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venerdì 30 ottobre 2009

Piccola Pietra - Eros Ramazzotti


Piccola Pietra
(Eros Ramazzotti)

Arrivò al tempo di guerra
dalle onde toccando la terra
lui sbarcò e tutti videro
la sua umanità.
Lei guardò quegli occhi sognanti
così vivi così penetranti
e di colpo lo amò
Si sentì spuntare le ali
quando infine le strinse le mani
lei senti nello stomaco
uno sfarfallio.
Quella notte bagnò la felicità
di caldissime lacrime
che lasciò cadere in mare
ed aggiunse sale al sale
Lei
gli diceva lei
tu sei tu sei l'amore mio
tutta la mia vita è per te
Ma lui, rispondeva lui
ho in tasca una piccola pietra io
per costruire pace dove non c'è
così
Io, la porterò dove mi porterà
questa speranza dentro
che non mi abbandona mai
Io la porterò
con tutto il peso che ha
piccola pietra
che forse un giorno si poserà.
Se ne andò perchè la sua sorte
di ogni vento è sempre più forte
Se ne andò col suo carico
rinunciando a lei.
Quella notte si alzò fino al cielo
tutto il fiato che lei cavò
dal profondo dell'addome
per gridare il suo nome
Lei
gli diceva lei
tu sei
sei l'amore mio
tutta la mia vita è per te
Lui
rispondeva lui
ho in tasca una piccola pietra io
per costruire pace dove non c'è
così
Io la porterò dove mi porterà
questa speranza dentro
che non mi abbandona mai
Io la porterò
con tutto il peso che ha
piccola pietra
che forse un giorno
si poserà
piccola pietra
si poserà

PUGLIA


Ricette natalizie della PUGLIA: Cime di rape stufate, panzerotti fritti con ripieno di mozzarella, pomodoro e formaggio o con ricotta scuantr’ (spalmabile ma molto forte), anguilla arrostita con alloro, baccalà in umido (con cipolla e olive), baccalà fritto, agnello al forno con lambascioni (cipolline dal gusto amarognolo che si trovano sottoterra, allo stato selvatico), cuturidd’ (agnello con spezie e verdure cotto per tre o quattro ore in una particolare pentola in terracotta). Come dolce le pettole (frittelle tonde che si possono anche intingere nello zucchero), le cartellate (dolci fritti a forma di rosa e guarniti con miele o mosto), il torrone e i porcedduzzi (frittelline piccolissime con miele o zucchero), fichi secchi e pasticceria di mandorle.

Ingrediente principale: Cime di rapa
Altre ricette nella categoria: Contorni

Preparazione

Pulite bene le cime di rapa e lavatele più volte; poi scolatele e fatele cuocere in una pentola, senza acqua, se non quella rimasta dopo il lavaggio; man mano che le cime cuoceranno, butteranno fuori un po' di liquido che dovrà essere continuamente eliminato perché amarognolo.
Quando le cime di rapa non emetteranno più alcun liquido, dopo circa mezz'ora, riducete al minimo il calore, unite il sale, il pepe macinato al momento, gli spicchi di aglio sbucciati, l'olio, il vino e le foglie di alloro, lavate e asciugate.
Mescolate accuratamente il tutto e lasciate cuocere, a fuoco bassissima e a recipiente scoperto, per circa 15 minuti.
Al termine della cottura, trasferite le cime di rapa nel piatto da portata, precedentemente riscaldato, e servitele calde in favola.
Ingredienti e dosi per 4 persone

1600 g di cime di rapa
2 spicchi di aglio
2 foglie di alloro
1 bicchiere di vino rosso
4 cucchiai di olio d'oliva extra-vergine
Sale

http://www.cucinare.meglio.it

Puglia


Curiosità della Puglia
La Puglia è una regione davvero molto frequentata: i Trulli, le città di Lecce e di Otranto portano ogni anno molti turisti in Puglia. Però ci sono ancora posti nascosti, dove si puo stare da soli: sono le piccole baie raggiungibili solo via mare.

Le spiagge mozzafiato in Puglia
Volete scoprire spiagge mozzafiato in Puglia? Sono raggiungibili in barca dal paesino Mattinata. Le baie della Testa del Gargano rimangono un'esperienza indimenticabile.

Baia Rossa
La baia ghiaiosa è molto piccola e limitata da rocce gialle.

Baia Delle Sirene
La baia si nasconde dietro a rocce inclinate e alla cosiddetta "Grotta dei Celibi". E' isolata e si può raggiungere soltanto in barca.

Mattinatella
La Mattinatella è una spiaggia un po' più grande, che si raggiunge via mare. Qui in estate c'è un bar all'aperto.

Baia del Fico
Un albero di fico è il simbolo della baia. Cresce tra le rocce sopra il mare aperto. La roccia assomiglia a una torta marmoreizzata.

Baia della Zagare
Questa baia è una delle più belle vicino alla testa del Gargano.

Baia del Leone
Più grotte formano la baia, nella quale è possibile ammirare un leone urlante che nasce dalle rocce.

Cala della Pergola
Questa spiaggia è l'unica ad essere raggiungibile anche in macchina.

In Puglia, oltre alle spiagge mozzafiato, è possibile visitare anche i Trulli Alberobello




Spiagge mozzafiato in Puglia:

Baia Rossa
Baia delle Sirene
Mattinatella
Baia del Fico
Baia del Zigare
Baia del Leone
Cala della Pergola


Vieste: Vacanze in spiaggia e tanta cultura in Puglia
A Vieste, sul Gargano, le vacanze possono essere molto varie. Due spiagge formano il confine della cittadina ed un centro storico molto pittoresco invita a fare lunghe passeggiate serali.

Nella parte più pianeggiante della città si trovano gli edifici e i monumenti del XIX secolo. La parte più collinosa di Vieste, invece, è il centro storico vero e proprio: muri e case medievali, molteplici vicoletti, stradine, e le tipiche scale aperte (mignali) sono davvero affascinanti.

Anche nei dintorni di Vieste ci sono molti luoghi da scoprire:

le meravigliose grotte marine
le isole Tremiti
la grotta a Monte S. Angelo
il monumento sepolcrale di Padre Pio in San Giovanni Rotondo
le caverne di Castellana
lo zoo a Fasano
Altre città da non perdere sono Lecce e Otranto.


http://www.italia24.eu

giovedì 29 ottobre 2009

PIEMONTE


Ricette natalizie del PIEMONTE: Cappone di Morozzo al forno, bue bollito di Carrù e Moncalvo, insalata di carne cruda all’albese, peperoni in bagna cauda (salsa a base di olio, aglio e acciughe), acciughe al verde, flan del cardo, tayarin con pancetta petto d’oca affumicato, agnolotti al plin con sugo d’arrosto e risotto con radicchio, cappone arrosto, misto di bollito con salse, carote e patate al forno. Dolci: mousse di mele rosse Igp, torta di nocciole e zabaione, torrone d’Alba.

Cappone di morozzo ripieno al forno

INFORMAZIONI
Ingrediente principale: cappone
Persone: 8
Calorie per persona: 783
INGREDIENTI
1 cappone di 2 kg (col busto disossato), 1 bicchiere arneis, 1 noce burro, olio di oliva extra vergine, sale, pepe.
Per il ripieno: 200 g carne macinata di vitello, 200 g salsiccia, 2 uova, mollica di pane bagnata nel brodo e strizzata, formaggio, cipolla, aglio, prezzemolo, erbe aromatiche, sale, pepe, noce moscata.
PREPARAZIONE
In una ciotola mescolare carne, salsiccia spellata e sbriciolata, mollica di pane, formaggio, uova, un trito di cipolla, aglio, prezzemolo ed erbe aromatiche.
Aggiustare di sale e di pepe e terminare con una grattatina di noce moscata.
Fiammeggiare il cappone, lavarlo, asciugarlo e salarlo all'interno.
Farcirlo col ripieno preparato e cucirlo.
Disporlo in una pirofila a misura e irrorarlo con olio e burro fuso.
Infornare in forno già caldo a 180 gradi e cuocerlo per 2 ore rigirandolo di tanto in tanto e bagnandolo col vino.
Farlo dorare bene.
Servire irrorandolo col fondo di cottura.


http://www.vitosportelli.it

Piemonte


Curiosità in Piemonte
A Torino si trova la più antica gioielleria del mondo. Fu fondata nell'anno 1701. Si chiama "Musy, padre e figli" ed è situata in Via Po 1.

Vivere la cultura nei bar e caffé di Torino
Il modo miglior per conoscere lo stile di vita italiano è andare nei bar e nei caffè di Torino. Eccone una selezione dei migliori.
Torino offre tante deliziose leccornie
Ecco alcuni dei migliori locali per addolcire la vostra vacanza a Torino. Caramelle, gelatine, cioccolatini e i tipici "turinots" vengono offerti proprio qui


Capoluogo di regione Torino, prima di Roma era la capitale d'Italia quando c'era la monarchia, il re nel 1800.

L'epoca romana in PiemonteI Romani giunsero in Piemonte nel II secolo a.C.: nel 143 a.C. Appio Claudio sconfisse i Salassi nella valle della Dora Baltea, preparando la fondazione della colonia romana di Eporedia (oggi Ivrea), mentre nel 101 a.C. Caio Mario sconfisse presso Roddi, nella Battaglia dei Campi Raudii, i Cimbri.

Ma fu soltanto all'epoca di Cesare, durante la campagna gallica, che nacque la città romana di Torino; nel frattempo i Salassi venivano definitivamente sottomessi con l'occupazione di Augusta Pretoria (l'odierna Aosta).

La parte rimanente del Piemonte, costituita soprattutto da zone montuose, venne conquistata soltanto da Ottaviano Augusto.

Il Piemonte venne diviso tra la Gallia Cisalpina e le provincie romane delle Alpes Cottiae, Alpes Maritimae ed Alpes Poenninae.

