misabellC Tour (^.^=)

free counters

sabato 31 luglio 2010

BE-200 Multi purpose Air craft

video

Dolcenera



Dolcenera
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Dolcenera nel paese delle meraviglie tour 2009

Dolcenera, nome d'arte di Emanuela Trane (Galatina, 16 maggio 1977), è una cantautrice, musicista e attrice italiana.


Biografia
1977/2002 - Gli esordi
Figlia primogenita di Gino e Mimma, cresce a Scorrano e studia fin da bambina musica, in particolare pianoforte, canto e clarinetto[1] e già all'età di quattordici anni inizia a scrivere le prime canzoni e a esibirsi dal vivo. Vive con la famiglia fino a diciotto anni a Scorrano, paese di cui è originaria, e dopo il diploma di liceo classico, si trasferisce a Firenze, dove s'iscrive alla facoltà di ingegneria meccanica.[2]

A Firenze incontra il chitarrista Francesco Sighieri, con cui collaborerà anche in seguito; fonda la band "I codici zero" che segue in tour gli Articolo 31.[3] Sceglie il suo nome d'arte in omaggio all'omonima canzone del genovese Fabrizio De André, contenuta nell'album Anime salve del 1996.[4]

Mentre continua la sua inarrestabile vita notturna suonando nei locali, Dolcenera collabora con radio e televisione prestando la sua voce per alcuni Jingle pubblicitari e partecipa ad alcune trasmissioni televisive: La notte vola su Italia Uno e Testarda io su Rete Quattro.[1]

Nel 2002 pubblica il suo primo singolo, intitolato Solo tu[5], col quale ha la possibilità di partecipare a Destinazione Sanremo dove risulta essere tra le tre vincitrici del concorso canoro, e le consente l'ammissione al 53° Festival di Sanremo nella categoria Proposte.[6]

2003 - Vittoria al Festival di Sanremo
La svolta della sua vita avviene nel 2003, quando partecipa al 53º Festival di Sanremo[7] e vince nella categoria "Nuove proposte" con il brano Siamo tutti là fuori, un brano pop dalle sfumature folk della taranta salentina, che raggiunge la 10ª posizione dei singoli più venduti in Italia[8].

Dopo il Festival esce il primo album Sorriso nucleare,[5] che non ottiene un grande successo di vendite. Dall'album vengono estratti altri due singoli destinati ai passaggi radiofonici: Devo andare al mare[9] e Vivo tutta la notte.[10] Nell'estate 2003 Dolcenera, insieme alla sua band, porta la sua musica in molte città italiane, attraverso una lunga serie di concerti.[9]

Nel 2004 presenta alla commissione artistica del Festival di Sanremo il brano Un mondo perfetto, ma il brano viene escluso dalla kermesse canora, suscitando molte polemiche (in quanto vincitrice tra i giovani della precedente edizione, Dolcenera avrebbe dovuto essere ammessa di diritto nella categoria big)[11]. Il brano è stato poi incluso nell'album Un mondo perfetto, pubblicato nel maggio 2005.

2005 - La rinascita: Un mondo perfetto
Nel 2005 partecipa, spinta dal manager Lucio Fabbri, al reality show Music Farm, condotto da Simona Ventura[12], dove si aggiudica la vittoria, dopo aver battuto in finale Fausto Leali, ottenendo il 65% delle preferenze[13]. La vittoria arriva nonostante le molte polemiche per il tormentato rapporto con Francesco Baccini: il cantautore genovese, dopo essersi invaghito per la cantante, non ha accettato il suo rifiuto, e ha reagito con rabbia, arrivando a pronunciare una bestemmia che gli è costata l'esclusione dalla gara.[14]

Sùbito dopo la vittoria a Music Farm esce il secondo album Un mondo perfetto[15] che, trainato dal primo singolo Mai più noi due e successivamente dal secondo singolo Continua[16], ottiene il disco di platino con oltre 120.000 copie vendute.[17]

Il 25 settembre 2005 partecipa al concerto O' Scià a Lampedusa, organizzato da Claudio Baglioni. Tra le altre canzoni interpretate durante questa manifestazione, si ricordano il duetto con Baglioni sulle note di Sabato pomeriggio, e un'interpretazione di Stelle di stelle insieme a Morgan e allo stesso Baglioni.[18] Sempre nel 2005, duetta anche con Loredana Berté in Pensiero stupendo di Patty Pravo[19] e Sei bellissima della stessa Bertè. A dicembre 2005 si esibisce al tradizionale concerto Natale in Vaticano alla presenza di Papa Benedetto XVI.[20]

Nel 2005 Dolcenera ottiene diversi premi: Premio De André,[21] "Miglior Artista Emergente" al M.E.I.,[21][22] Leone d'argento come "Rivelazione Musicale dell'Anno"[21] e pubblica la "Special Edition" dell'album Un mondo perfetto contenente anche il DVD live dove duetta con Claudio Baglioni e Loredana Bertè.[23]

2006 - Il popolo dei sogni: Ritorno al Festival di Sanremo
All'inizio del 2006, Dolcenera pubblica l'EP Dolcenera canta il cinema dove reinterpreta cinque colonne sonore cinematografiche. L'EP non viene distribuito nei negozi, ma solo unitamente all'acquisto di DVD Fox o come omaggio per l'iscrizione al Fans Club ufficiale della cantante.[24]

Al Festival di Sanremo 2006 presenta il brano pop-rock Com'è straordinaria la vita.[25] Con tale brano raggiunge la finale del festival e si classifica seconda nella categoria donne, preceduta da Anna Tatangelo[26]. Il singolo Com'è straordinaria la vita raggiunge la 5ª posizione tra i singoli più venduti in Italia [27].

Durante il periodo sanremese esce il terzo album, Il popolo dei sogni[28], che bissa il successo del secondo album, ottenendo in soli tre giorni il disco d'oro[29] e anche di platino con oltre 90.000 copie vendute.

Nell'estate 2006 parte il Welcome Tour 2006, che tocca molte città italiane e due città tedesche Amburgo e Monaco.

In contemporanea al tour viene pubblicata in Germania una versione speciale dell'album Un mondo perfetto contenente 14 brani tratte da Un mondo perfetto e da Il popolo dei sogni, una nuova versione di Siamo tutti là fuori e la nuova versione del singolo Passo dopo passo, accompagnato da un video girato a Parigi durante la Fete de la Musique. Il 5 agosto esce nelle sale il film thriller-horror La notte del mio primo amore di Alessandro Pambianco. Nella colonna sonora vi è il brano inedito In fondo alla notte, di cui Dolcenera è autrice del testo e co-autrice delle musiche. Il brano è inserito nella tracklist del singolo Piove.[30]

Il 22 settembre 2006 esce il secondo singolo estratto dall'album Il popolo dei sogni, Piove (condizione dell'anima) che raggiunge l'11ª posizione nella classifica ufficiale dei singoli più venduti in Italia.[31] Il 16 dicembre debutta come conduttrice televisiva nel programma Hitlist Italia su MTV.

2007 - Tour in Europa
A marzo 2007 parte il Welcome Tour 2007, con otto date in Germania, tra cui Berlino, Lipsia, Colonia e Dresda. Nello stesso periodo è pubblicata in Germania, Austria e Svizzera la tour edition di Un mondo perfetto, che contiene vari brani live, registrati nei tour degli ultimi due anni, anticipata dal singolo radiofonico Mai più noi due.[32]

Nell'aprile 2007 debutta nel mondo del cinema con una partecipazione nel film Il nostro Messia di Claudio Serughetti, presentato al RIFF "Rome Indipendent Film Festival".[33] Il film è uscito nelle sale il 23 maggio 2008. In contemporanea firma due brani (Sei tu, in originale Say yes, e Mon amour, in originale Tes petits defauts) per la colonna sonora del film Finché nozze non ci separino.[34]

A settembre 2007 esce nelle sale italiane il film, diretto da Giancarlo Scarchilli, Scrivilo sui muri, in cui Dolcenera interpreta il ruolo di Benny accanto a Cristiana Capotondi, Primo Reggiani e Ludovico Fremont.[35]

2008 - Tra Zucchero, Vasco e l'Europa
Dolcenera ritorna nel 2008 in Germania e si esibisce live ("piano e voce") a Monaco di Baviera al Deutsches Theater, dove si era esibita - in passato - anche Gianna Nannini. Il 28 marzo 2008 si è esibita piano e voce all'Arco de La Défense di Parigi per gli oltre quattrocento delegati dell'assemblea generale dell'BIE, nella serata organizzata dall'Italia per la sua candidatura con Milano all'Expo 2015.[36]

Ad aprile 2008 apre quattro concerti, piano e voce, per gli spettacoli di Zucchero in Austria: (23 al Wien Stadthalle, 25 Linz all' Intersportarena, 26 al Klagenfurt Messeplatz e 27 all' Innsbruck Olympiahalle).[37]

L'8 maggio 2008 è stata ospite alle celebrazioni di apertura del più grande "museo del rock" in Germania – il Rockmuseum di Monaco di Baviera – che si sono tenute all'Olympiaicestadion.[36] Lo stesso museo ha dedicato uno spazio a Dolcenera. Il 14 e il 15 giugno ha aperto i concerti di Vasco Rossi allo Stadio Del Conero di Ancona.[38]

A luglio 2008 è stata in concerto Festival internazionale di Cartagine (Tunisi), all'interno della manifestazione annuale, che esplora il mondo della musica, ospitata nell'antico Teatro Romano di Adriano, davanti a circa 40.000 spettatori.[21]

Tra agosto e settembre 2008 si è esibita dal vivo all'interno del padiglione italiano presente all'"Expo 2008" di Saragozza, ed ha interpretato numerose sue canzoni in versione spagnola e altre canzoni della musica leggera italiana. È stata invitata dal commissario governativo per l'Expo, Ambasciatore Claudio Moreno.[21]

Il 20 dicembre 2008 ha partecipato al concerto dei cinquant'anni della canzone Volare di Domenico Modugno a Polignano a Mare (BA).[39]

2009 - Dolcenera nel paese delle meraviglie
Dopo aver pubblicato tre album con un'etichetta indipendente, l'artista ha firmato un contratto discografico con la Sony Music, per la realizzazione di tre progetti discografici, assegnandone la produzione alla K6DN.

Nel 2009, Dolcenera ha partecipato al 59° Festival di Sanremo, nella categoria "Artisti", con il brano Il mio amore unico, che è stato eliminato alla vigilia della serata finale, assime al brano Vivi per un miracolo dei Gemelli DiVersi.[40]

In concomitanza con la manifestazione canora, il 20 febbraio ha pubblicato l'album Dolcenera nel paese delle meraviglie, prodotto da Roberto Vernetti, finito di masterizzare a Londra il 18 dicembre, che contiene dodici brani inediti.[41]

L'album, che ha ricevuto elogi dalla critica, debutta alla tredicesima posizione nella classifica FIMI [42], mentre il singolo Il mio amore unico debutta alla quinta posizione FIMI Top Digital Donwload [43].

Il primo singolo ha ottenuto un totale di 10 presenze tra le prime 20 posizioni della Top Digital Download[44] ed ha riscosso un ottimo successo radifonico, conquistando per 4 settimane consecutive la vetta della classifica dell'airplay.[45][46][47]

Inoltre, il singolo Il mio amore unico è entrato a far parte della colonna sonora del film di Federico Moccia, Amore 14.[48]

Il secondo singolo scelto per la promozione dell'album, è La più bella canzone d'amore che c'è, in programmazione in tutte le radio a partire dal mese di maggio 2009.

Il terzo singolo estratto dall'album è invece Un dolce incantesimo, che ha fatto il suo esordio nelle radio italiane il 7 agosto 2009. Il relativo video è stato mostrato il 17 ottobre in anteprima assoluta su tutti i siti ufficiali di Dolcenera, ed è entrato in programmazione su tutti i canali musicali a partire dal 19 ottobre.

In seguito, come confermato dalla newsletter ufficiale dell'artista, l'album Dolcenera nel paese delle meraviglie è stato certificato disco di platino con oltre 80.000 copie vendute.

Il 26 gennaio 2010 è stata inoltre pubblicata la versione DBS di Dolcenera nel paese delle meraviglie, ovvero l'edizione tascabile dell'album originale: i contenuti musicali, così come l'immagine di copertina, sono identici alla versione standard, con la differenza che il cd è inserito in una confezione slim in cartoncino, senza libretto cd.[49]

Il tour di promozione dell'album, intitolato proprio Dolcenera nel paese delle meraviglie tour, è partito da Livorno il 30 aprile 2009, e ha toccato le principali città italiane, con l'aggiunta di alcune date all'estero (soprattutto in Germania).

Tra le altre apparizioni del 2009, si ricordano l'esibizione come ospite ai TRL Awards 2009, che si sono svolti il 16 maggio a Trieste, e la partecipazione del 13 giugno all'evento estivo The Great Wide Open in Germania, insieme ai mostri sacri della musica rock internazionale, quali: Deep Purple, Status Quo, Roger Hodgson e The Hooters.[50]

Il 18 giugno è stata ospite dei Depeche Mode, nella seconda ed ultima data italiana del Tour of the Universe 2009, tenutasi allo Stadio San Siro di Milano.[51]

Il 21 giugno 2009 è tornata allo Stadio San Siro di Milano per prendere parte al concerto Amiche per l'Abruzzo, in favore dei terremotati del terremoto dell'Aquila del 2009, esibendosi con Mai più noi due, Com'è straordinaria la vita e Il mio amore unico. Durante il mega-concerto al femminile si è esibita anche in un quartetto con Irene Grandi, Noemi e Syria in La tua ragazza sempre della Grandi e nella storica Blowin' in the Wind.[52] L'esibizione nel brano Il mio amore unico è stata poi inclusa nel DVD Amiche per l'Abruzzo, pubblicato ad un anno di distanza dal concerto.[53]

Il 5 luglio 2009 ha chiuso la serata del Battiti Live a Foggia, trasmessa in diretta da Telenorba e Radionorba.

