ricordi

UNO'-DUE' 2002 Panama/Sony

LIVRE TRANSITO 2003 Panama/Sony

IL LATITANTE 2007 Panama/SonyBMG

MONETINE 2008 Panama/SonyBMG


http://www.rockol.it/biografia/Daniele-Silvestri
http://www.queen.it/silvestri
http://www.danielesilvestri.it/
http://www.facebook.com/pages/Daniele-Silvestri-Ufficiale/144817878891488?v=wall


http://www.youtube.com/user/danielesilvestriSME

martedì 14 dicembre 2010

Scialpi






Giovanni Scialpi nasce a Parma il 14 maggio del 1962

Se fosse americano il suo talento così versatile avrebbe fatto di lui una "star planetaria"; comunque il suo continuo trasformismo, la sua insopprimibile voglia di non adagiarsi nel già fatto, nel consolidato, ha fatto si che ad oggi abbia venduto più di 2.000.000 di copie nella sua brillante carriera.

Il 1983 è l'anno dell'esordio con il famoso brano "Rocking Rolling", seguito dal primo album "Estensioni", nei quali si riconosce immediatamente un pubblico giovane che apprezza sia il suo atteggiamento nei confronti della realtà sia la sua musica techno-pop (di matrice anglosassone).


Scialpi è per un pubblico curioso ed intelligente, che ha voglia di non farsi incantare sempre dalla solita musica, è l'eroe dei giovani disillusi ma romantici, pieni di interrogativi ma consapevoli della realtà e alla ricerca di una nuova innocenza.
Il singolo "Cigarettes and Coffee" (1984) apre la strada di un mini album "Animale" (titolo che trae l'ispirazione da una specie di crasi fra anima e male) e che viene cantato in coro in una versione live davanti ad un pubblico di più di trentamila giovani all'Arena di Verona durante la serata conclusiva del Festival Bar.

Nel 1986 partecipa al Festival di Sanremo con "No east no west" e continua a convincere. L'album semplicemente intitolato "Scialpi" presenta un artista più maturo e cosciente delle doti di vocalist e performer.

Il 1987 si apre con il singolo "Bella età", che evidenzia la presenza di due (apparentemente) opposte tendenze, quella melodica e quella elettronica.
'anno dopo è la volta di "Un morso e via", un album in cui spicca il brano "Pregherei" che vincerà il Festival Bar e procurerà all'artista il disco d'oro per le vendite.

Ma Scialpi non si limita a scrivere ed incidere canzoni; infatti nel 1990 è per sei mesi al fianco di Raffaella Carrà in "Ricomincio da Due", dove si dimostra artista poliedrico e completo: presentatore, ballerino, showman.



"Nel 1991 la canzone "A…amare" richiama con successo l'attenzione su di lui che culmina con l'uscita a fine anno di "Neroe", antologia riarrangiata dei suoi successi.


Il ritorno a Sanremo nel 1992 con "E' una nanna" apre una nuova era-Scialpi, nelle vesti di produttore di se stesso.

Nel 1994 l'album "XXX" e l'hit singolo "Baciami" lo confermano ancora una volta e lo portano in classifica, come già qualche anno prima, in vari paesi d'Europa.


Da segnalare anche le fortunate esperienze teatrali con "Il Pianeta proibito" (con Giampiero Ingrassia e Chiara Noschese) e "Pellegrini", entrambe per la regia di Patrick Rossi Gastaldi.

Poi il ritorno alla musica in America dove si è rigenerato e ha prodotto musica rock in una chiave moderna che ricorda per qualche verso il cult movie "Fantasma del palcoscenico", il film che lo ha ispirato fin dagli inizi della sua carriera.


Scialpi non è carattere docile o arrendevole: pur di evolvere la sua musica, pur di migliorare la sua comunicazione, modificare continuamente la sua immagine ed affinare le sue doti, continua a mettersi in gioco.

Il ritorno in Italia gli ha fatto riscoprire, con una tournée di due anni, di essere amatissimo e di voler comunicare con il suo pubblico attraverso i suoi grandi successi, riletti in chiave moderna, ed alcuni brani inediti.
Nel 2000, nasce così l'idea di fare "Si io Si", un disco multimediale che gli permette di comunicare con le immagini oltre che con i suoni. Il nuovo album contiene 10 grandi successi riletti in chiave moderna,
3 inediti, un calendario multimediale ed una guida attraverso Internet che conduce alla scoperta di un mondo musicale fino ad oggi inesplorato.
Prima ancora che "Si io Si" uscisse nei negozi, il suo sito ufficiale sito registra un numero di contatti quasi da record con circa 22.000 e-mail in 9 giorni. Venderà più di 35.000 copie.