I Romani fondarono alcune tra le principali città piemontesi: oltre alle già citate Torino e Ivrea, sono di fondazione romana Asti, Alba, Acqui Terme, Novara, Vercelli.

Le dimensioni di queste città non erano di gran rilievo: in genere, questi borghi venivano creati dai Romani come campi militari trincerati (da qui la pianta quadrangolare che caratterizza il centro di queste città), e solo successivamente incominciavano ad ospitare civili, solitamente in numero limitato.

Al termine dell'epoca romana spicca la Battaglia di Pollenzo, combattuta nel 402 da Stilicone contro le truppe dei Visigoti nella pianura intorno a Bra.


http://www.italiadascoprire.net



Vacanze in Piemonte
Il Piemonte è una regione ricca di cultura e arte ed offre incantevoli paesaggi naturali.

Torino, il capoluogo, oltre che essere famosa per la produzione delle macchine FIAT, è nota in tutto il mondo per la fiera del libro che ogni anno, in primavera, si tiene al Lingotto.

Molto fascinosi sono i castelli nei dintorni di Torino e i palazzi in stile barocco nel centro storico. Se visitato in autunno, il piemonte offre ai turisti un'atmosfera magica e davvero particolare: infatti questa stagione è tempo di vendemmia e Asti e i suoi dintorni assumono dei colori e un clima veramente straordinario. Inoltre, è proprio il periodo autunnale che da il via alla stagione del tartufo.

La terra piemontese non è soltanto un paradiso per gli amanti della cultura e per gli amanti della cucina: famiglie, single e gruppi potranno cimentarsi sul Lago Maggiore e in altre località turistiche in varie attività sportive: surf, sci acquatico e la vela d'estate, mentre d' inverno si può sciare per esempio in val di Susa.


http://www.italia24.eu

mercoledì 28 ottobre 2009

Ti Voglio Bene - Tiziano Ferro

Ti Voglio Bene
Tiziano Ferro


Ti Voglio Bene - Te quero bem

Una è troppo poco...due sono tante Uma é muito pouco... duas são bastante
Quante principesse nel castello mi hai nascosto ... Quantas princesas no castelo você me escondeu?!
TI VOGLIO BENE...te lo dicevo anche se non spesso Te quero bem... eu te dizia mesmo que não sempre
TI VOGLIO BENE...me ne accorgevo prima più di adesso Te quero bem... eu percebia mais antes do que agora
Tre sono poche..quattro sono troppe Três são poucas... quatro são muitas
Quante quelle cose che hai rinchiuso nel castello e ancora... Quantas aquelas coisas que você fechou no castelo e ainda...
TI VOGLIO BENE...e nonostante tutte le attenzioni Te quero bem... e acima de todas as atenções
TI VOGLIO BENE...dall'altro ieri invece da domani non lo so Te quero bem... desde antes de ontem mas amanha já não sei mais

Vorrei ringraziarti vorrei stringerti alla gola Queria te agradecer, queria te apertar o pescoço
Sono quello che ascoltavi, quello che sempre consola Sou aquele que te escutava, aquele que sempre consola
Sono quello che chiamavi se piangevi ogni sera Sou aquele que você chamava se chorava cada noite
Sono quello che un po' odi e che ora un po' ti fa paura Sou aquele que você odeia um pouco e que agora um pouco te dá medo
Vorrei ricordarti che ti son stato vicino Queria te lembrar que eu estive perto de você
Anche quella sera quando ti sentivi strano Também naquela noite que você se sentia estranho
E ho sopportato E suportei
Però adesso non rivoglio indietro niente Mas agora não quero voltar ao passado em nada
Perché ormai secondo te ho tutto quello che mi serve Porque segundo você eu já tenho tudo o que preciso
Un applauso forte sotto le mie note Um aplauso forte junto as minhas notas
Una copertina ed anche un video forte Uma capa de revista e um bom videoclipe
Fidanzate tante quante se piovesse Namoradas como se elas chovessem
Anche se poi le paure son le stesse Mesmo que depois os medos sejam os mesmos
Ora che ho sempre tantissimo da fare Agora que sempre tenho muito a fazer
Dici che non ho più tempo per parlare Você diz que eu não tenho mais tempo pra falar
Ma se solo bisbigliando te lo chiedo Mas se apenas sussurrando eu te pergunto
Tu sarcastico ti tiri sempre indietro Você sarcástico, sempre volta atrás
E quindi... E então...

Una è troppo poco...due sono tante Uma é muito pouco... duas são bastante
Quante principesse nel castello mi hai nascosto Quantas princesas no castelo você me escondeu?!
TI VOGLIO BENE...te lo dicevo anche se non spesso Te quero bem... eu te dizia mesmo que não sempre
TI VOGLIO BENE...me ne accorgevo prima più di adesso Te quero bem... eu percebia mais antes do que agora
Tre sono poche..quattro sono troppe Três são poucas... quatro são muitas
Quante quelle cose che hai rinchiuso nel castello e ancora... Quantas aquelas coisas que você fechou no castelo e ainda...
TI VOGLIO BENE...e nonostante tutte le attenzioni Te quero bem... e acima de todas as atenções
TI VOGLIO BENE...dall'altro ieri invece da domani non lo so Te quero bem... desde antes de ontem mas amanha já não sei mais

Un altro viaggio e poco tempo per decidere Uma outra viagem e pouco tempo para decidir
Chi ha caldo a volte non si fermerebbe mai Que o calor às vezes não pararia nunca
È troppo presto per ricominciare a ridere É muito cedo para recomeçar a rir
Sicuramente il momento arriverà Certamente o momento chegará
Sono passati lentamente venti giorni Passaram lentamente vinte dias
Sono trascorsi rimpiangendo i miei sogni Aconteceram entre choramingo os meus sonhos
E in quanto a te so solo che se ti vedessi E de você sei apenas que se eu te visse
Sarei più stronzo di ciò che ti aspettassi Eu seria mais imbecil do que aquilo que te espera
È terminata l'amicizia da due ore Faz duas horas que a amizade terminou
Ho seppellito l'incoscienza del mio cuore Eu enterrei a inconsciência do meu coração
In 4/4 ti racconto Em 4/4 te conto
Disilluso e non contento Desiludido e nada contente
L'allegria e la magia che hai rovinato A alegria e a magia que você estragou
Ti ho visto camminare mezzo metro sopra al suolo Te vi caminhar meio metro acima do solo
Dire in giro "sono amico di Tiziano" Dizer por ai "sou amigo do Tiziano? ·
E rassicurarmi di starmi vicino E me assegurar de que estava junto a mim
Poi chiacchierare al telefono da solo Depois conversar sozinho no telefone
Dietro l'ombra di sorrisi e gesti accorti Atrás da sombra de sorrisos e gestos de acordo
Sono passati faticando i nostri giorni Passaram insuportavelmente nossos dias
E per quanto non sopporti più il tuo odore E por quanto não suporta mais o seu odor
Mi fa male dedicarti il mio rancore Me faz mal dedicar a você meu rancor
E quindi... E então...

Una è troppo poco...due sono tante Uma é muito pouco... duas são bastante
Quante principesse nel castello mi hai nascosto Quantas princesas no castelo você me escondeu?!
TI VOGLIO BENE...te lo dicevo anche se non spesso Te quero bem... eu te dizia mesmo que não sempre
TI VOGLIO BENE...me ne accorgevo prima più di adesso Te quero bem... eu percebia mais antes do que agora
Tre sono poche..quattro sono troppe Três são poucas... quatro são muitas
Quante quelle cose che hai rinchiuso nel castello ...
TI VOGLIO BENE...e nonostante tutte le attenzioni Quantas daquelas coisas que você fechou no castelo e ainda...
TI VOGLIO BENE...dall'altro ieri Te quero bem... e acima de todas as atenções
Invece da domani non lo so Te quero bem... desde antes de ontem mas amanha já não sei mais

E' che ti sono debitore di emozioni É que fui pra você um cobrador de emoções
E' che al mondo non ci sono solo buoni É que no mundo não existem apenas os bons
Magari questo lo sapevo ma è diverso Talvez isso você já soubesse mas é diferente
Viverlo sulla tua pelle come ho fatto io con te Viver na pele como acontecem conosco
E fu Latina a farci unire e poi pagare E foi Latina a nos unir e depois a pagar
Una canzone può anche non parlar d'amore Uma canção pode não falar de amor
E ancora con tutto il cuore te lo dico E ainda com todo o coração eu te
Anche se da due settimane non sei più ...
Mio amico.. Mesmo que há duas semanas... Você não é mais meu amigo!

[RIT X 2] 2 vezes

La befana trullalla' - Gianni Morandi


La befana trullalla'
Gianni Morandi


Trullala’ Trullala’ Trullala’.
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la calza appesa al collo,
col carbone, col ferro e l’ottone.
Sulla scopa per volare.
Lei viene dal mare.
Lei viene dal mare.
E la neve scendera’
sui deserti del Maragia’,
dall’Alaska al Canada’.
E partire lei dovra’
e cantando partira’
da ciociara si vestira’,
con il sacco arrivera’,
la bufera vincera’.
E cantando trullala’,
la Befana arrivera’.
Trulalla’ Trullala’ Trullala’.

Un bambino, grande come un topolino,
si è infilato nel camino,
per guardarla da vicino.
Quando arriva la Befana
senza denti
salta, balla, beve il vino.
Poi di nascosto s’ allontana
con la notte appiccicata alla sottana.