Inoltre, è stata tra i protagonisti del Concerto di Natale 2009, tenutosi a Catania il 6 dicembre e trasmesso da Rai 2 il 24 dicembre: in questa occasione ha cantato La più bella canzone d'amore che c'è, la canzone natalizia Merry Christmas Baby e, insieme al flautista Andrea Griminelli, il brano Fragile di Sting.[54]

Nel 2009 Dolcenera ha ottenuto diversi riconoscimenti artistici: durante l'estate ha vinto il Premio Lunezia 2009, conferimento al valore musicale letterario delle canzoni italiane per il brano Il mio amore unico[55] e ha partecipato ai Venice Music Awards, dove è stata premiata come Artista Femminile dell'Anno ed ha anche ricevuto il premio speciale RTL 102.5 per il successo riscosso nelle radio con Il mio amore unico.[56]

Inoltre, l'11 dicembre 2009 il videoclip relativo al singolo La più bella canzone d'amore che c'è si è aggiudicato il Premio Videoclip Italiano 2009 nella categoria Donne.[57]

Oltre ad essere impegnata nella promozione di Dolcenera nel paese delle meraviglie, durante il 2009 Dolcenera ha partecipato ad alcuni progetti in collaborazione con altri artisti italiani. Nel mese di aprile, ha partecipato all'incisione del brano Domani 21/04.09 di Mauro Pagani, i cui proventi sono stati devoluti alle popolazioni colpite dal terremoto dell'Aquila[58]. Il progetto benefico ha visto la partecipazione della maggior parte degli artisti più importanti del panorama musicale italiano, riuniti sotto il nome Artisti uniti per l'Abruzzo.

Inoltre il 27 novembre 2009 è stato pubblicato l'album Q.P.G.A di Claudio Baglioni, contenente anche il brano Come sei tu, cantato in duetto con Dolcenera.[59]

2010 - Attualità
Attualmente Dolcenera sta lavorando al suo quinto disco di inediti, che l'artista spera di poter pubblicare entro la fine del 2010. In un'intervista, Dolcenera ha dichiarato di voler trarre l'ispirazione per il nuovo album da dischi pubblicati tra la seconda metà degli anni '60 e la prima metà degli anni '70, e per questo motivo si è dedicata all'ascolto di circa 150 dischi di quel periodo, gli stessi ai quali si sono ispirati altri cantanti contemporanei per i quali Dolcenera nutre stima.[60] Il disco sarà prodotto da Roberto Vernetti (già produttore del precedente, Dolcenera nel paese delle meraviglie) ed è attualmente in fase di registrazione.[61]

Discografia
Album
Anno Titolo Posizioni in classifica Certificazione
Classifica FIMI
2003 Sorriso nucleare - Argento
2005 Un mondo perfetto 4[62] Platino
2006 Il popolo dei sogni 16[63] Platino
2009 Dolcenera nel paese delle meraviglie 13[64] Platino

EP
2006 – Dolcenera canta il cinema.
Singoli
2002 – Solo tu
2003 – Siamo tutti là fuori
2003 – Devo andare al mare
2004 – Vivo tutta la notte
2005 – Mai più noi due
2005 – Continua
2006 – Com'è straordinaria la vita
2006 – Passo dopo passo (Germany release)
2006 – Piove (condizione dell'anima)
2007 – Mai più noi due (Germany release)
2009 – Il mio amore unico
2009 - La più bella canzo





Dolcenera Nel Paese Delle Meraviglie (2009)
Un Dolce Incantesimo
Che cosa vuoi di più ,
la vita fa così
e rimaniamo soli di fronte a un universo di possibilitià...

Perchè ho incontrato te(...e crechiamo dei legami )
perchè finisce qui (... che amiamo e poi spezziamo)
e scivoliamo via in campi di forza che non comprendiamo mai

E io ti porto via con me contro tutti gli occhi che incontrerò un dolce incantesimo ,
un sogno lontanissimo qui in fondo all'anima...

Non si regala mai il cuore che hai,
si presta ogni tanto senza maschera nell'intimità

Per riscoprirsi poi (... siamo vittime incoscienti )
più strani che mai (dare e avere il bene e il male)
nel lento meccanismo di questa stupida casualità..

E io ti porto via con me contro tutti gli occhi che incontrerò
un dolce incantesim,
un sogno lontanissimo qui in fondo all'anima

E io ti porto via con me dentro ogni, pensiero ogni mio respiro un dolce incantesimo
un sogno lontanissimo che
mi proteggerà....

E io ti porto via con me lungo questo viaggio che farò un dolce incantesimo,
un sogno lontanissimo che che mi proteggerà , e ...
e io ti porto via ... (che cosa vuoi di più, la vita fa così e rimaniamo soli )
e io ti porto viaa ( non si regala mai il cuore che hai si presta ogni tanto ) e io ti porto via con meee ....

(Grazie a Teresa per questo testo)

http://www.angolotesti.it/D/testi_canzoni_dolcenera_1589/testo_canzone_un_dolce_incantesimo_906553.html
http://www.dolcenera.com/new/dnera_new.php

venerdì 30 luglio 2010

Fiorella Mannoia - Quello Che Le Donne Non Dicono & Pensieri


video

Daniele Biagini


Daniele Biagini


Daniele Biagini nasce a Pietrasanta il 20 novembre del 1976 da mamma Gianna e da Papà Adriano. Cresce da Viareggino insieme ai suoi due fratelli, Davide il maggiore e Diego il minore. Inizia gli studi musicali all'età di nove anni con i suoi due Maestri Carlo e Anselmo. Appena compiuti 13 anni scrive la sua prima canzone. Poco più avanti vincerà un concorso locale con una canzone scritta e arrangiata da lui (nella mia mente). Passa qualche anno e Daniele abbriaccia il mondo del Pianobar, mettendosi in mostra nei locali versiliesi e non solo, diventa subito richiesta la sua musica dal vivo. Poco dopo incontra Luciano Nelli, dell'omonima orchestra. Orchestra grande rilievo nel panorama italiano e non solo. Anche se con un po' di rimpianti lascia il pianobar per dedicarsi a questa nuova affascianante esperienza. Ci resta per qualche anno, diventando così quasi indispensabile, sia come pianista tastierista che come arrangiatore, fisarmonicista e cantante. Un vero e proprio Jolly che lascierà un segno anche nel campo delle orchestre. Conosce Lucy, sua attuale compagna di vita e moglie, che nel 2003 gli fa dono della cosa più preziosa che esista al mondo, suo figlio Nicholas. Daniele non perde l'occasione per scrivere un vero e proprio capolavoro sia musicale che affettivo, Vivrò per voi. Lascia definitivamente il mondo delle Orchestre, dedicandosi finalmente e completamente alla sua prima passione, la musica da pianobar. Conquista il palco del Centro Congressi Principe di Piemonte (Viareggio) diventando sempre più richiesto dai locali Versiliesi e non solo. Conosce il Signor Piero, che gli spalanca letteralmente le porte di uno dei locali da pianobar storici della Passeggiata di Viareggio, l'Enoclub, dove resta uno dei pianisti più richiesti. Passano gli anni, ma non la classe di questo ragazzo che continua a stupire di anno in anno. Ancora in attesa di pubblicare realmente un disco, Daniele scrive, scrive per la sua Viareggio e per il Carnevale. Vince Il Festival di Burlamacco 2008. Le belle notizie si sa, non viaggiano mai sole, Lucy da alla luce il suo secondo figlio Matteo. Tante sono le cose da dire e poche le righe a disposizione, ma comunque tutte da scoprire.

Ler mais: http://www.myspace.com/danielebiagini#ixzz0v89Ii5Ut


http://www.danielebiagini.com


giovedì 29 luglio 2010

REGINA DI FIORI DI PRATO

Dalidà





Dalida
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Dalida, nome d'arte di Iolanda Cristina Gigliotti (Il Cairo, 17 gennaio 1933 – Parigi, 3 maggio 1987), è stata una cantante e attrice italiana naturalizzata francese.

È stata una delle maggiori interpreti della musica popolare internazionale.[1] Dal punto di vista timbrico la sua voce da contralto-mezzosoprano era caratterizzata da un'estensione di due ottave e da una tessitura di particolare profondità e intensità espressiva.

La cantante avrebbe venduto 155-170 milioni di dischi, tra singoli e album, premiati da oltre settanta dischi d'oro, di platino e di diamante. Tra i molteplici riconoscimenti che le sono stati attribuiti figurano due Oscar mondiali della canzone - ricevuti nel 1963 e nel 1974 per Gigi l'amoroso - nonché, nel 1975, il Premio dell'Académie du Disque français per il brano Il venait d'avoir 18 ans (ispirato al romanzo di Colette Le Blé en herbe, è stato uno fra i suoi brani più conosciuti in Italia con il titolo 18 anni).

Insieme a Edith Piaf, Dalida è senza ombra di dubbio la cantante che ha maggiormente contrassegnato la musica leggera transalpina del XX secolo (stando ad un sondaggio dell'IFOP, effettuato nel 2001, a proposito delle personalità più significative di tale secolo: Attore, Jean Gabin; Cantante maschile, Johnny Hallyday; Cantante femminile, Edith Piaf e Dalida). È stata tête d'affiche (ovvero nome di maggior richiamo) all'Olympia, tempio della musica leggera parigina, negli anni 1961, 1964, 1967, 1971, 1974, 1977 e 1981 (si prospettava un suo ritorno per il 1987, anno della sua tragica dipartita).

Nel 1975 il Québec l'ha indicata come personaggio più popolare, dopo Elvis Presley, e donna dell'anno insieme a Jackie Kennedy (cfr. bibliografia).

Nel 1999 è stato allestito lo spettacolo teatrale "Solitudini - Luigi Tenco e Dalida", presso il Teatro Greco di Roma, scritto e diretto da Maurizio Valtieri.

Nel 2002 il brano di Dalida Pour ne pas vivre seul è stato inserito nella colonna sonora della commedia musical 8 donne e un mistero (8 femmes) di François Ozon, interpretata da Firmine Richard.

Nel 2006 è stato trasmesso un film-TV (regia: Joyce Bunuel) diviso in due parti e incentrato sulla vita dell'artista, per l'occasione interpretata da Sabrina Ferilli.


Biografia
Nacque a Choubrah (piccolo sobborgo alle porte del Cairo) da genitori italiani,calabresi originari di Serrastretta, in provincia di Catanzaro (il suo nome sarà poi francesizzato in Yolanda). Il padre Pietro era primo violino all'Opera del Cairo. Dalida trascorre l'infanzia con i genitori e i due fratelli nella casa di famiglia sita in 11 Sharia Khumahawiyaà a Choubrah.

Durante l'infanzia è costretta ad indossare gli occhiali a causa di una malattia agli occhi che le provocherà un leggero (quantunque evidente) strabismo e che la costringerà a numerose operazioni anche in età adulta. Grazie al suo aspetto, a diciassette anni vince il concorso di bellezza Miss Ondine e, successivamente, la fascia di Miss Egitto che le aprirà le porte del mondo del cinema.

In Joseph et ses frères (Giuseppe e i suoi fratelli, con Omar Sharif), doppia Rita Hayworth, di cui è una grande ammiratrice; nel 1954 entra a far parte del cast de La Masque de Toutankhamon (La maschera di Tutankhamon) e di Un verre, une cigarette (Un bicchiere, una sigaretta).

1954 - Iolanda vola a Parigi
Desiderosa di affermarsi nel mondo dello spettacolo decide di lasciare l'Egitto e tentare la fortuna come attrice in Europa. Il 24 dicembre del 1954, contro il volere della madre che comunque la sosterrà (cfr. bibliografia), Dalida sale su un aereo alla volta di Parigi. Nella capitale francese abiterà provvisoriamente in un appartamento di Rue Ponthieu, vicino agli Champs Elysées. Il primo anno a Parigi sarà difficile: Dalida, per la prima volta in Europa, si sente spaesata nella Ville lumière ma nel contempo ha tanta voglia di dimostrare il suo valore (cfr. bibliografia).

La nascita di Dalida
Nel 1956, ispirandosi al film del 1949 Sansone e Dalila, adotta il nome d'arte Dalila, che cambierà in seguito su consiglio di Fred Machard, scenografo della Villa d'Este, in Dalida. È sempre il 1956 l'anno in cui registra il suo primo disco su vinile con Madona, versione francese di Barco negro, successo della cantante portoghese Amalia Rodrigues. Sale la curiosità attorno alla nuova cantante venuta dall'oriente e dalla voce calda e sensuale, ma anche con timbri androgini.

Al successo di Madona, seguono Bambino (traduzione della canzone napoletana Guaglione), lanciata da Radio Europe 1, e dal suo direttore Lucien Morisse, di cui Dalida si innamora. Il successo di Bambino si rivela travolgente, tant'è che Dalida diventa per i francesi mademoiselle Bambino. In brevissimo tempo sono più di 500.000 le copie di dischi vendute in Francia (primo disco d'oro della vedette e, secondo Infodisc, per ben 39 settimane n° 1 nelle classifiche dei dischi più venduti).

Recita in Rapt au Deuxième Bureau (Rapimento al secondo ufficio) di Jean Stelli, con Frank Villarde e iniziano le esibizioni in un récital al Cairo; sarà la volta di Come prima (per cui riceve un premio Bobino), Piove, successo di Domenico Modugno e Gli zingari (Les Gitans), canzone spagnoleggiante ma creata da Hubert Giraud per il Coq d'Or de la chanson française (edizione 1958). Cantando Gli zingari, si fa conoscere in Italia nella trasmissione Il Musichiere, condotta da Mario Riva; seguono La canzone di Orfeo e Milord, portata al successo in italiano anche da Milva.

Ex-aequo con Tino Rossi, nel 1959 ottiene l'Oscar della canzone e un anno dopo riceve l'Oscar di Radio Monte Carlo come vedette preferita dagli ascoltatori, nonché il Gran Premio della canzone per l'interpretazione in francese di Romantica, la canzone vincitrice del Festival di Sanremo 1960.

Seguono le incisioni di Les Enfants du Pirée, incisa in italiano come I Ragazzi del Pireo (Uno a te, uno a me), 'O sole mio (motivo tradizionale napoletano), L'arlecchino gitano, T'aimer follement (in italiano T'amerò dolcemente), Garde-moi la dernière danse (in italiano Chiudi il ballo con me).