Nel 2002 una tournée fortunatissima conterà più di 50 concerti in tutta l'Italia.

Nel 2003 Scialpi ritorna con un grande progetto musicale. Esce, infatti, a giugno "Pregherò imparerò salverò", singolo che anticipa l'uscita del suo nuovo Album dal titolo "Spingi Invoca Ali" (anagramma di Giovanni Scialpi).

Il 2003 segna anche un traguardo tanto rilevante quanto meritato: é infatti l'anno del ventennale della sua carriera, evento che Scialpi festeggia all'Horus Club di Roma insieme ai suoi numerosi e affezionatissimi fans.

Dopo aver festeggiato i 20 anni di carriera Scialpi torna nel 2006 con un disco profondo, delicato ed introspettivo."Autoscatto" è infatti il nuovo album che segna ancora una volta una nuova tappa del percorso artistico di Scialpi. L'album , oltre a contenere i successi riarrangiati con nuove alchimie, comprende tre inediti : "Cant' get out of my head" , cover del celebre brano di Kylie Minogue , "Non ti amo più- Je t'aime moi non plus" di Serge Gainsbourg, entrambi rivisitati e riadattati in stile moderno ed innovativo e "Goodbye", dolcissima ballata inglese il cui testo invita a lasciarsi dietro le cose tristi del passato.

Il singolo "Goodbye", presentato per la prima volta al Galà di Miss Italia, che anticipa l'uscita di "Autoscatto" , è quindi l'ennesima sorpresa per il pubblico, poichè sancisce la prima volta che Scialpi incide una canzone interamente in inglese ,dimostrando come sempre il suo eclettismo in un percorso di costante evoluzione artistica, con uno sguardo sempre più maturo e sensibile.

Il 2008 comincia con il ritorno di Scialpi su un palco teatrale come protagonista nel musical "Rodolfo Valentino" di Harold Troy con la direzione artistica di Enzo Sanny presso il teatro 10 di Roma

www.scialpi.tv

http://www.scialpi.tv

http://www.scialpifans.com



lunedì 13 dicembre 2010

Enrico Ruggeri

Enrico Ruggeri nasce a Milano il 5 giugno 1957. Frequenta il blasonato liceo Berchet dove inizia le sue prime esperienze musicali con alcuni gruppi della scuola.


Nel 1973 fonda la band dei "Josafat" e debutta in concerto al Teatro San Fedele di Milano con un repertorio di classici del rock anni '60. E' invece il 1974 quando forma con l'amico Silvio Capeccia gli "Champagne molotov": lo stile è quello del "rock decadente" alla David Bowie e Lou Reed.



La prima canzone importante è datata 1975: è "Living Home", scritta durante l'ultimo anno di liceo classico, che più tardi sarà "Vivo da Re". Terminato il liceo Enrico si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza e insegna, come supplente, le materie di italiano e latino presso le scuole medie inferiori.

Intanto gli Champagne Molotov cambiano formazione, assumendo quella che diventerà la line-up del primo gruppo stabile: Enrico Ruggeri, Silvio Capeccia, Pino Mancini, Roberto Turati ed Enrico Longhin.



Nel 1977 il gruppo capeggiato dal giovane professore cambia configurazione a seguito dell'abbandono di Capeccia; l'anima musicale subisce l'influenza del punk-rock che sta esplodendo un po' in tutta Europa: cambiano il nome in "Decibel". Enrico abbandona l'università: la musica diventa la sua prima e più importante attività.



E' il mese di ottobre quando Milano vede i suoi muri tappezzati di manifesti e volantini che annunciano un concerto punk dei Decibel. Il concerto è tutta un'invenzione: si tratta di una provocazione in stile Malcolm Mc Laren che suscita la reazione anti-punk dei movimenti giovanili della sinistra. Si assiste a zuffe e pestaggi e, l'indomani, la stampa locale parlerà per la prima volta dei Decibel. Nelle settimane successive, incuriosite dalla circostanza, le case discografiche contatteranno il gruppo: la Spaghetti Records propone loro un contratto e li manda al Castello di Carimate per registrare "Punk", l'album di debutto.