E un vento caldo soffiera’
sui deserti del Maragia’,
dall’Alaska al Canada’.
Solo una stella brillera’
e seguirla lei dovra’,
per volare verso il nord
e la strada è lunga
ma la bufera vincera’.
E cantando Trullala’,
la Befana se ne va.
E cantando Trullala’
Truallalero Trullala’
Trullala’ Trullala’ Trullala’

MOLISE


Ricette natalizie del MOLISE: Zuppa di cardi, Pizza di Franz in brodo caldo (pezzettini di pizza a base di uova parmigiano grattugiato e prezzemolo al forno), baccalà arracanato ( mollica di pane aglio prezzemolo origano uva passa pinoli e noci) o baccalà al forno con verza, prezzemolo, mollica di pane, uvetta e gherigli di noci. Per dolce i Calciuni a base di farina, vino, castagne lessate, rhum, cioccolato, miele, mandorle, cedro candito, cannella, uova e vaniglia. Come vini il Montepulciano o il Trebbiano.

http://www.gingerandtomato.com/ricette-feste/ricette-regionali-di-natale-cenone-vigilia/

Ingrediente principale: Cardi
Altre ricette nella categoria: Primi piatti

Preparazione

Pulite i cardi eliminando le foglie esterne, dure e filamentose, quindi riducete i gambi teneri a tocchetti lunghi 8-10 cm.
Staccate la peluria presente sulla superficie dei gambi, raschiandoli con la lama affilata di un coltello.
Man mano che pulite i pezzi di cardo, metteteli a bagno in una terrina colma d'acqua acidulata con il succo di un limone, per evitare che anneriscano.
Pulite rapidamente anche il cuore del cardo, togliendo la parte legnosa che lo ricopre, tagliatelo a pezzetti e mettete anch'essi nella terrina.
In una grossa pentola portate ad ebollizione abbondante acqua salata e acidulata col succo di mezzo limone, quindi tuffatevi i cardi.
Lasciate riprendere il bollore, coprite il recipiente con un coperchio e fate cuocere per 30 minuti a calore moderato, dopodichè scolate i cardi e sgocciolateli bene.
Fate soffriggere l'aglio in un tegame con l'olio e il burro caldi, per 3-4 minuti a fuoco vivo, poi eliminatelo e mettete nel recipiente i cardi.
Lasciateli insaporire per alcuni minuti, mescolando con un cucchiaio di legno, quindi bagnateli con tre bicchieri d'acqua calda e salateli.
Portate ad ebollizione, unite le due uova sbattute a parte con sale e pepe, mescolate e lasciate rapprendere a fuoco dolce.
Nel frattempo, tagliate a dadini il pane e fatelo abbrustolire nel forno.
Distribuite i crostini ottenuti sul fondo di una zuppiera, versatevi sopra la zuppa fumante e servite.
Ingredienti e dosi per 4 persone

1500 g di cardi
2 uova
3 cucchiai di olio d'oliva
2 spicchi di aglio
20 g di burro
1 1/2 di limone
4 fette di pane casereccio
Sale
Pepe

http://www.cucinare.meglio.it/ricetta-zuppa_di_cardi.html

Molise


Curiosità del Molise
Molte leggende e misteri si legano al monastero di S. Vincenzo al Volturno.

Questo monastero fu costruito nel 700 d.C. e ancora oggi conserva preziose testimonianze risalenti al Medioevo come il "Chronicon Vulturnese", un codice miniato, che venne redatto nel 1130.


L'originario Molise - i vini della regione
In Molise l'Italia si fa scoprire nella sua parte più tradizionale. La storia del vino in questa regione comincia 100 anni fa quando verso la fine dell'800 comincia la sua produzione.

La regione è caratterizzata da un paessaggio montuoso e dalla costiera adriatica. Qui è possibile scoprire l'Italia autentica che conserva molte tradizioni, ormai scomparse in altre regioni.

In Molise sono state scoperte le più vecchie tracce di vita umana di tutt'Italia.

Qui vengono prodotti due vini D.O.C.: il Biferno ed il Pentro, che sono sia rosso che bianco. Il Biferno viene coltivato nella provincia di Campobasso, il Pentro invece in quella di Isernia.



S. Vincenzo al Volturno - cultura medievale nel Molise
Le vicende storiche del monastero sono raccontate nel "Chronicon Vulturnese", codice miniato degli inizi del XII secolo, oggi conservato alla Biblioteca Apostolica Vaticana.

S. Vincenzo al Volturno - cultura medievale nel Molise
Le vicende storiche del monastero sono raccontate nel "Chronicon Vulturnese", codice miniato degli inizi del XII secolo, oggi conservato alla Biblioteca Apostolica Vaticana.

L'abbazia di S. Vincenzo è stata fondata da tre nobili di Bnevento nel 703, nel fertile altopiano della parte più alta della Valle del Volturno, a circa 190 chilometri a sud di Roma. Nel periodo della dominazione longobarda lo sviluppo del monastero fu modesto, ma dopo cinquant'anni d'intensa crescita, esso fu completamente riformato ed ingrandito, tanto da divenire, tra il 780 e l'830, uno dei più grandi monasteri d'Europa. A partire dall'830, all'interno dei confini monastici estesi per circa 6 ettari, vi erano otto chiese e dozzine di costruzioni al servizio di una comunità monastica di circa 300-400 monaci.

Tuttavia, come la maggior parte delle altre istituzioni dello stesso tipo, la sua fortuna andò declinando nei decenni successivi all'850, e nell'881 il monastero venne saccheggiato dai predoni nord africani saraceni al servizio del Duca di Napoli e poi abbandonato. I monaci vi tornarono solo dopo 33 anni e cominciarono ad insediarvisi nuovamente e a restaurare la chiesa maggiore e gli edifici monastici. Ma l'abbazia non raggiunse più la sua antica estensione né riuscì a recuperare il prestigio di cui aveva goduto all'apice del suo splendore.

http://www.italia24.eu

DJ Ötzi - Anton aus Tirol


DJ Ötzi
Anton aus Tirol


Ich bin so schön , ich bin so toll. Ich bin der Anton aus Tirol
Meine gigaschlanken Wadln san a Wahnsinn für die Madln
Mei Figur a Wunder dar Natur
I bin so stoak und auch so wild
Ich treib es heiss und eisgekühlt
Wippe ich mit dem Gesäß, schrein die Hasen SOS und wollen den Anton aus Tirol

Blaue Pille, Sellerie - des braucht so a Anton nie
Koa Tattoo und koane Schmäh, a koa Piercing und koa Juche
Bin koa Softie, bin koa Tiger. Girls, so an Typ wie mi, des gab´s noch nie

Ich bin so schön , ich bin so toll
Ich bin der Anton aus Tirol
Meine gigaschlanken Wadln san a Wahnsinn für die Madln
Mei Figur a Wunder dar Natur

I bin so stoak und auch so wild
Ich treib es heiss und eisgekühlt
Wippe ich mit dem Gesäß, schrein die Hasen SOS und wollen den Anton aus Tirol

Abends dann im Discostadl zoag i mi mit 15 Madl, denn gewinnen kann nur i
Ui, so schön woai no nie
Lass alle Buam im Regen stehen
Koana is so urig schön
Ahhh, bin i schön. Ahhhh, is der schön, stoaka Bua, von dir kriag i net gnua
Komm her und mochs mit mia, mein Tiroler Stier

Ich bin so schön , ich bin so toll
Ich bin der Anton aus Tirol
Meine gigaschlanken Wadln san a Wahnsinn für die Madln
Mei Figur a Wunder dar Natur

I bin so stoak und auch so wild
Ich treib es heiss und eisgekühlt
Wippe ich mit dem Gesäß, schrein die Hasen SOS und wollen den Anton aus Tirol

Lalalalala............

martedì 27 ottobre 2009

Tus manos son para proteger

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Uno de cada diez hombres es gay

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Maccheroncini di Campofilone in sugo


Ricette natalizie delle MARCHE: Maccheroncini di Campofilone in sugo, cappelletti in brodo di carne, Vincisgrassi (timballo di manzo macinato, salsiccia, pollo tritato, prosciutto crudo, a volte con aggiunta di funghi) e cappone arrosto. Come dolci, la pizza de Nata’ (pasta di pane con frutta secca, uvetta, cioccolato in polvere, limone e arancio grattugiati, fichi e zucchero) e il fristingo (impasto di fichi, cioccolato, canditi e frutta secca). Tra i vini, la Vernaccia di Serrapetrona, vino cotto e vino di visciole (ricavato dalle tipiche amarene).


Maccheroncini de Campofilone in sugo

Ingredienti per 4 persone
Maccheroncini di Campofilone 500 gr
Pomodori rossi da sugo o in in alternativa pomodori pelati 1 confezione
Olive verdi
Prezzemolo
Peperoncino a piacere
Aglio
Olio extra vergine d'oliva
Sale
Preparazione
Per la salsa mettere tutto a crudo in una casseruola, pomodoro, prezzemolo, aglio, peperoncino, olio e le olive verdi. Lasciar cuocere e aggiustare di sale. Non lasciate la salsa molto corposa, deve essere lenta per abbracciare meglio i maccheroncini, che vanno lessati in abbondante acqua salata e scolati dopo i canonici 3/4 minuti di cottura.

Marche


Gli amanti di Rocca di Gradara
Anche Dante conosceva la storia dei due amanti Paolo e Francesca, finita in modo tragico nel castello di Gradara nelle regione delle Marche.

Nel V canto dell'Inferno nella Divina Commedia Dante ha narrato la tragica storia d'amore tra Paolo e Francesca. Il castello è rimasto com'era nel 1285, quando Gianciotto Malatesta, il marito di lei, colse in flagrante i due amanti e li uccise in preda alla gelosia.

Si possono visitare molte altre stanze oltre alla stanza del bacio. Una curiosità: nel 1493 nel castello vi è vissuta anche Lucrezia Borgia, figlia del papa Alessandro VI.

Da vedere
Per gli appassionati d'arte e cultura, le Marche offrono innumerevoli bellezze. Urbino è il centro rinascimentale, a Macerata si possono visitare chiese e piazze caratteristiche.