È l'8 aprile 1961 quando Dalida sposa Morisse. Solo pochi mesi dopo incontra a Cannes Jean Sobieski, giovane pittore e attore alle prime armi, di cui si innamora e per il quale Dalida finisce per trasferirsi a Neuilly a convivere con lui, sia pure per pochi mesi.

Nel 1961 è con Charles Aznavour che vince l'Oscar per la canzone, precedendo Gloria Lasso ed Edith Piaf. Di contro, nel 1962, tale Oscar sarà condiviso con Johnny Hallyday, il nuovo idolo dei teenagers francesi.

Nel 1964 è la prima donna a vincere il disco di platino per aver venduto più di 10 milioni di dischi e, sempre nel 1964, segue il Tour de France (vinto da Jacques Anquetil), cantando più di duemila canzoni lungo i 2900 km percorsi.

Nel 1965 Dalida è la cantante preferita dai francesi (secondo un sondaggio dell'IFOP, Istituto Francese di Opinione Pubblica), anno in cui recita in Ménage all'italiana (con Ugo Tognazzi, Romina Power e Paola Borboni, musiche di Ennio Morricone), e incide La danse de Zorba (in italiano La danza di Zorba), su una base di sirtaki, Amore scusami (cover di un successo di John Foster), Cominciamo ad amarci e La vie en rose, cavallo di battaglia di Piaf, scomparsa due anni prima. (Amore scusami/Amour excuse-moi è del 1964...)

L'incontro con Luigi Tenco
Dopo una breve storia di tre anni con Christian de la Mazière, nel 1966 instaura, stando a testimonianze dell'epoca, una relazione con il cantautore italiano Luigi Tenco. Secondo molti si trattò invece di una trovata pubblicitaria della casa discografica, come si evincerebbe dalle "lettere" scritte da Tenco a Valeria (sua compagna da tempo) e dal fatto che sarebbe stata proprio Valeria la donna con la quale Luigi avrebbe parlato prima di uccidersi (sempre se accordiamo credito all'autenticità delle "lettere" attinenti alla fantomatica Valeria). È in coppia con Tenco che Dalida partecipa al Festival di Sanremo del 1967 con la canzone Ciao amore ciao, scritta dallo stesso Tenco. Pare che sia stata la stessa Dalida - ammirata dalla canzone di Tenco, carica di riferimenti alla poetica di Cesare Pavese - a partecipare anche alla versione francese del brano, per la quale viene mantenuto lo stesso titolo, e a volerla portare in gara a Sanremo (cfr. bibliografia).

La giuria elimina comunque dalla finale la canzone e il 27 gennaio 1967, Luigi Tenco si suicida con un colpo alla tempia. È Dalida che, entrando nella stanza d'albergo di Tenco, lo trova riverso a terra, già morto. La cantante, che chiedeva di bloccare il Festival, particolarmente provata dallo shock, lascia la città dei fiori per volontà degli organizzatori. Il filmato della loro partecipazione al festival scomparirà per sempre dagli archivi RAI.

Il primo tentativo di suicidio
Il 26 febbraio dello stesso anno Dalida, con il cuore distrutto per quanto accaduto, tenta di togliersi la vita a Parigi seguendo un piano molto lucido: finge di recarsi all'aeroporto di Orly per partire per l'Italia; si fa invece portare all'hotel Principe di Galles, sistemandosi nella camera 410, dove aveva soggiornato con Tenco prima di Sanremo, con il suo vero nome di Yolanda Gigliotti. Appende sulla porta un biglietto con scritto Si prega di non disturbare e prima di ingerire molti farmaci scrive tre lettere: una all'ex marito, una alla madre (in cui le chiede di non disperarsi), ed una indirizzata al suo pubblico.

Dalida viene salvata grazie ad una attenta cameriera che, insospettita dal fatto che una luce accesa filtrava dalla porta della stanza, non riordinata da 48 ore, avverte il direttore dell'hotel. Il funzionario entra da un'altra stanza e trova Dalida in coma. La cantante uscirà dallo stato di incoscienza dopo cinque giorni.

1968 - nasce la seconda Dalida
Il 4 agosto 1968 Dalida decide di cambiare look e decide di cambiare il colore dei suoi capelli, dal castano al biondo: il cambio di colore della fluente capigliatura segna anche l'inizio di un rinnovamento del repertorio musicale e l'adozione di un nuovo stile, che renderà ancor più popolare la cantante, arrivando a consacrarla icona pop. Nello stesso anno, Dalida partecipa a Partitissima (ex Canzonissima) dove vince con la canzone Dan dan dan. Nel ritirare il premio, Dalida afferma Lassù qualcuno è contento riferendosi evidentemente a Luigi Tenco. È questa una vittoria chiacchierata e sofferta: chiacchierata perché considerata politica, dovuta più all'enorme pubblicità che il tentato suicidio le ha procurato che a meriti effettivi.

Sempre nel 1968 recita sul set del film italiano Io ti amo, film di Antonio Margheriti con Alberto Lupo. Il 18 giugno 1968 ottiene il titolo di Commendatore delle Arti, delle Scienze e delle Lettere, conferitole dal presidente francese Charles De Gaulle, e il 5 dicembre è la prima donna a ricevere la medaglia della Presidenza della Repubblica.

La cantante si innamora di un ragazzo italiano di 22 anni di nome Lucio: Dalida scopre di aspettare un figlio. Decide tuttavia di interrompere la gravidanza. Il ragazzo si presenterà alla vigilia di Natale di quell'anno presso l'abitazione parigina della cantante riunita con la sua famiglia, scatenando l'ira del fratello,che li metterà tutti "alla porta".

Da tutte le biografie di Dalida si apprende, nondimeno, che la cantante diventò bionda nel 1964 per le esigenze di un film, con Horst Buchholtz, che poi non si concretizzò.

La ricerca interiore
Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta Dalida intraprende un complesso lavoro di ricerca interiore e spirituale con viaggi in Nepal e un soggiorno in un ashram. Un percorso di studio e di approfondimento che include non solo la lettura di testi propriamente filosofici e il confronto con l'orizzonte della psicoanalisi, ma anche l'incontro con Arnaud Desjardins (regista, scrittore e studioso della cultura orientale) e con Swamji Prajnanpad (il cui insegnamento è caratterizzato dal tentativo di realizzare una sintesi armonica tra psicanalisi freudiana e spiritualità orientale). Per ogni chiarimento si rimanda alle numerose biografie della vedette franco-italo-egiziana citate nella bibliografia.

Questo duplice lavoro (culturale e psicologico-spirituale) rappresenta per Dalida un'occasione fondamentale di trasformazione e di rinnovamento. La Dalida sensuale e travolgente - ambivalente nel segno di eros e thanatos - degli anni cinquanta e sessanta, muta nella Dalida nuova, mistica e spirituale nei lunghi abiti bianchi che indossa in scena e fuori.

Pardonnez-moi...
In occasione del suo cinquantesimo compleanno, il 17 gennaio 1983, il fratello Orlando e gli amici organizzano una festa al cabaret parigino Chez Michou; in quell'occasione si esibisce una drag queen nelle vesti della cantante.

Nel 1981 la cantante aveva festeggiato i venticinque anni di carriera con la consegna di un disco di diamante per aver venduto 86 milioni di dischi in tutto il mondo e per aver interpretato ben 38 dischi d'oro in 7 lingue.

Parte per l'Egitto nel 1986, dove recita nel film Le sixième jour (Il sesto giorno, di Youssef Chahine) e per la prima volta in un autentico ruolo di protagonista drammatica (al contrario dei film precedenti dove, ancorché quasi sempre come attrazione di primo piano, aveva interpretato soltanto dei ruoli leggeri o prettamente musicali). Torna a Parigi psicologicamente provata, e dichiara che dopo aver rivisto i luoghi della sua infanzia si sente stanca ed incapace di "uscire dal personaggio" del film per riprendere il suo ruolo, con la vita e i ritmi di sempre. È in questa circostanza che Dalida, a causa della depressione, organizzerà il piano del suo suicidio (cfr. bibliografia).

Sabato 2 maggio 1987 chiama il fratello-manager Orlando che gli annuncia di aver rinviato un previsto servizio fotografico a causa del freddo; la sera, la cantante riferisce alla cameriera che "farà tardi perché ha intenzione di recarsi a teatro e le chiede di svegliarla verso le 17 del giorno successivo". In realtà, esce e con la vettura fa il giro dell'isolato, imbuca una lettera per il fratello per poi barricarsi nella sua villa di Rue d'Orchamps sulla Butte di Montmartre ed ingerire un fatale cocktail di barbiturici.

È il 3 maggio 1987 quando, a Montmartre, Dalida si toglie la vita, a vent'anni dal primo tentativo ed a dieci anni dal secondo. Accanto al corpo lascia appena un triste biglietto: Pardonnez-moi, la vie m'est insupportable (Perdonatemi, la vita mi è insopportabile).

Tra i primi a scoprire la tragedia è il fratello Orlando, nominato erede universale e oggi custode dell'immagine di Dalida. La morte di Dalida lascia sotto shock la Francia intera; ai funerali, che si svolgono a Parigi nella chiesa della Madeleine, lo storico Claude Manceron la saluta con le seguenti parole:

« Yolanda arrivederci. Dalida grazie. »


Dalida è sepolta nel cimitero di Montmartre a Parigi, e accanto alla sua tomba si trova una statua commemorativa che la mostra con gli occhi chiusi rivolti allo spettatore. Nel 1997 è stata inaugurata a Montmartre una piazza in suo onore, Place Dalida, dove è stato posto un busto di bronzo dello scultore-disegnatore Aslan che la raffigura.

2007: a vent'anni dalla morte
In occasione del ventennale della morte (3 maggio 1987-2007), il sindaco di Parigi, nonché grande amico di Dalida, Bertrand Delanoë ha predisposto una grande mostra commemorativa della figura di Dalida nei locali del Comune di Parigi (Mairie de Paris).

Il ciclo di manifestazioni commemorative ha compreso la realizzazione di un cofanetto di otto DVD con alcuni tra i filmati televisivi e documentaristici riguardanti l'artista, una compilation di cinque CD con le "cento più belle canzoni di Dalida", il DVD dal titolo Le sixième jour, e una versione per collezionisti del film di Joyce Bunuel Dalida, oltre a una versione rimasterizzata del film Io ti amo, mai pubblicato per il mercato dell'home video.

In Italia, a Serrastretta, paese delle radici italiane di Yolanda Cristina Gigliotti, a cura dell'Associazione Dalida l'artista viene ricordata con l'apertura della Casa Museo Dalida, la posa di un'opera bronzea "Dalida vista da Inis", l'intitolazione di un anfiteatro, la pubblicazione di un opuscolo intitolato "Da Serrastretta a Dalida 1962/2007", e l'uscita di un DVD frutto di un progetto didattico della locale scuola media in collaborazione con la stessa Associazione Dalida.

A ricordo di Dalida, Patty Pravo ha inciso l'album Spero che ti piaccia...Pour toi..., in cui interpreta alcuni grandi successi dell'amica e collega Dalida: Darla dirla dada (in greco), Bambino (in arabo), Salma ya salama (in arabo), Il Venat D'Avoir 18 Ans, Pour en arriver là, Comme si tu étais là, Fini la comédie, Col tempo. In passato Dalida aveva invece inciso la versione francese del successo di Patty Pravo La bambola, così come Tout au plus (Tutt'al più).

Il 17 novembre 2008 è uscito l'album Fleurs 2 di Franco Battiato che contiene, in omaggio a Dalida, la cover di Il venait d'avoir 18 ans, interpretata con la partecipazione di Sepideh Raissadat.

Nel maggio 2009 esce l'album, Toutes les femmes en moi di Lara Fabian, contenente un omaggio a Dalida: la cover del brano Il venait d'avoir 18 ans.


Per contribuire, partecipa alla discussione. Non rimuovere questo avviso finché la disputa non è risolta. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.

Caratteristica fondamentale dell'arte di Dalida - icona della cultura popolare francese: drammatica e kitsch, ironica e tragica, allegorica e straniata - è stata la capacità di rappresentare, attraverso la musica e utilizzando il medium della chanson, l'unità indissolubile di arte e vita. Il talento di Dalida - - è tutto in questa tenace volontà di rinnovamento (di se stessa e del proprio stile): una continua metamorfosi che ha fatto di lei e della sua opera un fenomeno in qualche modo unico, come tale non riducibile agli schemi convenzionali e agli stereotipi dell'industria culturale. Nel suo repertorio, Dalida ha tenuto insieme in mirabile equilibrio e al di là di ogni compiacimento intellettualistico, l'esistenzialismo tragico e anarchico di Leo Ferré (Avec le temps) e il teatro epico di Brecht (Alabama Song, su coreografia di Lester Wilson), la scrittura colta e raffinata dei massimi esponenti della chanson à texte francese e internazionale e, contestualmente, la sperimentazione di nuovi linguaggi musicali e di forme sceniche eterogenee (dal récital tradizionale di gusto neorealista, al grande show polifonico e pluristilistico di matrice hollywoodiana, dal cabaret di impianto espressionistico di Bob Fosse, alla video-arte di J.-C. Averty).

Dalida - erotica e drammatica nella prima fase della sua carriera (quando veniva definita la Callas des variétés[senza fonte]), mistica e intellettuale nella seconda fase (il periodo Madone, dal 1967 al 1975), ironica e kitsch negli anni che vanno dal 1978 al 1987 - è stata la voce dei poeti, da Jacques Brel a Serge Lama, da Charles Aznavour a Gilbert Bécaud, da Charles Trenet a Georges Moustaki; ma è stata anche la fondatrice della musica rai francese (Salma ya salama di Jahine e Barnel); di fatto ha anticipato certe istanze della world music, passando dalla musica pop, al reggae, dal cabaret alla musica etnica (per esempio quella greca - Mikis Theodorakis e Hadjidakis - ma anche quella napoletana, senza escludere nemmeno qualche significativo rimando al folk music revival americano - Pete Seeger e Woody Guthrie - e, soprattutto, al patrimonio musicale arabo).