Il lavoro riscuote un buon successo e i Decibel suonano come gruppo di supporto per Heartbreakers, Adam & the Ants.

Nel 1978 rientra nel gruppo Capeccia e con lui arrivano Fulvio Muzio, Mino Riboni e Tommy Minazzi.



Il 1979 vede la pubblicazione dell'album "Vivo da Re" registrato in quel Castello di Carimate. L'anno successivo Ruggeri trascina i Decibel sul palco del Festival di Sanremo con il brano "Contessa": il successo è notevole.

A seguito di un lungo periodo di incomprensioni, che procureranno noie anche dal punto di vista legale, le strade di Enrico Ruggeri e del suo complesso si separano definitivamente.



Incontra Luigi Schiavone con il quale firmerà moltissimi pezzi, tra cui alcuni capolavori assoluti della musica leggera italiana: nell'agosto del 1980 registra il suo primo album da solista "Champagne Molotov". Comincia ad affermarsi anche come autore con "Tenax" interpretata da Diana Est.



Con la CGD incide i successivi dischi: "Polvere" è del 1983. Scrive "Il mare d'inverno", che conoscerà un grande successo con Loredana Berté.



Torna a Sanremo nella categoria "big" nel 1984 con "Nuovo swing"; nella categoria Giovani la canzone "Sonnambulismo", presentata dai Canton, è firmata Ruggeri-Schiavone. Grande sportivo (e tifoso interista) Enrico debutta titolare nella Nazionale Italiana Cantanti il 21 marzo dello stesso anno.



Nel 1985 esce l'album "Tutto scorre" e Ruggeri partecipa all'annuale rassegna della canzone d'autore, il prestigioso Premio Tenco. L'anno successivo vince il premio della critica al Festival di Sanremo, con "Rien ne va plus". Poco dopo esce il minialbum "Difesa francese". Al rientro da una lunga e intensa tournée estiva sposa Laura Ferrato; l'anno si chiude con un altro disco "Enrico VIII" con il quale otterrà il suo primo disco d'oro.



L'edizione di Sanremo 1987 vede vittoriosa una delle più belle canzoni italiane di sempre: "Si può dare di più" firmata e interpretata dal trio Enrico Ruggeri, Gianni Morandi e Umberto Tozzi. Nella stessa edizione il premio della critica viene assegnato a "Quello che le donne non dicono", scritta da Enrico e interpretata da Fiorella Mannoia: il pezzo sottolinea la grande sensibilità del cantautore milanese.



"Vai Rrouge" è il suo successivo doppio album live. Nel 1988 Enrico si cimenta con il cinema contribuendo con due brani alla colonna sonora del film "I giorni randagi" di Filippo Ottoni. Poco dopo esce un altro LP: "La parola ai testimoni". Scrive brani per Anna Oxa, Riccardo Cocciante, i Pooh, Mia Martini e Mina (l'emozionante "Il portiere di notte") e molti per Fiorella Mannoia.



Il 24 marzo 1990 nasce il figlio Pico, Pier Enrico: due mesi più tardi è la volta del disco "Il falco e il gabbiano", che segna un ritorno al rock.

Il 1992 vede Ruggeri in prima fila fra i rockers italiani nel gremire stadi e Palasport con l'ultima tournée che lancia il bellissimo album "Peter Pan": la melodia della title-track è semplicemente incantevole e il successo è enorme.



Nel 1993 Enrico Ruggeri compie l'impresa e vince per la seconda volta il Festival di Sanremo con "Mistero", primo brano rock a trionfare nella città dei fiori. Il brano viene incluso ne "La giostra della memoria" album antologia che racchiude alcune perle della sua carriera. Nel particolare tour che segue Enrico affida la scaletta di ogni serata ad una ruota, cui sono apposti i titoli delle sue più belle canzoni.



Nel 1994 esce "Oggetti smarriti" ed entra nella band Andrea Mirò, polistrumentista e direttrice d'orchestra, che diventerà poi insostituibile collega e compagna nella vita.

Il 6 febbraio 1996 Enrico Ruggeri festeggia i 3 milioni di dischi venduti in carriera: partecipa al festival di Sanremo con "L'amore è un attimo"; segue l'uscita dell'ottimo disco "Fango e stelle".



Nel 1999 esce "L'isola dei tesori" album in cui Enrico reinterpreta alcune sue perle scritte per altri artisti, mentre del 2000 è "L'uomo che vola" disco preceduto da "Gimondi e il Cannibale" sigla dell'83° Giro d'Italia.