Centro storico di Urbino
Urbino è una città nella regione Marche ed i particolari luoghi d'interesse sono il Palazzo Ducale, caratteristico per i torricini che ne delimitano la parte posteriore, la Casa di Raffaello dove si può ammirare un affresco giovanile ed il Duomo, di stile neoclassico contiene alcune tele di Federico Barocci.

Marche - i posti da visitare
Nelle Marche la costa adriatica vi offrirà i suoi aspetti più belli: acqua azzurra, spiagge di sabbia bianchissima e scogliere ripide dominano il paesaggio delle Marche.


Altra bellissima regione italiana attigua all'Abruzzo, tra l'altro la città Capoluogo si chiama Ancona c'è un grande porto dal quale partono le navi dirette verso Jugoslavia, Albania, Grecia attraversando il mare Adriatico e il mar Jonio.

lunedì 26 ottobre 2009

Consumè di cappone in gelatina


Ricette natalizie della LOMBARDIA: Consumè di cappone in gelatina, tortellini o casoncelli in brodo, cappone ripieno con tritato, uova grana e mortadella, accompagnato da mostarda di Cremona, Stecchini (spiedini di pollo e vitello) con insalata e come dolce il “Pan di Toni”, il panettone.
Ingredienti per 12 persone:
un cappone, circa kg 3 - cipolline kg 1 - patate g 350 - castagne pelate, lessate, g 200 - una mela golden - burro - cannella - bacche di ginepro - paprica - pangrattato - alloro - aceto - vino rosso - olio extravergine d'oliva - sale - pepe

Preparazione:
prima di disossare il cappone, per liberarlo dalla gabbia toracica, evisceratelo da un'apertura sul basso ventre poi incidetelo lungo la schiena e iniziate a staccare la polpa dalle ossa, raschiandola con un coltellino; dopo avere estratto la carcassa, cucite l'incisione sulla schiena. Riducete le patate pelate, a tocchetti, sbollentatele in acqua salata, acidulata con un goccio di aceto, scolatele e rosolatele con una rossa noce di burro, alloro, bacche di ginepro, paprica, cannella, le castagne e la mela a pezzettoni. Spolverizzate il tutto con 3 cucchiai di pangrattato, salate, fate raffreddare il composto poi riempite il cappone dall'apertura ventrale che poi va cucita. Legatelo con le cosce e le ali aderenti al busto, restituendo al volatile la forma originaria, e infornatelo a 200 °C, dopo averlo condito con sale, pepe e olio. Appena il cappone sarà ben rosolato, aggiungete le cipolline, un bicchiere di vino rosso e portatelo a cottura (in tutto circa 3 ore). Servitelo nel piatto da portata con l'intingolo.

Curiosità della Lombardia


Curiosità della Lombardia
Il Lago di Como è uno dei laghi più belli d'Italia.

Nella notte del 24 giugno - la notte di San Giovanni - il lago diventa ancora più bello perché viene illuminato da centinaia di luci e percorso da numerose barche ornate di fiori dirette verso l'Isola Comacina, per celebrare la festa del Santo.
Tanta cultura nella vacanza al lago di Como
Il lago di Como è un lago lombardo ed è uno dei laghi più belli del nord Italia. Il lago è il più profondo di tutta Europa e offre tantissime feste tradizionali durante tutto l'anno.

Con i suoi 416 metri di profondità (nei pressi di Argegno), è il lago più profondo d'Europa. È il terzo lago più grande d'Italia, dopo il lago di Garda ed il lago Maggiore. Ha la caratteristica forma di "Y" rovesciata.

Eventi al Lago di Como
Nel lago si trova l'Isola Comacina, nella quale sono stati trovati insediamenti risalenti all'epoca romana. Nei pressi dell'isola si tiene ogni ultimo fine settimana di giugno la famosissima Sagra di San Giovanni.

A marzo, invece, si svolge il mercato di Pasqua e in maggio la festa degli asparagi.
In luglio a Varenna, Gravedonia, Pasturo e Stazzona si tengono feste e altri eventi culturali. In autunno - da settembre a novembre - si tiene un grande Festival di musica e cultura.

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L'uva è dimagrante?



Frutto autunnale e preziosissimo viene menzionato spesso in relazione al dimagrimento.
In realtà, nessun alimento ha potere dimagrante, solo l'acqua è priva di calorie.
Tuttavia, questo frutto ha notevoli proprietà utili a migliorare il benessere e l'aspetto dell'organismo.

La prima caratteristica è quella di dare una sferzata di energia, poiché come ogni frutto contiene zuccheri semplici di pronto utilizzo, inoltre, l'uva è nota per avere una composizione chimica non uguale, ma simile al latte materno.
Essa, contiene potassio, magnesio, ferro, iodio e fosforo, ossia, minerali utili a contrastare la stanchezza.
Il silicio e l'acido fosforico migliorano l'aspetto dei capelli e li rendono più sani, inoltre, aumentano le difese della pelle.
Le vitamine A, C, e PP, che l'uva contiene, aiutano la pelle a mantenersi giovane e sana.
I tannini e l'enocianina rafforzano le pareti delle vene e contrastano ritenzione idrica e inestetismi come la cellulite. L'uva è anche utile alla regolazione del battito cardiaco ed ha proprietà diuretiche. I suoi semi, andrebbero masticati per godere pienamente delle loro proprietà, infatti, spremuti a freddo producono un olio, il cosiddetto olio di vinacciolo, ricco di acidi grassi polinsaturi, come l'acido linoleico, utilissimo per il sistema cardiovascolare.
Con questo olio si possono condire a crudo i nostri piatti.
Infine, le fibre, l'acqua e gli acidi grassi disintossicano e idratano i tessuti in profondità.

Quando mangiarla?

Ogni dieta che si basa su un solo alimento è squilibrata e nociva, poiché un solo alimento non sarà mai in grado di fornire tutte le sostanze di cui il corpo ha bisogno.
Famosa è la dieta dell'uva o ampeloterapia, dura due settimane, ma si rivela alla fine inutile, monotona e pericolosa per la nostra salute.
L'uva andrebbe inserita in regime alimentare equilibrato, in cui sono presenti proteine, carboidrati complessi e grassi.
Infatti, l'uva come ogni frutto è ricca di zuccheri semplici e non poche calorie, ha 61 calorie per cento grammi, ciò, significa che non bisogna abusarne perché se in eccesso fa aumentare di peso.
Mangiata a colazione aiuta la motilità intestinale, comunque, non va mangiata da sola a colazione, ma con altri alimenti come latte oppure yogurt e carboidrati complessi come fette biscottate o pane.
Ottima anche a metà mattino e nel primo pomeriggio come spuntino mangiata da sola. Infine, va sottolineato che non andrebbe mangiata a fine pasto solo per evitare di eccedere con gli zuccheri e le calorie.

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sabato 24 ottobre 2009

Tazenda - No Potho Reposare

Tazenda
No Potho Reposare
Artist: Tazenda
Album: Tazenda
Year: 1988
Title: No Potho Reposare


Non potho riposare amore ‘e coro,

pensende a tie so d’onzi momentu.

No istes in tristura prenda ‘e oro,

ne in dispiaghere o pensamentu.



T’assicuro che a tie solu bramo,

ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo.



Si m’esser possibile d’anghelu

s’ispiritu invisibile piccabo.



T’assicuro che a tie solu bramo,

ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo.



Sas formas

e furabo dae chelu su sole e sos isteddos

e formabo unu mundu bellissimu pro tene,

pro poder dispensare cada bene.

Unu mundu bellissimu pro tene,

pro poder dispensare cada bene.



Non potho reposare amore ‘e coro,

pensende a tie so d’onzi momentu.

T’assicuro che a tie solu bramo,

ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo.



T’assicuro che a tie solu bramo,

ca t’amo forte t’amo, t’amo e t’amo
[ No Potho Reposare Lyrics on http://www.lyricsmania.com/ ]

TAZENDA No potho reposare (Sky vivo)

Noa - No Potho Reposare

Andrea Parodi & Freddie Mercury

No Potho Reposare







Balentes
No Potho Reposare
Artist: Balentes
Album: Balentes
Year: 2003
Title: No Potho Reposare





No potho reposare amore 'e coro,
pensendo a tie so d' onzi mamentu.
No istes 'in tristura prenda 'e oro,
nè in dipsoaghere o pessamentu.

T' assicuro che a tie solu bramo,
ca t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo:

Si m'essere possibile, d'Anghelu
s' ispiritu invisibile piccabo;
Sas formas che furabo dae chelu,
su sole, sos isteddos e formabo

Unu mundu bellissimu pro tene,
pro poder dispensar cada bene


TRADUZIONE:


Non posso riposare amore del mio cuore,
perché penso a te ogni momento.
Non essere triste gioiello dorato,
né dispiaciuta o preoccupata.
Ti assicuro che voglio solo te,
perché ti amo tanto, ti amo, ti amo.

Se mi fosse possibile,
prenderei lo spirito invisibile di un Angelo;
Ruberei tutte le forme dal cielo,
il sole, le stelle e creerei

Un mondo bellissimo per te,
per poterti dare ogni bene
[ No Potho Reposare Lyrics on http://www.lyricsmania.com/ ]

venerdì 23 ottobre 2009

Maccheroni in brodo


Ricette natalizie della LIGURIA: Maccheroni in brodo, ravioli alla genovese (ripieno di vitello, animelle, uova, erbe, pangrattato e parmigiano), stecchi fritti (spiedini di rigaglie di pollo con funghi freschi, besciamella e parmigiano), cappone lesso e cappon magro (piatto fatto esclusivamente di verdure o di pesce), salcicce e spinaci, Faraona al forno con carciofi e come dolce il pandolce (impasto di farina, uvetta, zucca candita a pezzetti essenza di fiori d’arancio i pinoli pistacchi semi di finocchio latte e marsala), canditi, torrone, uva, fichi secchi e noci innaffiati da un buon Rossese di Dolceaqua.