Ha saputo passare con eleganza e disinvoltura dalla disco-music - quella sofisticata e sinfonico-orchestrale, proposta da compositori come Tony Rallo e Alec Costandinos - al misticismo della tradizione ebraica, dall'intimismo drammatico di ispirazione psicanalitica, che troviamo nei testi realizzati dai suoi fedeli collaboratori (Michaele, i fratelli Lana e Paul Sébastien, la coppia Faure-Balasko, Pascal Sevran), alla consapevole decostruzione della tradizione neo-realista francese, che Dalida ripensa nelle sue strutture di fondo portando in scena pezzi di bravura come Gigi l'amoroso (mirabilmente sospesa tra Goldoni e De Sica), o Gigi in paradisco (allegoria danzante di matrice quasi futurista: un brano che spezza, dilatandoli, gli schemi metrico-ritmici e formali della canzone di consumo.

Dalida è stata anche allegorica nella visionarietà meta-testuale di Mourir sur scène (Barnel-Jouveaux) o di Bravo: non muore sulla scena, ma dilegua in solitudine, nell'ombra - l'aveva già cantato, del resto, nel 1971, sulle note di Théodorakis (Mon frère le soleil, su testo di Delanoé) - per recuperare un'identità scissa e frantumata, al di là di paillettes strass et télégrammes.

Brani quali Et tous ces regards, Amoureuse de la vie, Fini la comédie, A ma manière, Il y a toujours une chanson sono testimonianza di come l'esperienza psicanalitica venga, all'interno del suo repertorio, tradotta in qualche modo in immagine.

L'espressionismo di Dalida si estrinseca poi in brani come Je suis malade (Lama-Dona), Et tous ces regards, Comme disait Mistinguett e Génération 78, nei quali viene evidenziata una chiara allusività ironica.

Dalida viene inoltre considerata una delle più significative icone della cultura gay internazionale, non solo in Francia ma anche in tutti i paesi dove è conosciuta e nei quali è stata apprezzata. Il che è dovuto non solo al suo lato glamour e all'esuberanza quasi manieristica delle mises di scena - da non dimenticare, in questo senso, la scelta delle coreografie e l'intensità drammatica delle sue interpretazioni - ma anche alla sua volontà di porre in modo forte e diretto, tematizzandola in alcune sue celebri canzoni, la questione omosessuale.

Nel 1972 il brano Pour ne pas vivre seul (scritto da Daniel Faure e da Sebastien Balasko, con arrangiamento di François Rauber) fu censurato dalla radio proprio a causa del suo contenuto, di cui si riporta di seguito un estratto:

(FR)
« Pour ne pas vivre seuls / des filles aiment des filles et l'on voit des garçons / épouser des garçons » (IT)
« Per non vivere soli / ci sono ragazze che amano altre ragazze e vediamo ragazzi / sposare altri ragazzi »
(la versione italiana del brano è firmata da Medail)

Da segnalare, per quanto riguarda il poliedrico repertorio in lingua italiana, l'interpretazione che Dalida ha offerto di brani firmati da autori prestigiosi quali Paolo Conte ("La speranza è una stanza", 1968), Herbert Pagani, Bruno Lauzi ("Uomo di sabbia", versione italiana del brano "Salma ya salama" - 1979 - scritto dal poeta egiziano Salah Jahine su musica di Jeff Barnel - Gino Paoli ("Un uomo vivo", 1960), Umberto Bindi ("Non mi dire chi sei", 1960), Piero Ciampi ("La colpa è tua", 1975), Luigi Tenco ("Vedrai Vedrai", 1979, Ciao amore ciao, 1967).

Da ricordare, infine, gli altri importanti autori italiani che Dalida ha interpretato in lingua francese: Lucio Dalla (Jésus Bambino, 1970), Ivano Fossati (Dédié à toi, 1980), Pino Donaggio (Comme symphonie, 1960), oltre ai già citati Paoli, Bindi, Tenco (Loin dans le temps, ovvero: Lontano lontano, 1967) e le cover dei brani di Mina, (Tintarella di Luna, in Francia con titolo Le petit clair de Luna, Un anno d'amore in versione francese col titolo C'est irreparable e il brano Parole Parole con testo in francese, in coppia con l'amico Alain Delon, quest'ultimo pezzo nel 1973). Tutte le cover sono seguenti ai successi di Mina, in Italia.

Discografia
Album
(in ordine cronologico)

1957 - Son nom est Dalida
1957 - Miguel
1958 - Gondolier (Barclay, 80088)
1958 - Les gitans (Barclay, 80094)
1959 - Le disque d'or de Dalida (Barclay, 80106)
1959 - Love in Portofino (Barclay, 80115)
1960 - Les Enfants du Pirée (Barclay, 80125)
1961 - Garde-moi la dernière danse (Barclay, 80144)
1961 - Milord (realizzato in Italia)
1962 - Loin de moi (Barclay, 80165)
1962 - Le petit Gonzalès (Barclay, 80183)
1963 - Eux
1964 - Amore scusami
1965 - Il silenzio
1966 - Pensiamoci ogni sera (realizzato in Italia)
1967 - Olympia 67 (studio)
1967 - Ciao amore ciao (realizzato in Italia)
1968 - Un po' d'amore (realizzato in Italia)
1968 - Le temps des fleurs
1969 - Canta in italiano (realizzato in Italia)
1969 - Ma mère me disait
1970 - Ils ont changé ma chanson
1971 - Une vie
1972 - Olympia 71 (live)
1972 - Il faut du temps
1973 - Sings In Italian For You (realizzato in Italia)
1973 - Julien
1974 - Olympia 74 (live)
1974 - Manuel
1975 - Sempre più (realizzato in Italia)
1975 - J'attendrai
1976 - Coup de chapeau au passé
1977 - Femme est la nuit
1977 - Olympia 77 (live)
1977 - Pour toujours (colonna sonora)
1977 - Salma Ya Salama
1978 - Ça me fait rêver / Génération 78 / Voilà pourquoi je chante
1979 - Dédié à toi
1980 - Gigi In paradisco
1980 - Le spectacle du Palais des sports 1980 (live)
1981 - Olympia 81 (live)
1982 - Spécial Dalida
1982 - Mondialement vôtre
1983 - Les p'tits mots
1984 - Dali
1986 - Le visage de l'amour
1987 - Tigani Bi Arab (realizzato in Egitto)
1995 - Comme si j'étais là... (remix)
1996 - À ma manière (remix)
1997 - Olympia 1959 (live)
1997 - L'an 2005 (remix)
1998 - Le rêve oriental (remix)
2001 - Révolution 5° du nom (remix)
Singoli (1956-1987) [modifica]
In ordine alfabetico:

À ma manière (1980)
À qui (1967)
Aghani Aghani (1982)
Am tag als der Regen Kam (1959/1982)
Americana (1981)
Amore Scusami (1964)
Amoureuse de la vie (1977)
Anima Mia (1974)
Aranjuez la tua voce (1967)
Avant de te connaître (1970)
Avec le temps (1971)
Bambino (1956)
Bang Bang (1966)
Besame Mucho (Embrasse-moi) (1976)
Buenas Noches mi Amor (1957)
C'est mieux comme ça (Le Parrain 2) (1975)
C'était mon ami (1984)
Captain Sky (1977)
Chanteur des années 80 (1980)
Chaque instant de chaque jour (1964)
Ciao Amore, Ciao (1967)
Ciao, Ciao Bambina (1959)
Come Prima (Tu me donnes) (1958)
Comme disait Mistinguett (1979)
Concerto pour une voix (1970)
Confidences sur la fréquence (1982)
Ça me fait rêver (1978) - con Bruno Guillain
Dan Dan Dan (1968)
Dans le bleu du ciel bleu (1958)
Danza (1982)
Darla Dirladada (1970)
El Cordobes (1966)
Et de l'amour... de l'amour (1975) - con Richard Chanfrey come St-Germain
Eux (1963)
Femme (1983)
Femme est la nuit (1977)
Fini, la comédie (1981)
Gamil El Soura (1983)
Garde-moi la dernière danse (1961)
Génération 78 (1978) - con Bruno Guillain
Gigi l'amoroso (1974)
Gigi in paradiso (1980)
Gondolier (1958)
Guitare et tambourin (1958)
Hava Naguila (1958)
Helwa Ya Baladi (1979)
Hene Ma Tov (1965)
Histoire d'un amour (1957)
Il faut danser reggae (1979)
Il pleut sur Bruxelles (1981)
Il silenzio (Bonsoir mon amour) (1965)
Il venait d'avoir 18 ans / 18 Anni / He must have been eighteen (1973)
Ils ont changé ma chanson (1970)
Itsi bitsi petit bikini (1960)
J'ai rêvé (1959)
J'attendrai / Tornerai (1975)
Je l'attends (1962)
Je m'endors dans tes bras (1968)
Je pars (1958)
Je reviens te chercher (1967)
Je suis malade (1973)
Je suis toutes les femmes (1980)
Jouez Bouzouki (1982)
Kalimba de Luna (1984)
L'amour et moi (1981)
L'An 2005 (1969)
L'Arlequin de Tolède / Arlecchino (1960)
L'Innamorata (1984)
L'ultimo valzer (1967)
La chanson du Mundial '82 (1982)
La colpa è tua (1971)
La Danse de Zorba / La Danza di Zorba (1965/1986)
La leçon de Twist (1962)
La Mamma (1975, inedito 1996)
La Sainte Totoche (1965)
La vie en rose (1965/1976)
Lady d'Arbanville (1970)
Le Flamenco (1965)
Le jour du retour (1963)
Le jour le plus long (1962)
Le jour où la pluie viendra (1958/1982)
Le Lambeth Walk / The Lambeth Walk (1978)
Le petit bonheur (1976)
Le petit Gonzalès (1962)
Le promesse d'amore (1969)
Le restaurant italien (1983)
Le sixième jour (1986)
Le temps d'aimer (1985)
Le temps des fleurs (1968)
Le Vénitien de Levallois (1985)
Les anges noirs (1968)
Les choses de l'amour (1971)
Les enfants du Pirée (1960)
Les Gitans (1958)
Les hommes de ma vie (1986)
Les grilles de ma maison (1967)
Les p'tits mots (1983)
Love in Portofino (1959)
Lucas (1983)
Ma vie je la chante (1974)
Mama (1967)
Maman, la plus belle du monde (1957)
Marjolaine (1981)
Mein Lieber Herr (1975)
Milord (1960)
Monday, Tuesday... Laissez-moi danser / Let me dance tonight (1979)
Mourir sur scène (1983)
Ne lui dis pas (1975)
Nuits d'Espagne (1961)
Nostlagie (1981)
Oh! Lady Mary (1969)
Ô Sole Mio (1960)
Parce que je ne t'aime plus (1986)
Parle plus bas (Le Parrain) (1972)
Parlez-moi de lui (1966)
Paroles... Paroles... (1973) - con Alain Delon
Petit homme (1966)
Pour ne pas vivre seul (1972)
Pour te dire je t'aime (1984)
Problemorama (L'argent... l'argent...) (1979)
Quand je n'aime plus je m'en vais (1981)
Quand on n'a que l'amour (1957/1979)
Quand s'arrêtent les violons (1977)
Que sont devenues les fleurs? (1962)
Remember... c'était loin (1977) - con Richard Chanfrey come St-Germain
Reviens-moi (1985)
Rio do Brasil (1980)
Romantica (1960)
Salma Ya Salama (1977)
Si j'avais des millions (1968)
Soleil / Mediterraneo (1984)
T'aimer follement (1960)
Ta femme (1974)
Ti Amo (Je t'aime) (1977)
Tony (1982)
Tu croiras (1963)
Tu n'as pas très bon caractère (1957)
Un enfant (1965)
Un po' d'amore (1968)
Une femme à quarante ans (1981)
Vado Via (1973)
Vedrai Vedrai (1979)
Viva la pappa (1965)
Voilà pourquoi je chante (1978)
Filmografia [modifica]
(in lingua francese)

1954 Joseph et ses frères con Omar Sharif
1954 Le masque de Toutankhamon
1954 Un verre, une cigarette
1957 Brigade des mœurs
1958 Rapt au deuxième bureau
1960 Parlez-moi d'amour
1963 L'inconnue de Hong Kong con Serge Gainsbourg
1965 Menage all'italiana con Ugo Tognazzi
1968 Io ti amo
1977 Comme sur des roulettes di Guy Lux
1977 Dalida pour toujours, documentario
1986 Le Sixième Jour di Youssef Chahine
Televisione [modifica]
Sulla vita della cantante, nel 2006 è stato girato il film italo-francese Dalida con Sabrina Ferilli nel ruolo di Dalida e andato in onda su canale 5 il 28 e il 29 maggio dello stesso anno. È stato il fratello di Dalida, Bruno Gigliotti, a volere la Ferilli nella parte di sua sorella; in un'intervista al settimanale 'Gente' egli ha infatti affermato[2]:
« Nessun'altra attrice avrebbe potuto interpretare meglio il ruolo di Dalida. Sabrina Ferilli e' riuscita a cogliere l'anima di mia sorella. »
(Bruno Gigliotti)