Dopo il doppio live "La Vie En Rouge" (2001) partecipa a San Remo 2003 in coppia con Andrea Mirò, presentando il brano "Nessuno tocchi Caino", dimostrando ancora una volta la sua grande sensibilità e manifestando il suo pensiero contro il delicatissimo tema della pena di morte: seguirà l'uscità del disco "Gli occhi del musicista", un disco strano, non adatto alle radio o alle mode del momento, ma bellissimo, permeato da sound incantati che ricordano (con largo uso di fisarmoniche) romantiche melodie di paese.



Nel 2004 Ruggeri prova un "ritorno agli albori", un ripasso delle basi e delle proprie origini: esce l'album "Punk", un progetto il cui ispiratore principale è il figlio adolescente Pico. Si tratta di un eccellente reprise di antichi lavori Ruggeriani incastonati in più che discrete reinterpretazioni di cover (David Bowie, Sex Pistols, Lou Reed, Clash, Ramones) cronologicamente congruenti al periodo.



Una nuova sfida arriva alla fine del 2005 quando accetta di condurre la trasmissione tv "Il Bivio", in seconda serata su Italia 1, programma che racconta le ipotetiche diverse vite che ci sono nella storia di ciascuno di noi. "Ho accettato - spiega Enrico - perché l'esistenza di ciascuno di noi è più interessante della miglior sceneggiatura". Il programma, nato inizialmente come fosse un esperimento, subirà qualche evoluzione, ma il successo durerà negli anni con le successive edizioni.



Acuto di pensiero, geniale nell'utilizzo delle parole, Enrico Ruggeri non ha mai avuto paura di esprimere le proprie idee criticando in modo costruttivo e mai banale la società in cui viviamo, attraverso le sue canzoni e i suoi libri.

Esistono innumerevoli versi che sono da considerarsi delle vere e proprie gemme di poesia. Tuttavia gli amanti di Ruggeri, artista abituato a restarsene in sordina, senza frequentare gli spazi illuminati dai riflettori, forse troppo spesso hanno visto gli addetti ai lavori snobbare i suoi capolavori. C'è chi lo ama e chi lo considera noioso: Enrico non si offende e continua con la semplicità e la grazia di cui è capace, a regalare al mondo frasi e versi di romantica straordinarietà.



All'inizio del mese di luglio del 2009 inizia la conduzione su Italia 1 di una nuova trasmissione dal titolo "Mistero" (come il suo brano del 1993), un programma di interviste che tratta argomenti fantascientifici.



Partecipa al Festival di Sanremo 2010 con il brano "La notte delle fate", a cui segue un nuovo album dal titolo "La ruota". Per l'edizione dello stesso anno del successo televisivo "X Factor", Ruggeri viene scelto per entrare a far parte della giuria, insieme alla veterana Mara Maionchi e ai nuovi giurati Anna Tatangelo ed Elio (Stefano Belisari) di Elio e le Storie Tese.

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=908&biografia=Enrico+Ruggeri

http://www.enricoruggeri.info/index2.html







domenica 12 dicembre 2010

Ron

1953 - A Dorno, in provincia di Pavia, nasce Rosalino Cellamare, secondo di tre fratelli. Dimostrando ben presto una passione precoce e inconsueta per la musica, il ragazzino frequenta lezioni di canto con la maestra Adele Bartoli. L'insegnante, che gia' impartisce lezioni di pianoforte al fratello di Ron, Italo, intuisce il talento del piccolo allievo, e lo fa partecipare ad alcuni concorsi canori con buoni risultati.


1970 - A soli 17 anni Ron debutta sul palcoscenico di Sanremo in coppia con Nada, ottenendo un 7° posto con la canzone Pa' diglielo a ma'.

1971 - E' l'anno della sua prima partecipazione a Un disco per l'estate, con il branoIl gigante e la bambina. Testo difficile per il tema trattato, la violenza sui minori, e il momento storico-sociale in cui si colloca. Infatti una strofa viene modificata per volere della censura. La canzone rimarra' comunque inscritta nella storia della musica italiana.

1972 - Inaugura la propria carriera d'autore scrivendo la musica per Piazza Grande, poi presentata a Sanremo da Lucio Dalla

1973 - Con il proprio nome completo, Rosalino Cellamare, pubblica con la RCA il suo primo album, Il bosco degli amanti, di cui ha scritto tutti i testi e le musiche.