Curiosità della Liguria


Curiosità della Liguria
Il mondo subacqueo della costa della Liguria è uno dei più belli al mondo. Palombari coraggiosi nuotano davanti a Zoagli dove è stata registrata la presenza di relitti sommersi.

Chi non fosse troppo esperto come subacqueo potrà visitare il Santuario delle Balene.
Tuffarsi nella riviera
I punti migliori per immergersi e fare il bagno si trovano nella zona tra Ventimiglia e la Spezia. Vi ricordiamo che la costiera ligure è ripidissima e vi raccomandiamo quindi di prestare molta attenzione. Le numerose grotte e rocce a picco sul mare vi metteranno sicuramente voglia di un'escursione nel mondo subacqueo.

Tuffarsi nella riviera
I punti migliori per immergersi e fare il bagno si trovano nella zona compresa tra Ventimiglia e la Spezia. Vi ricordiamo che la costiera ligure è ripidissima e quindi di prestare attenzione. Le numerose grotte e le rocce a picco sul mare vi faranno sicuramente venir voglia di un'escursione nel mondo subacqueo.

I sommozzatori hanno a loro disposizione un vero paradiso. L'Azienda di Turismo della Liguria "in Liguris" ha pubblicato una nuova guida Liguria in blu, nella quale sono descritti 30 posti dove poter effettuare immersioni.

Durante l'anno la riviera è caratterizzata da un clima moderato. Parchi nazionali marittimi protetti, il Santuario dei Cetacei sono attrazioni speciali. Per la qualità dell'acqua e la bellezza delle spiagge, numerosi paesi liguri hanno ottenuto la bandiera blu, un premio molto prestigioso e ambito per le spiagge.


I caffè storici della Liguria
Ancora oggi la Riviera vanta alcuni caffè risalenti al XIX secolo. Qui si incontravano i primi turisti della Liguria, per lo stranieri ricchi e artisti, ma anche la ristretta cerchia della borghesia locale. Da visitare i caffè storici.

Copello
Il Copello a Chiavari (via Martiri della Liberazione 164) è uno dei caffè più antichi della Liguria. È stato fondato nel 1826.

Defilla
Anche questo caffè si trova a Chiavari (piazza Matteotti) ed è stato aperto nel 1883.

Colombo
A Santa Maria Ligure si deve visitare il caffè Colombo in stile liberty, probabilmente il più bello di tutta la costa.

Klainguti
A Genova (piazza Soziglia 102) il Klainguto è stato fondato nel 1828 ed è rimasto proprietà della famiglia fino al 1965.

A. Vedova Romanengo
Sempre a Genova (via degli Orefici 31r) nel caffè Romanego si trovano mobili originali dell'inizio del secolo scorso.

Mangini
Anche il caffè Mangini si trova a Genova (piazza Corvetto, 3). Vanta lampadari di cristallo e specchi immensi.

Giacomel
Il Giacomel è lo storico caffè-gelateria ad Alassio (via Mazzini 65).

Piccardo
Il Piccardo a Imperia (piazza Dante, 1) attira moltissimi clienti per la sua ampia scelta di dolci.

Luoghi storici, arte e cultura nella Liguria
La Liguria è ricchissima di opere d'arte risalenti a tutte le epoche, dall'antichitá ad oggi. Ecco quali sono le città e i musei da non perdere.

Genova vanta un'offerta artistica e culturale decisamente alta: chiese romaniche e gotiche, sontuosi palazzi barocchi, mentre l'architettura moderna la potete ammirare al porto. A San Remo non si può non visitare il centro storico, così come a Imperia, Albenga, Noli, Chiavari e Sestri Levante.

Nei musei di Ventimiglia, Finale Ligure e La Spezia sono conservati sia i ritrovamenti preistorici locali che i resti di importanti insediamenti romani.

A Bordighera e San Remo si consigliano infine di visitare le sontuose ville e gli alberghi della belle époque risalenti al periodo del primo turismo sulla Riviera.

http://www.italia24.eu

L'ora dell'amore - Andrea Di Palermo


L'ora dell'amore
Andrea Di Palermo
Composição: Carrera / D. Pace / K. Reid / G. Brooker

Da molto tempo questa stanza,
ha le persiane chiuse.
Non entra più luce qui dentro,
il sole è uno straniero.

E' lei che mi manca,
è lei che non c'è più.
L'orologio della piazza
ha battuto la sua ora.

E' tempo di aspettarti,
è tempo che ritorni,
lo sento, sei vicina.
E' l'ora dell'amore.

Il vuoto della vita
è grande come il mare.
Da quando se n'è andata,
io non l'ho vista più.

E' lei che mi manca,
è lei che non c'è più.
L'orologio della piazza,
ha perso la speranza.

Io no che non l'ho persa
io aspetto che ritorni,
lo sento, sei vicina.
E' l'ora dell'amore.

Io no che non l'ho persa
io aspetto che ritorni,
lo sento, sei vicina.
E' l'ora dell'amore.

E' l'ora dell'amore.
E' l'ora

giovedì 22 ottobre 2009

Luciano Taioli - Venezia La Luna E Tu - Liberi Pensiere by misabellC



video


Alberto Sordi
Marisa Allasio e Nino Manfredi,
protagonisti del film
"Venezia, la luna... e tu"

1939, A.Derevitsky - L.Martelli, Ed. Suvini Zerboni


Passano sul mar le gondole placide
dai sogni d'or
Ed ogni gondolier con nostalgia
Sospira la canzone sua d'amor
Venezia, la luna e tu
Stanotte questo cuore
Sognando aspetterà
Venezia, la luna e tu
Sulla laguna l'amor ci avvincerà

Tra un sussurrar di dolci cantilene
Coi baci ti dirò ti voglio bene
Venezia la luna e tu
E' questo il grande sogno che non si scorda più
Sognano il cuore e l'anima
Tremano pensando a te
In questa nostalgia di paradiso
Voglio tenerti incatenata a me

Venezia, la luna e tu
Sulla laguna l'amor ci avvincerà
Tra un sussurrar di dolci cantilene
Coi baci ti dirò ti voglio bene
Venezia la luna e tu
E' questo il grande sogno che non si scorda più


http://www.galleriadellacanzone.com/canzoni/anni30/schede/venezia/venezia.htm

LAZIO




Ricette natalizie del LAZIO: per la vigilia la tradizione privilegia fritto misto di verdure (broccoli e carciofi) e baccalà fritto, il capitone. Per il giorno di Natale, abbacchio al forno con patate e cappelletti in brodo, bollito misto e tacchino ripieno. Dolce: pampepato e pangiallo (frutta secca e canditi con farina, miele e cioccolato).

Curiosità del Lazio



Curiosità del Lazio

A soli 30 km da Roma si trova Tivoli. Con la Villa Adriana e la Villa d'Este Tivoli possiede due monumenti, che sono patrimonio dell'umanità.
L'arcipelago Ponziano
Immerse nel sole del Tirreno, tra Napoli e Roma, si trovano le isole vulcaniche Ponziane dette anche Pontine con una superficie complessiva di 11,4 km². Vale la pena visitarle.

Le isole furono abitate già nel Neolitico e, ancora oggi, costituiscono un'attrazione turistica, ma non solo. L'isola di Ponza è l'isola più grande dell'archipelago ed è facilmente raggiungibile con le regolari linee dei traghetti che collegano il porto di Ponza a Terracina, Formia, Anzio, San Felice, Napoli e Ischia.

Le altre isole Ponziane si chiamano Palmerola, Zannone e Ventotene. I loro abitanti sono soprattutto pescatori e contadini. Il settore economico più sviluppato è quello del turismo.



I migliori mercati a Roma
Nei caratteristici mercati romani non si comprano solo i piu svariati tipi di frutta e verdura, ma si respira l'atmosfera della vera e propria "vita all'italiana".

Campo dei Fiori
Questo mercato si trova a metà strada fra Piazza Navona e Piazza Farnese. Particolarmente caratteristico si presenta di prima mattinata, quando la gente del posto viene a farvi le compere (aperto dal lunedì al sabato mattina).

Piazza Mastai
Questo mercato si tiene nel quartiere popolare di Trastevere dove il contadino romano Bruno Vanin vende carciofi e altre verdure di produzione propria (dal martedi al sabato mattina).

Piazza d'Oro
E' situato in zona centrale fra la Piazza Augusto Imperatore e la Piazza Fontanella Borghese. I Romani amano questo mercatino specialmente per la frutta e la verdura.


E perchè anche voi, durante la vostra vacanza romana, non provate il brivido di mettere la vostra mano nella bocca della verità della statua del fauno collocata nella famosissima piazza nei pressi del foro boario?

mercoledì 21 ottobre 2009

Brovada e muset


Ricette natalizie del FRIULI VENEZIA GIULIA: Brovada e muset (zuppa di rape e cotechino) con polenta, trippa con sugo e formaggio, cappone e come dolce la gubana (noci, mandorle, uvetta, miele, vino e rhum, avvolto in sfoglia).

Friuli


Parchi Regionali Friuli Venezia Giulia:



Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane
Parco Regionale delle Prealpi Giulie
Riserve Naturali Regionali Friuli Venezia Giulia:

Falesie di Duino
Foce dell'Isonzo
Foci dello Stella
Forra del Cellina
Laghi di Doberdò e Pietrarossa
Lago di Cornino
Monte Lanaro
Monte Orsario
Val Rosandra
Valle Canal Novo
Valle Cavanta
Feste



Processione del perdon
La prima domenica di luglio, a Grado (Gorizia) si tiene una magnifica processione di barche imbandierate, per accompagnare la Madonna di Grado alla vicina isola di Barbana. A questa splendida manifestazione, che risale al 1237, partecipa con grande fervore tutta la popolazione, in un clima coinvolgente ed emozionante.