I tributi
La canzone di Dalida "Mourir sur scène" è stata reinterpretata dall'amica di lunga data Shirley Bassey, realizzata nel 1986 come B-side del singolo "There's No Place Like London".
Nel 1996, Céline Dion e Alain Delon hanno cantato "Parole, parole" al programma televisivo 1996 New Year's Eve su France 2.
Il brano "De la scène à la Seine" di Charles Azvanour, dall'album "Azvanour, 2000" è un chiaro tributo a Dalida.
Nel 2000 Sarah Hohn ha realizzato una cover di "Parole, parole" in tributo a Dalida e Alain Delon.
Nel 2002, una interpretazione di "Pour ne pas vivre seul", eseguita da Firmine Richard, è stata inclusa nel film "8 femmes", di François Ozon.
Nel 2004 "Laissez-moi danser" è stata eseguita da Star Academy 4 in Francia.
Nel 2007 Luz Casal ha realizzato il brano "18 años", una nuova interpretazione di "Tenía 18 años", versione in spagnolo di "Il venait d'avoir 18 ans".
Nel 2007 Patty Pravo ha realizzato il tribute album "Spero che ti piaccia... Pour toi", dedicato a Dalida.
Nel 2009 Lara Fabian ha realizzato il tribute album "Toutes les femmes en moi", contenente la sua versione di "Il venait d'avoir 18 ans".
Note
1.^ Bibliografia in lingua francese su fr.wikipedia.org.
2.^ Sabrina Ferilli interpreta Dalida
Bibliografia [modifica]
Catherine Rihoit, Dalida, Plon, 1998, 2005.
Henry-Jean Servat, Dalida, Albin Michel, 2003, 2007.
Daniel Lesueur, Hit-Parades, 1950-1998, Editions Alternatives et Parallèles, 1999, e L'argus Dalida: Discographie mondiale et cotations, Editions Alternatives, 2004.
David Lelait, Dalida, d'une rive à l'autre, Payot, 2004.
Bernard Pascuito, Dalida, une vie brûlée, L'Archipel, 2007.
Jacques Pessis, Dalida: une vie…, Dargaud, 2007.
Colette Fellous, Dalida, Flammarion
Isaline, Dalida, entre violon et amour, Editions Publibook, 2002.
A. Gallimard - Orlando, Dalida, mon amour, Edition NRJ, 1989
M. Rheault, Dalida, une oeuvre en soi, Editions Va bene, 2002.
C. Daccache - I. Salmon, Dalida, Editions Vade Retro
E. Bonini, La véritable Dalida, Editions Pygmalion, 2004
J. Barnel, Dalida, la femme de coeur, Editions du Rocher, 2005.
A. Ravier, Dalida passionnément, Editions Favre, 2006
J. Pitchal, Dalida, tu m'appelais petite soeur..., Editions Carpentier, 2007
L. Rioux, 50 ans de chanson française, de Trenet à Bruel, Editions L'Archipel, 1992.
P. Saka - Y. Plougastel, La Chanson française et francophone, Editions Larousse, 1999.
M. Gilbert Carpentier, Merci les artistes, Editions Anne Carrère, 2001.
J. Peigné, Salut les Sixties, Editions de Fallois, 2003.
J.-M. Boris - J.-F. Brieu - E. Didi, Olympia. Bruno Coquatrix, 50 ans de Music-Hall, Editions Hors Collection, 2003.
G. Verlant, L'odyssée de la chanson française, Editions Hors Collection, 2006.
M. Luzzatto Fegiz, Morte di un cantautore. Biografia di Luigi Tenco, Gammalibri, 1977.
G. Borgna, L'Italia di Sanremo, A. Mondadori, 1999.
A. Fegatelli Colonna, Luigi Tenco. Vita breve e morte di un genio musicale, A. Mondadori, 2002.
A. Montellanico, Quasi sera: una storia di Tenco, StampaAlternativa/NuoviEquilibri, 2005.
R. Tortarolo - G. Carozzi, Luigi Tenco: ed ora avrei mille cose da fare, Arcana, 2007.
C. Nérac - C. Naïmi, Dalida. Ses fans, ses amis ont la parole, Éditions du Rocher, 2008.
S. Julienne - L. Gigliotti, Mia zia, ma tante Dalida, Ramsay, 2009.
F. Quinonero, Les années 60. Rêves et Révolutions, Carpentier, 2010 (libro in cui Dalida è molto presente).
Siti Internet: Hit-Parade France, Hit Parade Italia, Infodisc, Dalida.Show (Site officiel).
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Dalida
Collegamenti esterni
Site Officiel - Sito Ufficiale di Dalida curato dal fratello Orlando

http://www.dalida.com/menu.html

Sito Fan Italiano - Sito non ufficiale Fan Italiano


http://www.dalida.altervista.org

Scheda su Dalida dell'Internet Movie Database

http://it.wikipedia.org/wiki/Dalida





Dalida - Il venait d'avoir 18 ans

Il Venait D'avoir 18 Ans
Alain Delon & Dalida
Il venait d'avoir 18 ans
Il était beau comme un enfant
Fort comme un homme
C'était l'été évidemment
Et j'ai compté en le voyant
Mes nuits d'automne
J'ai mis de l'ordre à mes cheveux
Un peu plus de noir sur mes yeux
Ça l'a fait rire
Quand il s'est approché de moi
J'aurais donné n'importe quoi
Pour le séduire

Il venait d'avoir 18 ans
C'était le plus bel argument
De sa victoire
Il ne m'a pas parlé d'amour
Il pensait que les mots d'amour
Sont dérisoires

Il m'a dit: "j'ai envie de toi"
Il avait vu au cinéma
Le blé en herbes
Au creux d'un lit improvisé
J'ai découvert émerveillée
Un ciel superbe

Il venait d'avoir 18 ans
Ça le rendait presqu' insolent
De certitude
Et pendant qu'il se rhabillait
Déjà vaincue, je retrouvais
Ma solitude

J'aurais voulu le retenir
Pourtant je l'ai laissé partir
Sans faire un geste
Il m'a dit "c'était pas si mal"
Avec la candeur infernale
De sa jeunesse

J'ai mis de l'ordre à mes cheveux
Un peu plus de noir sur mes yeux
Par habitude
J'avais oublié simplement
Que j'avais deux fois 18 ans.


mercoledì 28 luglio 2010

Cristina D'Avena


Cristina D'Avena
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Cristina D'Avena (Bologna, 6 luglio 1964) è una cantante, attrice e conduttrice televisiva italiana, famosa soprattutto per la sua interpretazione di sigle dei cartoni animati in onda sulle reti del Gruppo Mediaset.


Biografia
Nasce a Bologna lunedì 6 luglio 1964 da Alfredo, di origine pugliese (Apricena), e da Ornella, di origine marchigiana (Jesi). Esordisce all'età di 3 anni e mezzo cantando Il valzer del moscerino alla decima edizione della rassegna canora per bambini Zecchino d'Oro, con la quale si aggiudica il 3° posto. Dopo l'esperienza allo Zecchino d'Oro, rimane all'Antoniano come componente del Piccolo Coro fino al 1976, ma continuerà a frequentarlo per altri 5 anni accompagnando la sorella Clarissa, nata 10 anni dopo di lei e anche lei diventata nel frattempo componente del coro.

Nel 1981 Cristina è una diciassettenne studentessa di Liceo Classico che vede il canto solo come un hobby. In quel periodo, Alessandra Valeri Manera, l'allora responsabile della tv dei ragazzi della neonata Canale 5, era alla ricerca di una voce femminile che potesse interpretare la sigla della serie animata giapponese Pinocchio: per questo motivo interpellò Augusto Martelli, direttore artistico-musicale della rete nonché figlio del maestro Giordano Bruno Martelli. Fu quest'ultimo a segnalare a Valeri Manera il nome di Cristina D'Avena, avendo egli avuto modo di frequentarla fino a poco tempo prima presso il Piccolo Coro dell'Antoniano. Dopo essere stata sottoposta ad un provino discografico, Cristina, ancora minorenne, firma un contratto di esclusiva (a cui è legata ancora oggi) con l'etichetta discografica di Canale 5, la Five Record (in seguito RTI Music, oggi inglobata in RTI s.p.a.) e diviene così l'interprete della canzone Bambino Pinocchio composta da Martelli figlio. Il successo commerciale del relativo 45 giri diede inizio alla carriera di Cristina: da allora non ha mai smesso di incidere e, grazie alla quantità di sigle da lei registrate, è l'unico personaggio dello spettacolo la cui voce è presente sulla tv italiana ininterrottamente dai primi anni '80 almeno una volta al giorno, 7 giorni su 7, 365 giorni l'anno. Ha pubblicato numerosi album, che hanno complessivamente venduto un totale di circa 6 milioni di copie.

A partire dal settembre 1986 raggiunge una popolarità ulteriore a quella già acquisita in 5 anni con la sola interpretazione delle sigle, nonché una notevole visibilità, quando interpreta il ruolo di Licia nella prima di 4 serie di telefilm per ragazzi: Love me Licia (1986), Licia dolce Licia (1987), Teneramente Licia (1987) e Balliamo e cantiamo con Licia (1988), tutte basate sulla protagonista e sui personaggi del cartone animato giapponese Kiss me Licia, del quale queste produzioni italiane con attori in carne e ossa proseguono idealmente le vicende. Le serie vengono trasmesse il lunedì, il mercoledì e il venerdì alle ore 20:00 su Italia Uno in diretta concorrenza coi telegiornali RAI e raggiungono insperati ascolti record.

Nel 1987, mentre i brani da lei incisi ammontano già ad un centinaio, Cristina registra un brano in lingua francese: si tratta della versione francofona della sigla italiana Lovely Sara (da lei già interpretata pochi mesi prima) destinata ad accompagnare la messa in onda di Princesse Sarah, il primo cartone animato ad essere trasmesso su La Cinq, la rete televisiva francese di proprietà di Silvio Berlusconi costruita sul modello di Canale 5. Grazie a questa sua incisione la cantante, che per la prima volta vide apparire il proprio nome sulla copertina di un disco pubblicato e distribuito esclusivamente all'estero, è conosciuta e ricordata ancora oggi dai bambini francesi degli anni '80. A Princesse Sarah seguiranno anche altre sue versioni in lingua francese, ma solo la prima verrà utilizzata come sigla e, pertanto, commercializzata.

Nel 1988, conclusasi la saga di Licia, Italia Uno decide di mettere in scena proprio Cristina e la sua realtà quotidiana, costantemente impegnata tra gli studi universitari alla Facoltà di Medicina e il lavoro di cantante. Non a caso, durante l'ultima puntata dei telefilm di Licia, Cristina D'Avena compare nel ruolo di se stessa annunciando la sua intenzione di metter su una band musicale. Pochi mesi dopo viene infatti trasmessa su Italia Uno Arriva Cristina (1988), a cui seguono Cristina (1989), Cri Cri (1990) e Cristina, l'Europa siamo noi (1991). Cri Cri si compone di due serie da 36 episodi l'una, mentre Cristina, l'Europa siamo noi venne trasmessa su Retequattro anziché su Italia Uno e alle ore 19:00 anziché al consueto orario delle 20:00. Come già avvenuto per le 4 serie di Licia, per ognuno di questi telefilm Five Record pubblica un disco contenente la sigla e tutti i brani cantati all'interno degli episodi: alcuni di questi album diventano dischi di platino.

Tra i suoi concerti più riusciti quelli realizzati nel novembre 1989 e 1990 al PalaTrussardi di Milano, a cui assistettero un totale di circa 20.000 spettatori, e quello del 1992 al FilaForum di Assago (13.000 persone in sala e 3.000 all'esterno) i cui incassi sono stati interamente devoluti alla Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

A questo si aggiunge l'attività di conduttrice e co-conduttrice televisiva (nonché radiofonica) iniziata nel 1989 col varietà del sabato sera di Canale 5 Sabato al circo al fianco di Gerry Scotti, esperienza grazie alla quale Cristina, insieme a tutto il cast del programma, si aggiudicherà il Telegatto nella categoria "Programmi per ragazzi". Sempre con Gerry Scotti conduce per due anni lo speciale di Capodanno di Canale 5, in onda il 31 dicembre 1989 con il titolo "L'allegria fa 90" e il 31 dicembre 1990 con il titolo "Evviva l'allegria". Nella stagione 1993/94 farà parte del cast della sesta edizione di Buona Domenica, al fianco di Gerry Scotti, Gabriella Carlucci e Umberto Smaila, mentre avrà il ruolo di inviata speciale nella quinta edizione di La sai l'ultima?, in onda su Canale 5 nella stagione televisiva 1995/96 e condotta da Gerry Scotti assieme a Paola Barale e Gino Bramieri. A partire dal 1996, invece, conduce per due anni di seguito, e alternandosi settimanalmente col doppiatore ed amico Pietro Ubaldi, il contenitore di cartoni animati e giochi telefonici Game Boat, in onda tutti i giorni nel preserale di Retequattro. Nel 1998, nel 1999 e nel 2000 ritorna allo Zecchino d'Oro in qualità di co-conduttrice al fianco di Cino Tortorella e Milly Carlucci. Nell'autunno 1998 è inoltre chiamata da Fabio Fazio per condurre con Andrea Pezzi il varietà del venerdì sera di Rai Due Serenate, ideato dallo stesso Fazio che inizialmente doveva esserne il conduttore.

Nel 1998 debutta anche al cinema, seppur con un cameo: interpreta infatti se stessa in una scena del film Cucciolo di Neri Parenti accanto a Massimo Boldi, con il quale aveva già lavorato ai tempi di Sabato al circo.

Nel dicembre 2002 Cristina festeggia ufficialmente 20 anni di carriera (sebbene l'incisione di Bambino Pinocchio, la sua prima sigla per un cartone animato, risalga al secondo semestre del 1981) con la pubblicazione di un doppio CD dal titolo "Cristina D'Avena: Greatest Hits" (ma il titolo inizialmente previsto è "Cristina D'Avena: Vent'anni"), che raccoglie i più grandi successi della cantante (il CD 1 è relativo agli anni 1982-1990, il CD 2 agli anni 1991-2002) e include una nuova versione, riarrangiata e reinterpretata per l'occasione, della sua prima sigla. Proprio nel giorno d'uscita del disco, il 6 dicembre, dall'auditorium di Cologno Monzese la rete televisiva satellitare Video Italia le dedica, in prima serata e in diretta contemporanea su Radio Italia, una puntata di oltre 2 ore della sua trasmissione Serata con..., durante la quale la cantante esegue dal vivo gran parte dei brani dell'album, in quella che si rivela essere un vera e propria festa-concerto a cui prendono parte fan storici, amici e collaboratori di vecchia data.

Il suo nome per oltre 20 anni è stato professionalmente associato in modo indissolubile a quello di Alessandra Valeri Manera: responsabile dei programmi per ragazzi delle tv del biscione dal 1980 al 2001 e a conti fatti talent scout e creatrice del personaggio "Cristina D'Avena", Valeri Manera è stata anche ideatrice, autrice, direttrice artistica e produttrice di tutti i testi della cantante, alla quale è rimasta legata da una profonda amicizia, sebbene dal 2001 la sua attività si sia ridotta ad una composizione saltuaria dei testi. In coppia con Valeri Manera, nel 2002 Cristina firma per la prima volta come autrice una sua canzone dal titolo "I colori del cuore". Cinque anni dopo, nel 2007, firma da sola il testo di una sua sigla per un cartone animato (il titolo del brano, e della serie, è Dolce piccola Remì) e da allora, di tanto in tanto, alcune delle sigle da lei interpretate portano il suo nome come unica autrice delle parole.