Lo stesso anno, a distanza di pochi mesi, decide di mettere in musica alcuni temi di una classe elementare di Cinisello Balsamo. Il risultato e' l'album Dal nostro livello.

1975 - Siamo al terzo Lp, che si intitola Esperienze e in cui l'autore si firma semplicemente Rosalino.


1975/79 - Ron interrompe momentaneamente l'attivita' di cantautore per dedicarsi ad alcune esperienze cinematografiche. Interpreta, infatti, pellicole come Lezioni private (1975, regia Vittorio De Sisti), L'Agnese va a morire (1976- regia di Giuliano Montaldo), In nome del papa re (1977- regia di Luigi Magni), Turi e i paladini e Mascagni (1978 - regia di Aldo Lado).

1979 - Francesco De Gregori e Lucio Dalla lo vogliono per curare gli arrangiamenti della loro tournee Banana Republic. Ron accetta, e partecipa anche al tour sia in veste di musicista (chitarra e pianoforte) sia come interprete di due brani: I ragazzi italiani e Come va.

1980 - Pubblica il 4° album, prodotto dalla Spaghetti Music, che prende il titolo dal singolo Una citta' per cantare. Il brano e' una cover di The Road di D.O. Keefe, interpretata da Jackson Browne. Per la prima volta compare il diminutivo Ron. Questo album e' anche il primo, per Ron, ad essere commercializzato sia come 33 giri sia come cd.

Sempre durante questo anno realizza con Ivan Graziani e Goran Kuzminac un Qdisc dal titolo Canzone senza inganni, composto di quattro brani.

1981 - Incide con la Spaghetti Music il 5° album, Al centro della musica.

1982 - Di ritorno da un lungo viaggio negli USA pubblica Guarda chi si vede (6° Lp), che contiene il singolo Anima con cui vince l'edizione del Festivalbar di quell'anno.

E' dello stesso anno l'idea di registrare un album live a marchio RCA, Tutti i cuori viaggianti, che Ron incide cantando davanti a un pubblico di fans e giornalisti. Tra le canzoni proposte ci sono anche alcuni brani del passato, come Occhi di ragazzainterpretata con Gianni Morandi, da sempre idolo di Ron.

Ancora nel corso di questo anno, particolarmente fecondo per l'artista, viene pubblicato Calypso, nel quale Ron si avvale della collaborazione di Mauro Malavasi.

1984 - Risale a quest'anno la sua prima raccolta di best. Si intitola I grandi successi di Ron, e contiene brani come Joe Temerario scelto tra l'altro come sigla per Domenica In.

1985 - E' l'anno del 7° album della carriera musicale dell'artista, che pubblica, infatti, Ron.

1986 - La canzone Joe Temerario viene usata da Mario Monicelli all'interno della colonna sonora del proprio film Speriamo che sia femmina. Ron incide anche un nuovo Lp (8°), e lo intitola E' l'Italia che va.

1988 - A distanza di quasi due decenni Ron partecipa nuovamente a Sanremo con Il mondo avra' una grande anima, brano che si ispira alla vicenda del rocambolesco atterraggio di Mattias Rast sulla Piazza Rossa di Mosca a bordo di un piccolo aereo da turismo. La canzone da' anche il titolo ad un nuovo album live, registrato durante la tournee che lo porta in diversi teatri italiani.


1989 - Prima volta di Ron come produttore, che produce il primo album di Biagio Antonacci: Sono cose che capitano.

1990 - Ron cambia casa discografica, passando dalla RCA alla WEA. Con quest'ultima pubblica Apri le braccia e poi vola (9° album). Durante lo stesso anno scrive una nuova canzone per Lucio Dalla, divenuta un altro successo: Attenti al lupo.

1992 - A distanza di due anni ecco un nuovo album, il decimo della sua carriera, intitolato Le foglie al vento, che contiene tra l'altro il brano Non abbiam bisogno di parole. Questa nuova produzione segna anche l'inizio della collaborazione tra Ron e Greg Walsh.

1994 - Viene pubblicato Angelo, 11° Lp per l'artista, che contiene il brano Tutti quanti abbiamo un angelo.

1995 - Tappa importante per Ron, che apre un proprio studio di registrazione, "Angelo studio", nel quale vedranno la luce album di molti importanti artisti italiani, tra cui Miguel Bose' (Sette modi di usare il cappello, pubblicato negli USA), Gianluca Grignani (La fabbrica di plastica), Anna Oxa (Senza pieta'), Mango, Dirotta su Cuba, Safina (Incanto).