Vogada mata
Un'altra magnifica festa marittima è la "vogada mata", un sorta di carnevale acquatico di grande impatto. A Duino, nei pressi di Trieste, centinaia di barche, motoscafi, gommoni e pescherecci di vario genere danno vita ad un lungo corteo di carri marini variopinti e pittoreschi, detto appunto la "vogada mata", la vogata matta. Tutta la festa è accompagnata da diversi stand culinari in cui è possibile gustare le specialità locali.

Le due sagre del formaggio
Il paese di Enemonzo, in provincia di Udine, vanta ben due sagre del formaggio. In questo luogo infatti, a maggio e a settembre, si tengono due diverse sagre gastronomiche: la prima celebra il formaggio fresco e stagionato di tipo "latteria"; nella seconda invece, si assaggia il formaggio di malaga e la cosidetta "scuete", una speciale ricotta affumicata, tipica di questo luogo e giudicata eccezionale dagli intenditori.

La corsa degli asini
Sempre vicino Udine, a Fagagna, la prima domenica di settembre si tiene una particolare corsa 'equestre'. Dal 6 settembre del 1891, gli asini migliori del paese, che ancora oggi conservano i nomi dei loro antenati, si affrontano in un palio sulla piazza principale della città. Cometi, Pythagoras, Folc, Fuiros e Talpe, tra gli altri, ogni anno, da più di cento anni, si contendono così la vittoria della "San Siro del Friul".

Il Pignarûl
Il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, a Tracento (Udine) si organizza un magnifico corteo in abiti duecenteschi, in cui si rievoca l'incontro dei re Magi con Gesù bambino. Una lunghissima fila sale al Castello Coia "Cis'cielat", dove viene acceso un immenso fuoco, detto il "pignarûl grant". La direzione che prende il fumo del falò serve per trarre gli auspici sulla stagione invernale. Così si crede che se il fumo va a oriente si può prendere il sacco e andare al mercato a vendere i prodotti del raccolto che sarà abbondante, se invece il fumo va verso occidente è maglio andare "per il mondo" a cercare fortuna altrove.
Alla fine della divinazione, qualsiasi sia stato il suo esito, la gente del posto si riunisce comunque nelle osterie per brindare alla fortuna o abbattere la malasorte

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ORIGINI DEL GELATO




Storia complessa rintracciare le origini del gelato.
Di certo sappiamo che la refrigerazione di sostanze dolci, succhi di frutta, viene praticata fin dall' antichità da diversi popoli e persone di ogni estrazione sociale, sopratutto in Asia Minore.

... Origini antiche

Per la storia del gelato si può risalire fino ad Isacco che offrì ad Abramo latte di capra misto a neve, così riporta la Bibbia - dicendogli "MANGIA e BEVI: il sole è ardente e così puoi rinfrescarti." Possiamo dedurre che si trattasse di latte ghiacciato tipo sorbetto...

Daltronde alcuni interpreti di vecchie scritture, anche se con qualche riserva, affermano che gia nella Palestina, durante la raccolta del grano, i padroni facevano distribuire ai servi dei pezzi di neve, che a quel tempo, come nei periodi successivi, veniva raccolta e compressa d' inverno in apposite costruzioni perchè durasse fino all'estate.

Quando la neve non c'era, l' uomo riusciva comunque a "fabbricare" il ghiaccio. Aveva scoperto il sistema per ottenerlo: riscaldava l' acqua e successivamente la portava in sotterranei freddissimi, dove il vapore acqueo gelava sulla roccia.

Oriente e Egitto
In Oriente ed Egitto i Faraoni offrivano agli ospiti calici d' argento divisi a metà, una piena di neve e l' altra di succhi di frutta.

Alessandro Magno
Una tradizione storica racconta che re Salomone era un grande consumatore di bevande ghiacciate e che Alessandro Magno, durante le sue campagne in India, pretendesse un continuo rifornimento di neve da consumare mescolata a miele e frutta...

I Romani e il Gelato
Quando poi i romani occuparono la Grecia, impararono ad utilizzare la neve e il ghiaccio per consumo alimentare e per raffreddare le vivande.
Una vecchia ricetta tramandataci da Plinio il vecchio , ci fa capire quando già tra i romani fosse vicino il concetto di sorbetto , infatti essi mescolavano ghiaccio tritato finemente e miele ad un’altra porzione di ghiaccio mescolato con succo di frutta, in modo da realizzare una specie di crema ghiacciata.
Nell’ antica Roma il piacere di consumare bevande mescolate a neve e ghiaccio non era solo privilegio dei ricchi, poiché anche il popolo aveva la possibilità di degustare bevande ghiacciate.
A Roma scopriamo la prima ricetta di una specie di gelato, autore il generale Quinto Fabio Massimo, che diventò subito molto popolare.
A Roma la neve veniva portata dal Terminillo ma anche per nave dall' Etna e dal Vesuvio, due immense riserve che fornirono per secoli un fiorente commercio fornendo la materia prima ai popolari "Thermopolia" disseminati lungo le strade, sempre affollati di viandanti accaldati, ed ai palazzi imperiali.
Nerone avrebbe fatto indigestione di neve come Elogabalo, alla cui Corte si consumavano enormi quantità di bevande ghiacciate.

Le invasioni Barbariche e Il Medioevo ... il Gelato e l'Oriente
Con la caduta dell'Impero Romano e la venuta del Medio Evo si persero tante (o forse tutte) di quelle raffinatezze che erano state fino ad allora patrimonio comune di molti popoli.
Anche i gelati sparirono, ma non in Oriente, dove l' "invenzione delle bevande fredde continuava a perfezionarsi. Sembra che fosse stato un discepolo di Maometto a scoprire il sistema per congelare i succhi di frutta, mettendoli in recipienti, che venivano a loro volta immersi in altri riempiti di ghiaccio tritato. Sistema questo, che con più accurati accorgimenti è rimasto per tanti secoli, fino all' invezione dei frigoriferi,come base per la preparazione dei gelati.
Dall'Oriente, il gelato, al quel punto sconosciuto in Europa, cominciò nuovamente a diffondersi.
Gli Arabi riportarono a noi questa tradizione che ripartì dalla Sicilia, e venne chiamato sorbetto, dalla voce araba scherbet (dolce neve), o secondo altri, da sharber (sorbire) da cui deriverebbe, tramite la lingua turca, il vocabolo chorbet, cioè sorbetto.

Dagli Arabi agli Italiani
Il gelato riapparve in forme piu raffinate e leggere, inventate dagli Arabi, che avevano intanto scoperto l' uso e quindi l' aggiunta dello zucchero e di nuovi succhi di frutta, tra cui primeggiarono quelli degli agrumi.
La fantasia orientale, nella Sicilia ricca di frutta e di neve si esaltò e fece scuola.
Nelle regioni piu a nord i Crociati, ritornando dalla guerra Santa, portarono preziose ricette, e il "gelato" cominciò a riapparire come nuova scoperta alla tavola dei ricchi.
A Venezia venne portato invece da Marco Polo con nuovi suggerimenti per la refrigerazione, non più con la neve, ma mescolando acqua e salnitro.
Ma la vera diffusione del "gelato" in Europa partì però dalla Sicilia, dove i gelatai che impararono dai Mussulmani, e che perfezionarono le ricette con la loro inventiva, cominciarono a portare il gelato a Napoli, poi Firenze, Milano, Venezia. Poi sempre più sù, in Francia, Germania, Inghilterra mentre in Spagna il "sorbetto" si diffondeva tramite i rapporti commerciali del Portogallo con i popoli delle Indie .