Il 14 aprile 2007, al Roxy Bar di Bologna, Cristina celebra 25 anni di successi con un grande concerto durante il quale ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera accompagnata dal gruppo dei Gem Boy. In questa occasione riceve da Red Ronnie il prestigioso riconoscimento Gandhi 9.11, un totem luminoso creato dall'artista Marco Lodola e destinato a quei personaggi che si sono maggiormente distinti come portatori di pace.

Nel 2009 realizza un disco che si distacca dalle sigle tv per le quali è da sempre conosciuta: per la prima volta infatti si rivolge al grande pubblico, non solo a quello dell'infanzia, e lo fa con un album dal titolo Magia di Natale, in cui reinterpreta 12 brani della tradizione natalizia, classici e moderni, tutti arrangiati dal maestro Valeriano Chiaravalle. Il disco è anche l'occasione, per la cantante, di incidere per la prima volta in lingua inglese. Nell'album figura anche una cover di Childhood, brano di Michael Jackson con il quale la cantante ha voluto rendere omaggio al Re del Pop.

Da giovedì 21 gennaio 2010 torna a lavorare in tv: è nel cast della seconda edizione del programma di prima serata di Italia Uno Matricole & Meteore. Nello show, composto da 8 puntate e condotto da Nicola Savino e Juliana Moreira, ha il doppio ruolo di ospite fisso e inviata speciale nei panni di una principessa alla ricerca del Principe Azzurro. Nelle varie puntate si esibisce anche in alcuni medley di sigle fra le tante incise nel corso della sua carriera. Dal 28 febbraio dello stesso anno è testimonial di Intervita ONLUS, organizzazione umanitaria internazionale impegnata in progetti di sviluppo nel Terzo Mondo attraverso il sostegno a distanza.

Anche nel nuovo millennio la D'Avena ha continuato a tenere concerti in tutta Italia, sia da sola che accompagnata dal gruppo dei Gem Boy; uno dei suoi ultimi concerti più fortunati è sicuramente quello tenuto ad Avellino nel maggio del 2010 dove, tra bambini e adulti, ha raccolto oltre 15.000 spettatori.

Cristina vive da sempre a San Lazzaro di Sàvena, alla periferia di Bologna, ed è fidanzata da molti anni con il suo manager.

Discografia [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Discografia di Cristina D'Avena.

Cristina D'Avena ha inciso più di 600 brani tra sigle (di cartoni animati, telefilm, trasmissioni televisive) e canzoni varie. Ha pubblicato 170 album e 72 singoli, di cui uno destinato esclusivamente al mercato francese e uno rilasciato nel 2009 come digital download.

Videografia
1987
Fivelandia TV (VHS)
1988
Fivelandia TV 2 (VHS)
1991
Fivelandia TV (VHS + MC)
Cristina per noi (VHS + MC)
1992
Cantiamo con Cristina - Che avventura! (VHS + MC + libretto)
Cantiamo con Cristina - Cuccioli in erba (VHS + MC + libretto)
1993
Cantiamo con Cristina - Un mondo di amici (VHS)
Cantiamo con Cristina - Per crescere insieme (VHS)
1998
Cucciolo (VHS)
2007
Roxy Bar n° 24 (DVD)
Televisione
1968
10° Zecchino d'Oro (Programma Nazionale)
1971
13° Zecchino d'Oro (Programma Nazionale)
1986
Love me Licia (Italia Uno)
1987
Licia dolce Licia (Italia Uno)
Teneramente Licia (Italia Uno)
1988
Balliamo e cantiamo con Licia (Italia Uno)
Arriva Cristina (Italia Uno)
1989
Cristina (Italia Uno)
Sabato al circo (Canale 5)
L'allegria fa 90 (Canale 5)
1990
Cri Cri (Italia Uno)
Sabato al circo (Canale 5)
Evviva l'allegria (Canale 5)
1991
Luna Party (Canale 5)
Cristina, l'Europa siamo noi (Retequattro)
Sabato al circo (Canale 5)
1992
Il Grande Circo di Retequattro (Retequattro)
Cantiamo con Cristina (Italia Uno)
1993/94
Buona Domenica (Canale 5)
1995/96
La sai l'ultima? (Canale 5)
1996
Game Boat al circo (Retequattro)
L'Attesa (Rai Uno)
1997
Game Boat (Retequattro)
1998
Game Boat (Retequattro)
Serenate (Rai Due)
41° Zecchino d'Oro (Rai Uno)
Concerto di Natale (Rai Uno)
1999
Concerto di Primavera (Rai Uno)
42° Zecchino d'Oro (Rai Uno)
Concerto di Natale (Rai Uno)
2000
43° Zecchino d'Oro (Rai Uno)
2010
Matricole & Meteore (Italia Uno)
Radio
1997/1998/1999
Buongiorno Cristina (Radio LatteMiele)
Domenica con Cristina (Radio LatteMiele)
Progetti editoriali
1988
Gioca e Suona con Cristina
1990
Le Mille e una Fiaba
1994
Cristina racconta le più belle storie del mondo
2008
Le fiabe di Fata Cri: Fata Cri e i draghetti pasticcioni
Le fiabe di Fata Cri: Fata Cri e il ballo degli scoiattoli
2009
Le fiabe di Fata Cri: Il mistero della principessa
Le fiabe di Fata Cri: Il mostro birbone
Cartoonlandia: 70 Sigle dei Cartoni di Italia Uno
Curiosità

Tra album e singoli vanta oltre 200 pubblicazioni discografiche che hanno complessivamente venduto più di 6 milioni di copie.
Ha più volte dichiarato che la sigla da lei incisa a cui è legata maggiormente è Kiss me Licia del 1985.
La cantante Mina ha inciso in uno dei suoi album una cover di una canzone di Cristina D'Avena del 1988 dal titolo Sempre attento al regolamento; per l'occasione, testo e titolo sono stati modificati e la canzone è stata intitolata Tu dimmi che città. [1]
Nonostante le sue canzoni siano state più volte oggetto di parodie da parte del gruppo dei Gem Boy, dal 2007 la cantante li ha sfidati convincendoli ad andare in tournée assieme a lei. [2]
Si è chiusa alla cifra di 1.210 euro l'asta online del CD Cristina D'Avena e i tuoi amici in TV 3, venduto sul portale eBay il 10 settembre 2007. La vendita è stata resa nota e definita come « il primato mai raggiunto online da un CD in Italia » dalla divisione italiana del sito. L'album, pubblicato da Five Record nel 1989, è considerato in assoluto il più raro nella produzione discografica della cantante, poiché stampato in pochissime copie nel periodo di transizione fra vinile e CD.
Nella puntata del 16 febbraio 2008 del programma di prima serata di Rai Uno I Migliori Anni picco di ascolti per Cristina D'Avena (7.618.000 telespettatori) mentre si esibisce cantando dal vivo la sigla del cartone animato Kiss me Licia.
La sigla della serie animata Twin Princess - Principesse Gemelle, scritta e interpretata da Cristina D'Avena nel 2009, è in assoluto il suo primo singolo ad essere venduto in formato digitale.
Non ha mai completato gli studi di Medicina, che comunque sta portando avanti.
Note
1.^ Alessandra Valeri Manera · Unofficial Site
2.^ Sito ufficiale dei GemBOY
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Cristina D'Avena
Collegamenti esterni
Sito ufficiale di Cristina D'Avena

http://www.cristinadavena.it

MySpace ufficiale di Cristina D'Avena








martedì 27 luglio 2010

Cristian Bugatti "Bugo"


Bugo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Bugo in concerto (ottobre 2008)


Bugo, nome d'arte di Cristian Bugatti (San Martino di Trecate, 2 agosto 1973), è un cantautore italiano in attività dal 1996.

Durante il servizio militare impara a suonare la chitarra e scrive le prime canzoni. Comincia a fare qualche concerto con un gruppo da lui fondato ma presto decide di esibirsi da solo. Entra in contatto con la scena milanese e nel 2002 firma per Universal. Cantautore genuino e sottile, Bugo nel corso degli anni ha sperimentato diverse forme di scrittura che lo hanno portato a definire uno stile immediato ed essenziale.

La storia
Il primo demo autoprodotto in audiocassetta contiene 15 canzoni e risale al 1996 : Pane, pene, pan. Nel 1999 esordisce con il sette pollici Questione di eternità, per l' etichetta Bar La Muerte, seguito sempre nello stesso anno dal mini-cd La pianta movente. Nel 2000 la Loretta Records ristampa su cd-r una versione aggiornata di Pane, pene, pan. Pubblica il suo primo cd La prima gratta (per le etichette Bar La Muerte e Snowdonia Dischi), in cui Bugo raccoglie le canzoni scritte fino allora. Nel 2001 pubblica un disco folk Sentimento westernato, per le etichette Bar La Muerte, Wallace Records e Beware!, prodotto da Roberto Rizzo dei Runi. Dopo questo lavoro arriva il contratto con una major, la Universal, che porta Bugo a produrre un album rock, Dal lofai al cisei, prodotto da Fabio Magistrali e pubblicato nell' ottobre 2002. Consequenzialmente all'uscita dell'album arrivano anche tanti concerti dal vivo. Nel 2004 Bugo pubblica un doppio album, sempre per la Universal, Golia & Melchiorre. L'album si divide in due cd: "Arriva Golia!", elettronico e sperimentale, registrato da Rico dei Uochi Toki e mixato da Roberto Vernetti, e "La gioia di Melchiorre", cantautoriale e malinconico, prodotto da Bugo stesso e Maurice Andiloro dei Breakfast. Nel 2006 viene pubblicato l'album dal titolo Sguardo contemporaneo (Universal). Il disco percorre la strada del rock più diretto e intimista, grazie anche alla produzione di Giorgio Canali. Nel 2008 Bugo incide Contatti (Universal), ottendo ampio consenso dalla critica e un nuovo successo tra il pubblico, in cui Bugo rinnova il suo antico amore per la musica pop elettronica. La produzione artistica è affidata al produttore/dj Stefano Fontana (alias Stylophonic).

Discografia
Album
2000 - Pane, pene, pan
2000 - La prima gratta
2001 - Sentimento westernato
2002 - Dal lofai al cisei
2004 - Golia & Melchiorre
2006 - Sguardo contemporaneo
2008 - Contatti
EP
1999 - La pianta movente (Split EP con i R.U.N.I.)
1.Buona morte (Bugo)
2.Il techno siciliano (R.U.N.I.)
2002 - Ne vale la pena?
2003 - Bugo/Onq (Split EP con Onq)
1.Cancellami (Bugo)
2.Paranoia (Onq)
3.Reset (Onq)
4.Paranoia (Bugo)
Singoli
1999 - Questione d'eternità
1.Questione di eternità
2.Canta che ti passa
2002 - Casalingo
1.Casalingo (Salingo mix)
2.Una pentola al fuoco che attende la pioggia
3.Ti ho vista
4.Casalingo azerotrentaquattrificato (Casalingo remix di A034)
2003 - Io mi rompo i coglioni
1.Io mi rompo i coglioni
2.Panchinaro (un'emergenza d'amore)
3.Obliteratrice
4.Carta igienica
2004 - Carla è Franca
2004 - Il sintetizzatore
2006 - Millennia
2006 - Che lavoro fai
1.Che lavoro fai (rimessa vrs)
2.Che lavoro fai (Amari remix)
3.Che lavoro fai (Reggae vrs)
4.Che lavoro fai (Easy rider vrs)
2006 - Ggeell
2006 - Amore mio infinito
1.Amore mio infinito ( con Violante Placido)
2.Plettrofolle (remix di Useless Wooden Toys)
3.Noia magica
2008 - C'è crisi
2008 - Love boat
2008 - Nel giro giusto
Note

http://www.universalmusic.it/pop/artisti/artista.php?ids=3756

http://www.facebook.com/bugosound
http://www.rockit.it/bugo
http://www.myspace.com/bugomusic





Nel giro giusto
i miei contatti son sempre gli stessi
potrò mai averne diversi
qualcuno che non sappia chi sono
se nella cassaforte io tengo dell’oro

fammi entrare per favore
nel tuo giro giusto…
ho bisogno di socializzare
di uscire dal mio guscio…

io devo uscire dalla mia alienazione
ti chiedo se mi fai promozione
una buona parola per conoscere gli altri che
che mi sembrano sempre più felici di me

fammi entrare per favore
nel tuo giro giusto…
ho bisogno di socializzare
di uscire dal mio guscio…

se frequento te
è la volta giusta che trovo uno spazio per me
se frequento te
se frequento te
è la volta giusta che trovo uno spazio per me

fammi entrare per favore
nel tuo giro giusto…
ho bisogno di socializzare
di uscire dal mio guscio…

fammi entrare per favore
fammi entrare per favore
fammi entrare per favore
fammi entrare per favore
nel tuo giro giusto.


http://www.musicroom.it/articolo/bugo-video-e-testo-di-nel-giro-giusto/3814

lunedì 26 luglio 2010

Claudio Baglioni



Claudio Baglioni
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Claudio Baglioni in concerto alla Reggia di Venaria Reale, venerdì 17 luglio 2009

Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica
Claudio Baglioni (Roma, 16 maggio 1951) è un cantautore italiano fra i più popolari in Italia. Nella sua quarantennale eccezionale carriera si è affrancato dallo stretto attributo degli esordi come melodico, diventando artista poliedrico ed innovativo di spessore in Italia ed all'estero, grazie a una continua evoluzione musicale e letteraria che gli ha permesso di unire più generazioni di ascoltatori raggiungendo una enorme popolarità. La sua carriera è stata da sempre costellata da record di vendite e da concerti-evento divenuti veri e propri bagni di folla. Ha pubblicato in Italia 4 raccolte ufficiali e 25 album, di cui 16 in studio e 9 dal vivo. All'estero è conosciuto soprattutto in Spagna, avendo pubblicato buona parte della sua discografia in lingua spagnola per il mercato iberico e sudamericano. Alcuni dischi sono stati tradotti in castigliano e in francese. Esistono anche una versione in portoghese e una in inglese di Questo piccolo grande amore.
Come paroliere per altri artisti ha usato lo pseudonimo Cucaio.