1996 - Terza apparizione sanremese di Ron, che interpreta Vorrei incontrarti tra cent'anni con l'esordiente Tosca. La canzone vince la 46° edizione del festival, e da' poi il titolo ad un nuovo album che contiene una serie di vecchi successi completamente riarrangiati. Nel dicembre dello stesso anno l'artista partecipa al Concerto per Natale in Vaticano con il brano inedito Natale tutto l'anno, scritto dallo stesso Ron e musicato dal maestro Renato Serio.

1997 - Vede la luce il 13° album di Ron, intitolato Stelle. Contiene tra l'altro un brano scritto in coppia con Samuele Bersani.

1998 - L'artista partecipa nuovamente a Sanremo presentando Un porto nel vento.


1999 - Ron lascia la WEA per la CGD, con la quale pubblica Adesso (14° Lp).

2000 - Il 27 febbraio Ron festeggia i trent'anni di carriera, e la Rai gli dedica la trasmissione "Una citta' per cantare", condotta da Francesco Paolantoni e Nina Moric. Insieme agli amici e colleghi che lo hanno conosciuto durante gli anni trascorsi, da Gianni Morandi a Tosca a Lucio Dalla a Biagio Antonacci e Jackson Brown, Ron ripercorre cosi' i momenti salienti che hanno segnato il suo cammino professionale.

Contemporaneamente alla trasmissione viene inciso anche un doppio album, realizzato con il maestro Beppe Vessicchio e la sua orchestra, dal titolo '70/'00. Questa nuova produzione contiene i successi di Ron, riarrangiati e interpretati dallo stesso Ron in coppia con gli artisti che hanno partecipato alla trasmissione della Rai. L'album contiene anche l'inedito Noi, scritto con Maurizio Fabrizio e il cui video e' interpretato dall'amica Ornella Muti.

2001 - Ron lascia la casa discografica CDG e crea una sua etichetta indipendente chiamata "Le foglie e il vento" distribuita dalla Sony Music.

2001 - Ottobre: esce l'album Cuori di vetro che si avvale delle collaborazioni di artisti del calibro di Jovanotti , Gianluca Grignani, Carmen Consoli, Francesco De Gregori, Renato Zero e Renzo Zenobi. Il brano Sei volata via firmata da Jovanotti e' tra i piu' trasmessi in tutte le radio.

2002 - Gennaio: va in onda su RAI 2 in prima serata "Amici miei" condotta da Ron con l'aiuto dell'amico Paoloantoni. Sulle orme di "Cuori di Vetro", Ron chiama a collaborare alcuni amici-colleghi presenti gia' nel CD come Francesco De Gregori e Renato Zero, ma anche altri personaggi della musica come Raf, Luca Carboni e Loredana Berte'. Con loro si diverte a duettare proponendo uno spettacolo all'insegna della musica e dell'amicizia.


2002 - Pino Daniele lo chiama per far parte di un Tour insieme a Francesco De Gregori e Fiorella Mannoia. I "Fab Four" (come verranno chiamati) danno vita ad un "Tour Evento", destinato a restare negli annali della storia della musica italiana, che li porta ad esibirsi insieme in alcuni dei luoghi piu' suggestivi d'Italia davanti a un pubblico di circa 250.000 persone.

Da questa esperienza vengono tratti un album e un DVD intitolati In Tour, pubblicati nel novembre 2002, raggiungendo subito i primi posti delle classifiche discografiche.

2004 - Febbraio: esce l'album Le voci del mondo (preceduta dal singolo tratto dall'album stesso Caro amico fragile). Il lavoro,pieno di nuove sonorità e i cui testi sono scritti in collaborazione con l'auotore Cheope (Alfredo Rapetti), è liberamente ispirato all'omonimo libro di Robert Schneider "Le voci del mondo".

2005 - Ottobre: esce l’album “Ma quando dici amore”, l’ultimo particolare

progetto di Ron nato a sostegno dell’Aisla - Associazione Italiana Sclerosi Laterale

Amiotrofica – onlus impegnata nella lotta contro la SLA (ScLerosi Laterale Amiotrofica). Il cd è una raccolta di duetti realizzati con la solidarietà di molti artisti:

Anggun, Claudio Baglioni, Samuele Bersani, Loredana Bertè, Luca Carboni, Carmen Consoli, Lucio Dalla, Elisa, Jovanotti, Mario Lavezzi, Nicky Nicolai e Stefano Di Battista, Raf, Tosca, Renato Zero).