I Gelatai Italiani
XVI secolo, il Rinascimento, ecco i nomi che faranno la storia del gelato Italiano. Ruggeri, pollivendolo e cuoco a tempo perso, concorrente inatteso e snobbato da tutti gli altri cuochi partecipanti ad una gara alla Corte dei Medici, fra i piu bravi della Toscana, con tema: "il piatto piu singolare che si fosse mai visto".
Ruggeri timido ed imbarazzato chiese di prendere parte alla competizione. Avrebbe preparato un dolcetto gelato con delle ricette quasi dimenticate e con un pizzico di fantasia.
Con il suo "sorbetto" conquisto i giudici: "Non abbiamo mai assaggiato un dolce così squisito". E così, vincitore, diventò famoso in tutta la regione, e ricercato ovunque.
Caterina de Medici, dovendo partire per sposare Enrico, duca d' Orléans e futuro Re di Francia, espresse il desiderio di portare con sé, oltre a cuochi e pasticcieri, l' unico italiano, diceva lei, in grado di umiliare i francesi, almeno in cucina. Ruggeri, che nel frattempo era tirato in ballo ovunque per i pranzi dei personaggi più famosi dell' epoca, venne "prelevato" dai soldati e caricato sulla nave.
A Marsiglia, al banchetto di nozze, fece conoscere dai francesi il suo gelato, la ricetta di: "ghiaccio all' acqua inzuccherata e profumata".
Era il 1533 e lui ricevette l' ordine di dare libero sfogo alla sua fantasia, in modo da stupire gli ospiti dei banchetti reali . Fu così, con la sua ricetta, ancora segreta che cominciò a dare delle forme al gelato e creare veri e propri monumenti, in miniatura. Caterina rifiutò ogni regalo od offerta di denaro pur di tenersi stretto il buon Ruggeri, ma per lui la fama diventò l' inferno ! Venne odiato da tutti i cuochi della capitale, fu boicottato in ogni modo, ed una sera addirittura aggredito, derubato e bastonato! Chiuse in una busta la ricetta della sua invenzione e la fece rcapitare a Caterina, con questo messaggio di congedo: "con il vostro permesso ritorno ai miei polli, sperando che la gente mi lasci finalmente in pace e, dimenticandosi di me, si accontenti soltanto di gustare il mio gelato".
Cuochi e pasticcieri al seguito di Caterina de' Medici si trovarono così la fortuna di diffondere il gelato in tutta la Francia.
Sempre a Firenze nel Cinquecento, Bernardo Buontalenti famoso architetto, pittore e scultore, aveva l' hobby della cucina e di conseguenza arrivò al gelato. L' occasione gli giunse quando ricevette l' incarico di organizzare sontuose feste, che avrebbero dovuto a lasciare a bocca aperta italiani e stranieri. Ovviamente i banchetti avevano un ruolo importante e Buontalenti presentò i suoi "favolosi dolci ghiacciati", nati da elaborazioni personali e certamente superiori ai gelati fino ad allora prodotti. Erano a base di zabaglione e frutta, ebbero un successo strepitoso, e le sue ricette partirono da Firenze diffondendo in breve tempo il gelato in tutta Europa e non solo.
Il gelato come "businnes" deve invece le sue origini a Francesco Procopio dei Coltelli. Secondo alcuni palermitano, secondo altri (ipotesi più probabile) di Acitrezza, paese di pescatori a nord di Catania
Procopio utilizzò un' invenzione del nonno Francesco, un pescatore che nei momenti di libertà si dedicava all' invenzione di una macchina per la produzione di gelato, la quale ne perfezionasse la qualità fino ad allora esistente. Un giorno riuscì nel suo intento, ma ormai anziano decise di lasciarla in eredità al nipote. Procopio, tempo dopo, stanco della vita da pescatore prese la sua macchinetta e comincò a studiarla, fece diverse prove e alla fine decise di partire in cerca di avventura. Arrivò dopo tanti insuccessi, e successivi perfezionamenti fino a Parigi.
Scoprendo l' uso dello zucchero al posto del miele e il sale mischiato con il ghiaccio per farlo durare di più fece un salto di qualità e venne accolto dai parigini come geniale inventore. Moprì nel 1686 un locale, il "Café Procope".
Dopo poco, dato l' enorme successo ottenuto, si spostò in una nuova e più grande sede (oggi in rue de l' Ancienne Comédie), di fronte alla "Comédie Française".
Quel "Café" offriva: "acque gelate", (la granita), gelati di frutta, "fiori d anice", "fiori di cannella", "frangipane", "gelato al succo di limone", "gelato al succo d'arancio", "sorbetto di fragola", in una "patente reale" (una concessione) con cui Luigi XIV aveva dato a Procopio l' esclusiva di quei dolci. Diventò il più famoso punto d' incontro francese. Voltaire, Napoleone, George Sand, Balzac, Victor Hugo frequentavano quel "Café", ancora oggi uno dei vanti di Parigi. Dunque la diffusione su scala "industriale" del gelato nel mondo partì dalla sicilia. Nel 1750 c.ca , un nobile, Patrick Brydone, scozzese, scrivera: "L' Etna fornisce neve e ghiaccio non solo a tutta la Sicilia ma anche a Malta e a gran parte dell' Italia, creando così un commercio molto considerevole. In queste contrade arse dal sole, persino i contadini si godono dei bei gelati durante i calori estivi, e non vi è ricevimento dato dalla nobiltà in cui i gelati non abbiano una parte di primo piano: una carestia di neve, dicono i siciliani, sarebbe piu penosa che una carestia di grano o di vino. E si sente dire spesso che senza le nevi dell'Etna l' isola non sarebbe abitabile, essendo giunti al punto di non poter piu fare a meno di quello che in realtà è un lusso".

Liberamente tratto da:
Luca Caviezel: "Scienza e tecnologia del gelato artigianale" - Chiriotti editore
http://www.mistergel.it/5.htm

martedì 20 ottobre 2009

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Ricette natalizie dell’EMILIA ROMAGNA


Ricette natalizie dell’EMILIA ROMAGNA: come antipasto il tradizionale culatello di Zibello, mentre tra i primi Tagliatelle al ragù, lasagne, tortellini in brodo (con ripieno di carne) e passatelli in brodo. Tra i secondi, cotechino di Modena, zampone con lenticchie, puré e mostarda, formaggio di fossa con la Saba (mosto cotto e aromi naturali). Tra i dolci, il Panone di Natale di Bologna (a base di farina, mostarda di mele cotogne, miele, cacao, cioccolata fondente e fichi secchi). Come vini il Pignoletto dei Colli bolognesi e il Sangiovese.

Curiosità dell'Emilia Romagna


Curiosità dell'Emilia Romagna
Gli Emiliani e Romagnoli amano il buon prosciutto e il vino di alta qualità. Chi vuole assaggiare il vero prosciutto crudo, il buonissimo aceto balsamico e provare il vino deve prendere la "Strada del Prosciutto e dei Vini di Parma".

L'aceto balsamico in Emilia Romagna
Con il termine aceto balsamico si intende comunemente un condimento caratteristico prodotto nelle province di Modena e Reggio Emilia. In realtà, si devono distinguere due prodotti tutelati dal marchio di Denominazione d'Origine Protetta.

Aceto balsamico tradizionale di Modena DOP
Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia DOP
Prodotti secondo antiche tradizioni a partire dal mosto d'uva cotto e invecchiato per più di dieci anni.

Il termine generico, privo del termine tradizionale richiesto dall'attribuzione del DOP, indica un prodotto comunemente reperibile in commercio ad un costo sensibilmente minore, vagamente simile nell'aspetto ma decisamente inferiore nel gusto. Si tratta infatti essenzialmente di una imitazione dell'aceto balsamico tradizionale, ottenuto industrialmente miscelando un aceto comune con un aceto invecchiato per almeno 10 anni (non necessariamente balsamico e non necessariamente modenese) con l' aggiunta di aromi e coloranti vari.

Parma: dove trovate i migliori ravioli
Parma é la città per eccellenza per tutti i gourmets. Trovate qui i luoghi dove si possono comprare specialità tipiche.

Enoteca Cavalli

Questo negozio si trova a pochi passi dal Palazzo della Pilotta e il proprietario offre i miglior vini dell'Italia e della Francia. Vende anche deliziose marmellate, caffé e thé.

Enoteca Fontana

La gente di Parma ci viene per la tradizionale "happy hour" alle ore 19 dove possono essere degustati 15 differenti vini con bocconcini di prosciutto e formaggio. Per pranzo offrono piatti di pasta. I loro ospiti rimangono impressionati dalla loro cantina di vino con oltre 600 bottiglie di tutta Italia.

Salumeria Pasini

Il negozio di Gianni Pagani é pieno di salumi e formaggi. A quelli che chiedono un piccolo assaggio offre la specialità del giorno che può essere il tenero prosciutto di Culatello del paese di Zibello oppure il salame d'asinello o i differenti tipi di parmiggiano. Oppure vi offrirà "la sua maestà il nero", il formaggio con la crosta nera che deve stagionare per 24 mesi, 12 fra questi nell'acqua proprio per formare la crosta nera.

Le Specialità di Parma

Questo é il negozio di specialità più vecchio e tradizionale di Parma e già tante generazioni passano qui per comprare prodotti di alta qualità. Specialità fatte di pasta sono i tortellini alle patate oppure i ravioli ripieni di zucca o verdura. Sempre pronto come accompagnamento al pranzo é il tradizionale parmeggiano che viene mostrato messo in fila conformemente al loro stato di maturazione.

Sorelle Picchi

Le sorelle Picchi, proprietarie del negozio, offrono salumi e formaggi regionali e tramite una piccola porta al retro delnegozio si giunge in una piccola sala da pranzo, dove mamma Picchi vizia i suoi clienti con deliziosi bocconi: tortellini in brodo oppure ripieni a anche deliziosi pasti con carne.

Casa del Formaggio

Entrando nel negozio del Signor Maurizio Corradi si sentono già subito i profumi delle varie spacialità dell'Italia, della Francia e pure della Gran Bretagna. Molto allettante é il "bagoss", un formaggio semigrasso e piccante fatto di latte di mucca. Inoltre offre pasta fatta in casa con deliziosi sughi.

Violettes et Chocolat

Le violette candite sono state importate dai Francesi all'inizio del 19 secolo. Nei vecchi tempi erano un regalo per un'occasione speciale oppure un ringraziamento di cuore. Elisa Pioli assieme alla figlia riesce a mantenere questa vecchia tradizione e oltre alle violette offrono anche alte gustosità. Trovate anche una vasta scelta di saponi e profumi che sanno di violetta.

By Liberi Pensieri (&.&)

E infine: l'uomo può essere felice... Basta mettersi daccordo sulla parola "felicità". Diceva B. Russell, che si intendeva un po' di roba del genere, che le più complesse questioni filosofiche sono in fondo problemi di grammatica e di lessico.

Caruso

Qui dove il mare luccica,
e tira forte il vento
su una vecchia terrazza
davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza
dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce,
e ricomincia il canto.

Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai
e una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai...

Vide le luci in mezzo al mare,
penso alle notti la in America
ma erano solo le lampare
e la bianca scia d'un elica
senti il dolore nella musica,
e si alzo dal pianoforte
ma quando vide la luna
uscire da una nuvola,
gli sembro piu dolce anche la morte
guardo negli occhi la ragazza,
quegli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso usci una lacrima
e lui credette di affogare.

Te voglio bene assai ecc.

Poi penso alla lirica,
e al grande palco
che con un po' di trucco e con la mimica
puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano,
cosi vicini e veri
ti fan scordare le parole,
o in fondo i tuoi pensieri
cosi diventa tutto piccolo,
anche le notti la in America
ti volti e vedi la tua vita,
come la scia d'un elica
ma si, e la vita che finisce,
ma lui non ci pensava tanto
anzi, si sentiva gia felice,
e ricomincio il suo canto.