Biografia
L'infanzia e gli esordi
Claudio Baglioni (nome all'anagrafe Claudio Enrico Paolo) nasce a Roma il 16 maggio 1951 nella clinica Villa Bianca, figlio unico di Riccardo, ex contadino poi sottufficiale dei Carabinieri, e Silvia Saleppico, sarta.
Trascorre l'infanzia nel quartiere di Monte Sacro e l'adolescenza in quello di Centocelle, frequentando spesso d'estate le campagne dell'Umbria, terra natale dei suoi genitori, e del reatino, dove il padre temporaneamente presta servizio in caserma.
Inizia a suonare la chitarra da autodidatta, e segue presso il maestro Alfredo Avantifiori le lezioni di pianoforte (come racconterà in seguito il cantante romano[1]).
La sua carriera artistica inizia nel 1964 quando, appena tredicenne, partecipa ad un concorso canoro di voci nuove organizzato da Ottorino Valentini a Centocelle, nella piazza San Felice da Cantalice, cantando il successo di Paul Anka Ogni volta e vincendo lo stesso concorso l'anno successivo con il brano I tuoi anni più belli di Gene Pitney.
Nel 1965 partecipa anche ai Ludi Canori (in cui vince nella categoria Autori in coppia con Maria Pia Crostella cantando la canzone Siamo due poveri ragazzi) e due anni dopo è al Festival degli sconosciuti di Ariccia (organizzato da Rita Pavone e Teddy Reno), dove giunge in semifinale.

Agonia e il debutto discografico [modifica]
Si iscrive all'istituto per geometri e riceve in regalo la sua prima chitarra con la quale inizia a suonare le canzoni di Fabrizio De André; il suo look di quegli anni (maglioni neri a collo alto, occhiali spessi e aria da intellettuale), causa il soprannome che gli viene affibbiato dagli amici del quartiere: Agonia.
Intanto, desideroso di visibilità e sfruttando la passione per la musica per poter uscire dall'anonimato della vita di periferia, prende lezioni di pianoforte dal maestro argentino Nicolàs Amato (futuro traduttore in spagnolo di alcune sue canzoni di successo), suona in un complessino beat amatoriale (Les Images), e tenta alcuni esperimenti di "teatro cantato" con una compagnia chiamata Studio 10 ma senza gran successo.
Al 1966 risale la sua prima esibizione professionale, in un teatro periferico di varietà, per una paga di 1.000 lire.
Nel 1967 scrive una suite musicale su una poesia di Edgar Allan Poe, Annabel Lee.
Nel luglio del 1968 partecipa al concorso "Fuori la voce", presentato da Pippo Baudo, in cui tra i concorrenti c'è anche una giovanissima Fiorella Mannoia. Nello stesso anno incontra Antonio Coggio, produttore e pianista, che diventerà il suo principale collaboratore negli anni a venire. Così il musicista ligure racconterà la nascita del loro sodalizio: «Me lo presentò un collaboratore di Teddy Reno, che l'aveva notato al loro Festival degli sconosciuti; Claudio cantò Georgia on My Mind di Ray Charles al pianoforte. Come cantante prometteva molto, aveva modulazioni particolari[2]».
Nel 1969 ottiene il suo primo contratto discografico: dopo aver effettuato alcuni provini, la RCA Italiana gli propone un contratto di durata quinquennale, firmato dal padre Riccardo a causa della minore età del cantautore; l'allora direttore artistico della casa discografica, Zeppegno, affermerà poco dopo: «Tanto questo non farà mai niente».

Gli anni settanta
I primi difficili passi
L'anno successivo viene pubblicato il suo primo 45 giri, Una favola blu/Signora Lia e il cantante prende parte a Un disco per l'estate con Una favola blu (brano scritto da Giulio D'Ercole e Alberto Morina per il testo e dal maestro Piero Melfa per la musica) ed alla sezione giovani del Festivalbar con Signora Lia, con scarso successo.
È sempre del 1970 il suo primo album, Claudio Baglioni, ma le vendite vanno male ed il 33 giri viene ritirato dal commercio dopo pochi mesi; molte delle canzoni sono scritte insieme a Coggio, che così racconta come era organizzata la loro collaborazione: «Io mi mettevo al piano e Claudio imbracciava la chitarra. Buttavamo giù spunti, decidevamo cosa comunicare, poi lui preparava il testo ed insieme elaboravamo la musica. Infine lui rifiniva le parole, ed io sistemavo le note[3]».
Partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, dove viene fischiato e alla Caravella dei successi di Bari, dove il suo pezzo Notte di Natale è reputato troppo triste e contrario alla morale cattolica. Nel 1971, in aprile, alla Mostra dell'elettronica di Roma incontra la sua futura moglie e collaboratrice Paola Massari ed in settembre viene invitato al "Festival Internazionale" della cittadina polacca di Sopot, dove vince il premio della critica; l'anno si conclude con una tournée di dieci giorni in Polonia.
Successivamente scrive alcuni brani per Mia Martini che la cantante interpreta nell'album Oltre la collina (nel brano omonimo, Baglioni è la voce fuori campo insieme a Loredana Berté) e, nel 1972, interpreta tre canzoni per la colonna sonora del film Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli e scrive pezzi per Rita Pavone, tra cui La suggestione, che viene anche incisa con un testo francese e con il titolo Bonjour la France e che, in febbraio, scala le classifiche francesi.
Acquista la "mitica" Camilla, la Citroën 2CV gialla (che sarà immortalata nel 1973 sulla copertina del suo album Gira che ti rigira amore bello) e dopo altri due mesi di tournée in Polonia, in soli sette giorni, ultima i testi dell'album della sua svolta artistica.

Questo piccolo grande amore: arriva il successo


Claudio Baglioni e Paola Massari nel 1972
È nel 1972 infatti che esce, dopo l'insuccesso di alcuni singoli da lui eseguiti, l'album Questo piccolo grande amore, uno dei primi esempi di concept album italiani (un disco in cui le canzoni sono legate insieme da un filo narrativo comune), che lo consacra al successo contribuendo all'identificazione di Baglioni come cantautore romantico e dei buoni sentimenti per antonomasia, nonostante le evoluzioni artistiche di cui il cantautore sarà protagonista negli anni a venire.
Il singolo raggiunge in poco tempo le 800.000 copie vendute e rimane primo in classifica per molte settimane; 13 anni più tardi il brano sarà proclamato da una giuria popolare "canzone italiana del secolo" e per questo premiata al Festival della canzone italiana di Sanremo.
La censura dell'epoca colpisce il brano sostituendo "nudi" e "cose proibite" con le più rassicuranti parole "soli" e "le scarpe bagnate" (questa è la versione pubblicata sul 45 giri, mentre nel 33 è possibile ascoltarla senza censure). Il celebre pezzo è anche protagonista di una querelle giudiziaria per la causa intentata alcuni anni dopo da Ricky Gianco che accusa il cantautore romano di plagio, ma il giudice, anche avvalendosi della consulenza del maestro Ennio Morricone, dà ragione a Baglioni.
Collabora con Nada, scrivendo per lei due canzoni, che la cantante utilizzerà soltanto ventidue anni più tardi inserendo una prima versione di Chissà se mi pensi e Me sò magnata er fegato, nel suo album del 1994, Malanima.
Il 4 agosto del 1973 sposa la Massari (anche se, per non deludere le fan, la notizia verrà resa pubblica solo alcuni anni più tardi) e, subito dopo le nozze, esce il suo quarto album, Gira che ti rigira amore bello, che non ripete il successo dell'album precedente, anche se contiene alcuni dei brani più fortunati del cantautore.
Nel 1974 vola a Parigi per registrare il suo quinto album, E tu..., altro grande successo discografico. L'omonimo singolo, che rimane primo in classifica per 14 settimane, dà il titolo ad un album di grande impatto musicale per la qualità degli arrangiamenti e composto con la collaborazione di Vangelis, vince il Festivalbar.
Dal 1975 al 1978 Baglioni pubblica altri tre album: Sabato pomeriggio (1975) album che lo consacra ancora una volta al successo con arrangiamenti di Luis Bacalov, Solo (1977) (che conclude il burrascoso rapporto di lavoro con la RCA) e E tu come stai? (1978). Quest'ultimo lavoro, che segna il suo passaggio alla CBS, su richiesta della vecchia casa discografica viene sequestrato per un breve periodo dai negozi, in seguito ad uno spiacevole contenzioso legale. Nel 1980 realizza una versione dell'album in francese ("Un peu de toi") non riscuotendo però particolare successo presso il pubblico transalpino.
Durante questi anni, Baglioni esegue concerti in gran parte dell'Europa, in tutto il Sud America, negli USA e in Canada, conseguendo record assoluti di vendite. A poco più di 25 anni ha già all'attivo svariati milioni di dischi venduti.

Gli anni ottanta
I record discografici


Baglioni negli anni '80.
Dopo tre anni di silenzio, nel 1981 esce Strada facendo (sedici settimane consecutive primo in classifica, con un totale di un milione di copie vendute), album che, anche grazie all'enorme successo del singolo di lancio, gli consente di vincere il premio come Miglior cantante dell'anno al concorso Vota la Voce ed il premio quale Miglior cantautore assegnato dall'Associazione Critici Discografici. Successivamente si esibisce in un mini-tour di sedici tappe nei palasport.
Dalla sua unione con Paola Massari, il 19 maggio 1982, nasce Giovanni, cui il padre dedica la canzone Avrai, tra le più belle del cantautore e registrata in soli due giorni nello studio di Paul McCartney a Londra; il singolo viene pubblicato il 9 giugno. Della nascita del figlio, Baglioni dirà poco dopo:
« Diventare padre mi ha fatto riscoprire le cose belle della vita e il fatto che dopo tanti anni sia ritornato ad esibirmi su un palcoscenico è dipeso in gran parte da questo. Ho sentito l'esigenza di rituffarmi in mezzo al mio pubblico per regalargli la mia musica, la mia felicità, il mio modo di essere musicista. »
(Famiglia TV, 12 dicembre 1982)
E infatti, nell'estate del 1982, è protagonista della prima tournée di un cantante italiano negli stadi, Alè-oò, che totalizza un pubblico di oltre un milione di persone. D'ora in poi le sue tournée saranno veri e proprio eventi di massa. Tra le date più suggestive del tour vanno ricordate quella all'Arsenale di Venezia, riadibito per l'occasione ad uso civile dopo 1.000 anni, e quella di Roma, nel concerto di Piazza di Siena (120.000 spettatori), da cui viene tratto un resoconto video in due puntate trasmesso dalla RAI. A dicembre esce Alè-oò, doppio album live a documentare l'omonimo tour di successo: vende oltre un milione di copie.
Nel 1984 si esibisce da solo in un concerto all'arena di Verona davanti a 20.000 persone, sotto un violento temporale.
Nel 1985 esce La vita è adesso. L'album vende 1.200.000 copie rimanendo in classifica per 18 mesi, risultando di fatto il più venduto in assoluto dell'intera discografia del cantautore romano. A giugno parte il tour "Notti di Note" destinato a superare il record del tour precedente. Per un totale di oltre un milione di spettatori esso si conclude a Roma in un doppio concerto allo stadio Flaminio di cui la seconda data trasmessa in diretta tv dalla Rai. È il primo concerto trasmesso in diretta dalla tv italiana[4].
Nel 1986 parte il tour "Assolo", in cui il cantautore si esibisce da solo sul palco suonando tutti gli strumenti, collegati con la nuova tecnologia MIDI. L'anno successivo vede la luce il triplo live Assolo, sintesi discografica della sua innovativa tournée, per il quale si avvale della collaborazione di Pasquale Minieri, seguito nel 1987 dal libro Assolo, non solo.

I fischi di Torino: punto di svolta
Nel 1988 inizia le registrazioni del nuovo album, in sale di incisione in Italia e all'estero. L'8 settembre 1988 partecipa, come rappresentante italiano, al concerto di Amnesty International a Torino, concerto che vede come ospiti artisti di fama mondiale ritenuti impegnati socialmente come Youssou N'Dour, Tracy Chapman, Sting, Peter Gabriel e Bruce Springsteen; Baglioni viene giudicato inadatto all'evento da una parte del pubblico e viene contestato mentre esegue Strada facendo.
Questo episodio lascia il segno sul cantautore che inizia un periodo di forzato isolamento dalla scena pubblica (tornerà a suonare in uno stadio soltanto 3 anni dopo) che lo porterà ad una significativa evoluzione musicale ed umana. Quasi a completare il suo periodo più nero sopraggiungerà, nel 1989, la separazione con la Massari, già collaboratrice, compositrice e corista in alcuni suoi album.