2006 - Torna a Sanremo: a dieci anni dalla vittoria con “Vorrei incontrarti tra

cent’anni” in coppia con Tosca, Ron decide di partecipare nuovamente al Festival

solo ed esclusivamente per una causa importante a lui molto cara. Tutti i proventi

che l’artista riceverà infatti per il brano inedito che presenterà “L’uomo delle stelle”

e l’album che saranno editi dopo Sanremo, saranno interamente devoluti all’AISLA

(Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), onlus impegnata nella lotta

contro la SLA, malattia neurodegenerativa ad oggi ancora incurabile.


http://www.ron.it/






http://roncantante.altervista.org/home.php

mercoledì 8 dicembre 2010

Eros Ramazzotti


Una stella di prima grandezza.
Con 20 anni di successi alle spalle, milioni di dischi venduti a ogni latitudine e collaborazioni con importanti artisti stranieri, Eros Ramazzotti è oggi l'ambasciatore della musica leggera italiana nel mondo, uno dei pochi artisti di casa nostra a vantare una reputazione internazionale tra i big assoluti.
Nasce a Roma il 28 Ottobre 1963 e fin da giovanissimo manifesta un'istintiva passione per la musica. Il suo esordio come cantante avviene nel 1981, quando partecipa al Concorso Voci Nuove di Castrocaro con la canzone "Rock 80" e firma il suo primo contratto discografico con una giovane etichetta, la DDD.
L'anno successivo esce il suo primo 45 giri "Ad Un Amico", mentre Eros affina con talento il suo rapporto con lo strumento musicale che più ama, la chitarra.
Inizia a farsi conoscere dal grande pubblico vincendo il Festival di Sanremo del 1984 nella sezione giovani con la canzone "Terra Promessa", una ballata di forte impatto. Nell'edizione seguente del Festival interpreta "Una Storia Importante", inclusa nel primo album "Cuori Agitati", che gli permette di affacciarsi sul mercato europeo.
La vittoria tra i Big a Sanremo nel 1986 con "Adesso Tu" conferma la popolarità del giovane Ramazzotti (all'epoca appena ventiduenne) in Italia, e nelle platee internazionali. La canzone è inclusa nell'album "Nuovi Eroi".
Il terzo Lp, "In Certi Momenti", uscito nel 1987 (con la partecipazione di Patsy Kensit nel brano "La Luce Buona Delle Stelle"), consacra l'artista romano al successo europeo. La tournée, che segue la pubblicazione dell'album, porta Ramazzotti ad esibirsi per nove mesi di fronte ad oltre un milione di spettatori: è il primo rock-show italiano ad imporsi ad un'audience così vasta.
Nella tarda primavera del 1988 viene pubblicato il mini-album "Musica È", che ha un impatto inatteso sui mercati discografici, superando le vendite di "In Certi Momenti". Dopo due anni di lontananza dai palcoscenici esce "In Ogni Senso", l'album che anticipa la prima esibizione di Ramazzotti negli USA, uno show sold-out al Radio City Music Hall di New York. Il lungo periodo trascorso in tournée si conclude con la pubblicazione di un doppio album live, "Eros In Concert". Segue un concerto a Barcellona, che viene trasmesso in Mondovisione.
Eros si ripresenta tre anni dopo con "Tutte Storie" che raggiunge in breve tempo la vetta delle classifiche europee. Il videoclip di "Cose Della Vita", il primo singolo, è diretto dal geniale regista cinematografico Spike Lee, vera icona black. La tournée europea è tra le più importanti della stagione e si conclude oltreoceano, dove Eros riempie gli stadi di quindici paesi latino-americani. Al rientro in Italia, il musicista è l'ideatore del Trio, l'evento musicale dell'anno, del quale è protagonista insieme a Pino Daniele e Jovanotti.
Nel novembre '94 Ramazzotti viene invitato agli MTV Europe Music Awards di Berlino, dove si esibisce live. In questo periodo crea una sua struttura di management, Radiorama, e firma un nuovo contratto discografico mondiale per la BMG International.