Te voglio bene assai, ecc.

lunedì 19 ottobre 2009

Minestra Maritata


Ricette natalizie della CAMPANIA: Minestra maritata di cicoria scarole e “borraccia” (erba amara e pelosa) in brodo di cappone con aggiunta facoltativa di uova sbattute con peperoncino e carne di vitello, spaghetti alle vongole, Cappone imbottito e insalata di rinforzo (cavolfiore, sottaceti misti, peperoni detti papacelle olive di Gaeta e acciughe salate) accompagnate dalle immancabili friselle (crostini di pane circolari) e dai broccoli con aglio e peperoncino. Come dolci Struffoli, Roccocò e frutta secca.


http://www.tgcom.mediaset.it/tgmagazine/articoli/articolo393593.shtml

Curiosità della Campania


Curiosità della Campania
A dire il vero non è un segreto per nessuno che il caffè risuscita anche i più stanchi. Bevetelo puro, espresso: solo così il caffè napoletano esprime al massimo il suo aroma.
Consigli dell'esperto: "La stanza del gusto"
In Italia non si può mangiare soltanto pizza, pasta e pesce. Una cucina italiana molto creativa si trova a Napoli alla "Stanza del gusto".

In Italia non si può mangiare soltanto pizza, pasta e pesce. Una cucina italiana molto creativa si trova a Napoli alla "Stanza del gusto".

indirizzo: Vicoletto Sant'Arpino 21
Prenotare telefonando al numero: 081-401578
"La stanza del gusto" riflette l'immagine di Mario Avallone, lo chef creativo del ristorante, esperto di vini e formaggi. Il menù cambia con la stagione e i prodotti del mercato, inoltre varia giornalmente.

I pasti preferiti dello chef sono seppia al timballo, millefoglie di melanzane con merluzzo affumicato, pasta con riccio di mare e tante erbe fresche. Infine, dopo le varie portate il dolce completa un pasto perfetto.

Il ristorante si trova in vicinanza del teatro Sannazzaro e di via Chiaia.



Napoli e il suo caffé
A Napoli si trova - almeno così si dice - il miglior caffè di tutta l'Italia. E il caffè è veramente speciale: è denso e ha la consistenza della cioccolata calda. Viene servito bollente.

Napoli e il suo caffé
A Napoli si trova - almeno così si dice - il miglior caffè di tutta l'Italia. E il caffè è veramente speciale: è denso e ha la consistenza della cioccolata calda. Viene servito bollente.

L'espresso napoletano si beve in piedi e con un bicchiere d'acqua, in modo da non scottarsi con il caffè caldissimo.

A Napoli vengono serviti i seguenti caffè:

"In tazza fredda"
"lungo"
"ristretto"
"macchiato con latte caldo"
"macchiato con latte freddo"
"corretto"
"schiumato"
"schiumato al caffè"






Arte e archeologia
Dall’arte all’archeologia: le cinque province della Campania conservano chiare tracce di una storia plurimillenaria.
Da Napoli, città dai mille volti, amalgama di culture diverse, al salernitano, l’area archeologica di Fratte, un tempo snodo viario tra la piana del Sele, l'agro nocerino-sarnese e l'avellinese rappresentano il più grande complesso archeologico meglio conservato della Magna Grecia, e Velia, nel cuore del Cilento.

Verso nord, si raggiunge Caserta, che conserva uno dei monumenti più visitati d’Italia, la Reggia. Verso le verdi zone interne, ad Avellino il Museo Irpino ospita una sezione archeologica, una moderna e una risorgimentale, mentre tutta l’Irpinia è stata sempre prediletta da monaci ed eremiti che vi fondarono magnifici conventi, come il Santuario di Montevergine o l’Abbazia di San Guglielmo al Goleto di Sant’Angelo dei Lombardi.

E poi Benevento, un tempo ducato longobardo, in seguito feudo papale. Tutt’intorno vivono graziosi borghi come Montesarchio, con il suo castello, l’artistica Sant’Agata de' Goti o Cerreto Sannita e San Lorenzello, con la loro arte ceramica.

http://www.italia24.eu/destinazioni/campania

venerdì 16 ottobre 2009

Tico Tico - Duo Siqueira Lima

video

Crespelle ripiene alle alici e salumi Dop


Ricette natalizie della CALABRIA: Come antipasti, crespelle ripiene alle alici e salumi Dop (salsiccia, capicollo, pancetta e sopressata) con aggiunta di pecorino crotonese e caciocavallo silano. Tre i primi, le scillatelle (o fileya) con ragù di maiale, minestra maritata con verdure di campo e fagioli, mentre tra i secondi capretto al forno alle erbe selvatiche con patate, pesce stocco di Cittanova (spugnato con l’acqua dello Zomaro) con la ‘ghiotta (sughetto di olio, cipolla, pomodori, olive, capperi e uvetta). Come contorno, il broccolo calabrese saltato in padella e condito con peperoncino. Tra i dolci, fichi a crocetta ricoperti al cioccolato, torroncini, dolci al cedro e al bergamotto. Vini e liquori: Cirò, liquirizia e grappa al peperoncino.

Calabria


Un'esperienza indimenticabile è il viaggio da Stilo a Bivongi. Strada facendo si scoprono molte opere d'arte dei Normanni e dei Bizantini. E alla fine ci si trova davanti alle meravigliose Cascate del Marmarico, cascate veramente spettacolari, dove l'acqua fa un salto di 90 m.
La località di Camigliatello, nel cuore della Calabria, è conosciuta come luogo di villeggiatura ma anche come luogo dove praticare gli sport invernali.

Sciatori appassionati trovano un'offerta straordinaria in Calabria. A Camigliatello da dicembre a marzo è più facile trovare neve che in altre località sciistiche nel nord. Questa località mette a disposizione 6 chilometri di piste tra discesa e fondo. Ovviamente le piste sono preparate e ben attrezzate.

Anche in altri periodi dell'anno, questa cittadina calabrese offre varie attività per il tempo libero; in autunno per esempio si svolge la sagra dei funghi, una festa da non perdere per gli appassionati.

In estate si possono scoprire spiagge mozzafiato in Calabria: spiagge Calabria

Le cascate del Marmarico sono fra le più alte d'Italia con circa 120 metri di dislivello e si trovano immerse nella natura lungo l'alto corso del fiume Stilaro.

Il sentiero si è conservato quasi allo stato primitivo e sembra voler proteggere questa parte naturale della vallata.

Le cascate si trovano a circa 7 km dal centro abitato bivongese. Seguendo il corso principale del paese, s'incontra la segnaletica che indica gli impianti sportivi. In quella direzione si prosegue poi verso il basso corso del fiume Stilaro. Si passa davanti al mulino del forno restaurato dall'Acai e poi davanti alla fontana "Luppinaridi". Proseguendo ancora si giunge ad un bivio: le cascate si trovano seguendo l'indicazione "Vecchia Miniera".

http://www.italia24.eu/destinazioni/calabria/curiosita/le-cascate-del-marmarico.html

giovedì 15 ottobre 2009

Basilicata - Minestra di Scarole

Basilicata


Il castello melfese è un monumento storico senza paragoni. Costruito nel XI secolo, assomoglia a molti altri castelli normanni, caratterizzati da un recinto rettangolare con torri quadrate ai lati.

Nel XVI secolo, nel castello si svolsero gli importanti concili papali.
Nel corso degli anni, avendo cambiato molti proprietari, il castello ha anche subito molti cambiamenti architettonici.

Arte nel castello
Oggi i recenti, lunghi e necessari restauri stanno rendendo accessibili un numero sempre maggiore di stanze. Inoltre, dentro alle mura ha sede il Museo Nazionale del Melfese che conferisce all'edificio un ruolo importante nell'attrazione turistica ed è sempre più oggetto di studi nazionali e internazionali.
Primo Levi ha contributo a diffondere in tutto il mondo la fama della città. Oggi è il quartiere dei sassi con le sue caverne abitate ad attirare molti turisti.

Negli anni 50 il quartiere dei sassi fu sgomberato. Qui viveva la gente più povera e la situazione igienica era diventata insostenibile. Truffatori di ogni tipo si nascondevano in questo quartiere oramai in rovina. Oggi le cose sono molto cambiate: uffici, negozi e gallerie sono stati ricavati nelle caverne, abbinando armoniosamente il nuovo al vecchio.

A Matera i visitatori non possono non passeggiare per Via Roma e vedere la Piazza Sedile. Nel 1993 l'Unesco conferiva alla città lo stato di patrimonio culturale del mondo. Matera è infatti una delle città più vecchie del mondo.

L'altra Basilicata: Metaponto e Pisticci

Meta di questo itinerario è il massiccio del Vulture, nella parte più meridionale dell'Apennino. Passando per il Golfo di Taranto e quello di Salerno vale la pena fare una sosta a Metaponto e a Pisticci.

La superstrada 407 porta attraverso la valle di Basento. Qui si incontrano paesini e paessaggi impressionanti.

A Metaponto, una cittadina nella parte sinistra della valle, si trova un tempio consacrato a Hera, a testimoniare che qui nei secoli della Magna Grecia c'era una città importantissima. E' qui che si trova anche il sepolcro del famoso Pythagoras.

Non molto lontano da Metaponto si trova Pisticci, che troppe volte è stata vittima di frane. Da non perdere sono le necropoli precristiane.




http://www.italia24.eu/destinazioni/basilicata/luoghi-di-vacanza/matera.html

Ricette natalizie della BASILICATA:
Minestra di scarole, verze e cardi cotte in brodo di tacchino e salami con aggiunta di formaggio grattugiato e a pezzettini, Baccalà lesso con peperoni cruschi (seccati al sole e calati per pochi secondi nell’olio d’oliva bollente), Strascinari al ragù di carne mista (pasta casereccia chiamata così perché strisciati a forza con le dita), piccilatiedd, pane con le mandorle, pettole (pasta lievitata fritta con alici) e come dolci i calzoncelli (panzerotti fritti ripieni di salsa di ceci o castagne lesse. Il tutto accompagnato da un buon vino: l’Aglianico del Vulture.