Il 13 Maggio 1996 vede la luce l'ottavo album, "Dove C’è Musica", il primo completamente autoprodotto. Realizzato tra l'Italia e la California, arricchito dalla collaborazione di musicisti di fama internazionale, è un disco in cui un nuovo Eros, creativo e stimolante, si combina con quello già noto. Il risultato discografico è entusiasmante: oltre sette milioni di copie vendute. La tournée europea che segue l'uscita del cd termina pochi giorni prima della nascita di Aurora Sophie, figlia di Eros e della sua compagna, la modella e futura presentatrice televisiva Michelle Hunziker.
Nei mesi successivi Ramazzotti veste i panni del papà, pone le basi per il nuovo album e scrive "That's All I Need To Know" per Joe Cocker. Nell'ottobre 1997 esce "Eros", un greatest hits che contiene anche due inediti e due chicche: "Musica È", cantata insieme ad Andrea Bocelli, e "Cose Della Vita/Can't Stop Thinking Of You", a due voci con la leggendaria Tina Turner.
Nel febbraio 1998 inizia una trionfale tournée mondiale che lo porta in Sudamerica, negli Stati Uniti e in tutta Europa e che si protrae fino al novembre dello stesso anno. Il 24 aprile la tournée viene interrotta per il matrimonio tra Eros e Michelle Hunziker, celebrato nella chiesa del Castello Odescalchi, a Bracciano, vicino Roma. A maggio Eros partecipa all'evento "Pavarotti and Friends" con la regia di Spike Lee, dove duetta con Luciano Pavarotti in "Se Bastasse Una Sola Canzone".
Il nuovo album, "Eros Live", viene pubblicato alla fine di ottobre. Nel Marzo del 1999 viene premiato ad Amburgo con l'Oscar della musica tedesco, l'Echo Award, nella categoria Migliore Artista Maschile Internazionale.
Nel 2000 Eros è impegnato come produttore e co-autore di testi e musiche per l'album di Gianni Morandi, "Come Fa Bene L'Amore". Alla fine dello stesso anno Ramazzotti pubblica il nuovo album in studio, "Stilelibero", che vende 900.000 copie solo in Italia (ottenendo così 9 dischi di platino) e oltre 4 milioni di copie worldwide.
La vita privata dell'artista romano conosce un periodo difficile quando una crisi matrimoniale sfocia con la separazione dalla moglie Michelle. Eros si dedica alla figlia Aurora e alla musica e dopo un paio di anni la risposta ai momenti bui arriva con un ennesimo album che ci ripropone un Eros in splendida forma. Subito prima dell'estate del 2003 viene infatti dato alle stampe "9", un disco caratterizzato da uno stile pre-"Stilelibero", ma con un occhio rivolto verso i suoni avanguardistici rispetto alla sua produzione più canonica. Il cd, il cui titolo riflette il numero degli album da lui pubblicati, viene anticipato di qualche settimana dal singolo "Un'Emozione Per Sempre", in cui il cantautore figura anche tra i percussionisti. Anche di questo brano esiste, come per moltissime sue canzoni, una versione in lingua spagnola ("Una Emociòn Para Siempre"), ennesimo omaggio a una cultura che lo ha sempre apprezzato.
E se in Spagna lo amano, in patria lo adorano: in una sola settimana il disco vende 250.000 copie ed Eros si piazza in testa alle classifiche di album singoli e airplay radiofonici. Un successo che continua con "Calma Apparente" (2005): tredici canzoni inedite – tra cui "I Belong To You", un duetto con la star americana Anastacia – che si aggiudica un triplo disco di diamante, riconoscimento che celebra il traguardo di 1.200.000 copie. Sono sold out praticamente tutti i concerti del tour che da marzo 2006 si protrae fino a estate inoltrata. Il 2007 vede l'uscita di un libro dedicato al cantautore romano, "Lo Giuro", di Luca Bianchini, che raccoglie le impressioni e le esperienze vissute nel corso della lavorazione di "Calma Apparente".
A fine 2007 l'artista pubblica "e²", un best of che ripercorre tutta la sua carriera, con nuovi arrangiamenti di brani che sono ormai entrati nella storia della canzone italiana.
Nel 2009 arriva il nuovo album di inediti "Ali e Radici".
Il 30 novembre 2010 esce il doppio CD+DVD live "Ore 21.00: Eros Live World Tour 2009-2010", contenente materiale registrato durante la lunga tournée mondiale che ha portato il cantautore romano a esibirsi in trenta paesi del mondo, raccogliendo un pubblico di oltre 800mila spettatori.

http://www.mtv.it/musica/artisti/archivio/artista.asp?idUMAArt=2972279

http://www.ramazzotti.com/eng/index_eng.htm