Gli anni novanta [modifica]
L'evoluzione di "Oltre" [modifica]
Nell'ottobre del 1989 iniziano le prenotazioni per il suo nuovo disco, sebbene l'artista, non ancora soddisfatto del proprio lavoro, continui a rimandare l'uscita dell'album, prevista infine per ottobre 1990. La data di pubblicazione viene poi ulteriormente spostata, così come viene modificato il titolo dell'album (inizialmente doveva essere Un mondo più uomo sotto un cielo mago).
Intanto il cantautore, mentre rincasa a bordo della sua Porsche in una piovosa serata romana, rimane vittima di un incidente automobilistico, andando a schiantarsi contro il muro di Villa Fendi alla Camilluccia e riportando ferite alle mani, al viso, alle labbra e alla lingua. Pochi giorni dopo, il cantante, appena dimesso dalla clinica dove era stato ricoverato, appare in TV al Maurizio Costanzo Show, visibilmente dimagrito e provato dalla brutta esperienza. Il 16 novembre 1990, esce finalmente Oltre, album che ospita artisti di fama nazionale e internazionale come: Paco de Lucia, Pino Daniele, Mia Martini, Youssou N'Dour, Didier Lockwood e Oreste Lionello e che rappresenta uno spartiacque nella carriera dell'artista. Accolto inizialmente con freddezza da una parte della critica ma anche del pubblico, Oltre dà a Baglioni l'opportunità di dismettere i panni del cantore dei buoni sentimenti e di tentare, con successo, una svolta più intimista, poetica e di sperimentazione linguistica e musicale. A distanza di vent'anni l'album è da considerare tuttora una straordinaria pagina innovativa, sia a livello musicale che testuale, della musica cantautorale italiana.
Nel 1991 suona a sopresa in alcune discoteche. Poi dà inizio a un concerto itinerante su un camion nella periferia romana. In seguito,Baglioni esegue un doppio concerto allo Stadio Flaminio di Roma; la prima data è trasmessa in diretta tv conseguendo un record di ascolto.[5] Il concerto viene eletto "Miglior concerto dell'anno nel mondo" dalla rivista inglese Billboard grazie all'innovativa concezione del palco, posizionato al centro dello stadio e aperto in ogni direzione.
Nel gennaio del 1992 parte da Firenze il tour Oltre il concerto che dopo 51 date e 400.000 spettatori si conclude sempre a Firenze 4 mesi dopo. Oltre il concerto è molto di più di un semplice concerto: accompagnato da una mostra, incontri culturali e seminari, è caratterizzato dalle collaborazioni con giovani musicisti (palchi vengono messi a disposizione degli allievi delle scuole di musica popolare di tutta Italia). L'annuale sondaggio tra i lettori di "Sorrisi e Canzoni" decreta Oltre il concerto miglior tour dell'anno. A maggio dello stesso anno parte la continuazione estiva della tournée che prende il nome di "Assieme, sotto un cielo mago". A luglio esce "Assieme, (Oltre il concerto)" e il 28 settembre prende il via "Ancorassieme", l'ultima parte del tour, dopo il quale esce un album live dallo stesso titolo, che conclude trionfalmente un anno di concerti.
Nel settembre del 1993 partecipa al "Concerto contro la mafia", "Giù la maschera" a Palermo dopo l'uccisione dei giudici Falcone e Borsellino e delle loro scorte.
Nel 1994, è ospite del 34° Festival Internacional de la Cancion de Vina del Mar, in Cile. Compone e canta Acqua nell'acqua, sigla ufficiale della VII edizione dei Campionati mondiali di nuoto.
È del 1995 l'album Io sono qui che rappresenta probabilmente il vertice della maturità artistica di Claudio Baglioni. Completamento ed esito di Oltre e meno complesso e strutturato di quest'ultimo, Io sono qui, attraverso una musica dove ritmico e melodico si regolano a vicenda in modo uniforme, rappresenta un interessante esperimento musicale: il succedersi dei brani dell'album infatti, separati da intermezzi solo voce o piano, corrisponde idealmente allo scorrere di un immaginario film che l'autore racconta in musica.
Il singolo che dà il nome all'album viene presentato il 23 settembre con un inusuale concerto su un camion giallo ai 1.500 metri d'altitudine della piana di Castelluccio di Norcia, in Umbria.
Tale è il successo dell'album che un suo brano, Le vie dei colori, viene rappresentato sotto forma di fumetto, in cui Baglioni assume le sembianze di Dylan Dog.
In questo stesso anno fonda ClaB[6], l' Associazione Artistico Culturale che nel giro di poco tempo raggiunge un altissimo numero di iscritti (17.000) e con la quale nasceranno iniziative particolari e assolutamente inedite, come raduni, videocassette e cd esclusivamente per gli associati. Il 28 dicembre 1995 viene convocato, al Palazzetto dello Sport di Roma, il primo raduno del fan club.
È di questo periodo il curioso caso di un cantante, Anonimo Italiano (al secolo Roberto Scozzi) che si esibisce mascherato e canta con un timbro vocale straordinariamente simile a quello di Baglioni, mietendo anche un buon successo nell'album d'esordio; il cantautore romano però non gradisce, e lo diffida legalmente.
Il 27 ottobre 1996 viene invitato in qualità di ambasciatore della FAO al World Food Day Concert che, riunisce artisti di calibro internazionale, in un evento musicale tenutosi a Roma davanti al Colosseo; la sigla Koinè è la sua composizione per l'avvenimento.
Al Concerto di Natale del 1996 nella sala Nervi del Vaticano, canta Avrai davanti a Giovanni Paolo II, accompagnato dall'Orchestra Filarmonica di Torino.

«La civiltà dell'immagine» [modifica]
Spesso ospite negli ultimi mesi del 1996 della trasmissione televisiva Quelli che il calcio condotta da Fabio Fazio e per la quale compone anche l'inno goliardico della squadra di calcio Atletico Van Goof, si riaccosta più assiduamente alla televisione che per anni aveva poco frequentato.
È dell'anno successivo infatti la sua partecipazione come conduttore assieme a Fazio alla trasmissione televisiva di successo di Rai Due, Anima mia, in cui vengono scherzosamente rivisitati gli anni settanta. Sulla scia del grande successo della trasmissione, pubblica l'album Anime in gioco, in cui esegue sigle televisive degli anni settanta come UFO Robot, Sandokan, Heidi, ma anche successi come Il nostro concerto e, appunto, Anima mia (canzone dei Cugini di Campagna).
Nel 1998 la FIGC, in occasione del suo centesimo anniversario, gli commissiona un inno, Da me a te, presentato a Parma in occasione dell'amichevole Italia-Paraguay. Compie un tour negli stadi di Roma, Milano, Palermo e Napoli, totalizzando 360 000 spettatori circa; il concerto viene anche trasmesso dalla RAI in diretta sia per l'esibizione all'Olimpico di Roma, per la prima volta concesso interamente alla musica leggera, sia per quella al Meazza di Milano.
Nel settembre dello stesso anno si rende protagonista di un fatto curioso: nei giorni immediatamente precedenti un suo concerto al San Paolo di Napoli, travestito da artista di strada suona per quasi un'ora nella Galleria Umberto I e nella vicina via Toledo, senza essere riconosciuto dai passanti. Negli stessi giorni una sua visita a sorpresa in una libreria del centro cittadino aveva invece provocato un vero e proprio assalto di fans. Intervistato dalla redazione campana del TGR, commentando i due episodi Claudio Baglioni afferma: «è stata la riprova del fatto che viviamo, oramai, nella civiltà dell'immagine».
Due anni dopo il successo di Anima mia, è ancora in tv a fianco di Fabio Fazio. Il 12 novembre 1999, in uno studio a forma di astronave inizia il programma L'ultimo valzer, ma la trasmissione non bisserà il grande successo della precedente.



Claudio Baglioni "live" (Tour Cercando, 2004)
La trilogia dei colori
In contemporanea con il programma esce il nuovo album Viaggiatore sulla coda del tempo. Il primo singolo tratto dall'album, Cuore di aliante, verrà associato alla compagnia di telefonia mobile Omnitel, permettendo così agli utenti di ascoltare in anteprima il brano. In questo album l'artista è alla ricerca di una nuova dimensione musicale, di cui non è ancora convinto al cento per cento; questo suo disagio è evidenziato e trasmesso nel brano autobiografico A Clà.
Il nuovo disco viene presentato negli hangar di quattro aeroporti italiani (Firenze, Milano, Napoli e Catania) che il cantante raggiunge tutti nello stesso giorno (30 ottobre 1999) a bordo di un ATR 42.
Termina con questo album la cosiddetta trilogia dei colori, iniziata dieci anni prima con Oltre e proseguita con Io sono qui, testimonianza della profonda evoluzione artistica e anche umana del cantautore, rispetto ai suoi canoni passati.
Grande successo di pubblico hanno avuto sempre le sue ultime tournée, veri e propri eventi di massa, in cui il cantante ha unito innovazione tecnico-scenica e tradizione (Tour Giallo nel 1995, Tour Giallo Elettrico e Tour Rosso nel 1996, Da me a te nel 1998, Tour Blu il viaggio nel 1999 , Sogno di una notte di note nel 2000 , Incanto tra pianoforte e voce nel 2001, Tutto in un abbraccio nel 2003, Crescendo nel 2003 e 2004, Cercando nel 2004 e 2005, Tutti qui nel 2006 e 2007).

L'artista nel terzo millennio [modifica]
Il 31 dicembre 1999, l'artista è nuovamente in Piazza San Pietro a Roma per partecipare alla Notte del millennio con cui saluta il 2000 alle porte.
Nel 2001 si aggiudica il premio "Internet Winner" per il maggior numero di contatti al suo sito web nell'ultimo anno (oltre 17 milioni), anche grazie al lancio di un'operazione che non ha precedenti in Italia: la vendita on-line di brani in formato MP3 registrati dal suo tour teatrale Incanto.
Con questo tour Baglioni porta la musica leggera nei sancta sanctorum della lirica, proponendo concerti per soli pianoforte e voce, con intermezzi parlati in cui il cantante racconta aneddoti della sua vita personale ed artistica compiendo un viaggio a ritroso nella memoria, ispirato anche dalla morte del padre Riccardo, avvenuta pochi mesi prima. In uno di questi concerti (8 dicembre) suona al Teatro San Carlo di Napoli che, per la prima volta nella sua storia apre le porte alla musica popolare.
La notte dell'Epifania del 2002, tra le rovine del Teatro Petruzzelli di Bari, esegue Per Incanto, con un testo ispirato alle composizioni del poeta indiano Rabindranath Tagore ed una melodia tratta dalla Cantata 147 di Johann Sebastian Bach.
Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi lo nomina Commendatore della Repubblica nel 2003, anno di uscita di un altro disco in studio, Sono io, l'uomo della storia accanto e del riconoscimento per l'alto valore letterario dei suoi testi con il Premio Lunezia.

La laurea in architettura
La mattina del 24 giugno 2004 l'artista viene proclamato dottore presso la facoltà di architettura "Valle Giulia" dell'Università La Sapienza di Roma con votazione di 108/110, discutendo una tesi sul restauro architettonico e la riqualificazione urbana del gasometro di Roma; per questo motivo riceve un plauso dal vicesindaco della città, Maria Pia Garavaglia, per «l'atto di profondo affetto» così dimostrato verso la città.

Le grandi raccolte


Baglioni a Lampedusa durante O' Scià.Il 2005 è un anno molto ricco di pubblicazioni, musicali e non: a gennaio viene edito il doppio album live Crescendo e cercando e un cofanetto omonimo con triplo DVD, risultato degli ultimi tour realizzati in giro per l'Italia tra il 2003 e il 2004; quindi, il 25 aprile in Spagna (dove il cantautore romano è molto seguito) e il 3 maggio in Italia, esce Todo Baglioni grandes éxitos en Español, raccolta di 14 successi in lingua spagnola, più la traccia Sabato pomeriggio in versione originale; ancora, edito da Bompiani, esce il libro Senza musica, una raccolta di scritti dal 1974, in cui il cantante racconta sé stesso ripercorrendo la sua carriera ultratrentennale.
Nel luglio 2005 è tra gli artisti invitati al grande evento del Live 8, e si esibisce al Circo Massimo di Roma.
Pochi mesi dopo esce Tutti qui - Collezione dal 1967 al 2005 che a meno di due mesi dalla pubblicazione è già triplo disco di platino e, che oltre all'inedito Tutti qui, comprende tutti i più grandi successi del cantautore e tre brani mai pubblicati prima, cioè Annabel Lee, La suggestione e Ci fosse lei, scritti da un giovanissimo Baglioni degli esordi.
Infine per Einaudi viene pubblicato Parole e canzoni (curato da Vincenzo Mollica), libro che traccia un profilo dell'artista grazie anche ai contributi di Roberto Cotroneo, Ennio Morricone, Giuseppe Tornatore e Walter Veltroni e presenta per la prima volta tutti i testi delle sue canzoni in un corpus completo.
Prende parte attiva alle manifestazioni dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006: l'8 dicembre porta, in veste di tedoforo, la torcia olimpica da Piazza Navona a Campo de' Fiori. Compone Và , inno ufficiale della manifestazione. Il brano (Go nella versione inglese), è presentato la sera del 20 dicembre 2005 al Palasport Olimpico in un concerto-evento gratuito, organizzato dal TOROC e dalla città di Torino. In tale occasione, il cantautore dirige un'orchestra sinfonica di 52 elementi, un coro lirico ed uno di bambini eseguendo alcuni dei suoi più grandi successi dinanzi a un pubblico di 50 mila spettatori. Va' è eseguito anche nel corso della cerimonia d'apertura dei Giochi olimpici Invernali, allo Stadio Olimpico di Torino (10 febbraio 2006). Anche in questa occasione il cantautore sale sul podio per dirigere l’orchestra che esegue l'inno.
Il 31 marzo esce la seconda compilation Gli altri tutti qui, album contenente anche l'inno olimpico e tre brani inediti: Se la ragazza che avevi, registrata da Baglioni nel 1967; Amore amore un corno, scritta per Mia Martini nel 1971; Una storia normale, primissima versione del brano inciso da Gigi Proietti nel 1975 con il titolo Me so’ magnato er fegato.
Nel mese di settembre 2006 riunisce in un evento musicale organizzato dalla Regione Lazio sull'isola di Ventotene tre musicisti di primo piano come Danilo Rea, Nicola Piovani e Luis Bacalov, e tiene un concerto nell'aula plenaria del Parlamento Europeo a Bruxelles, invitato per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sui problemi dell'immigrazione.
Il 20 ottobre esce l'album Quelli degli altri tutti qui, in cui Baglioni ripropone grandi successi degli anni sessanta, riarrangiati per orchestra.
Inoltre, nell'autunno 2006, scrive la prefazione di Che faccio, mi rifaccio? (edito da Sperling & Kupfer), libro scritto dal chirurgo estetico Marco Gasparotti.
Il 30 aprile 2007 si conclude a Caserta, 'Tutti qui', il suo ultimo tour nei palasport delle principali città italiane; durante il tour, partito il 30 ottobre da Rieti, (il più lungo per numero di date per il cantautore, 83 tappe per 760.000 spettatori), Baglioni ripercorre musicalmente i suoi quarant'anni di carriera.
Il 21 giugno presenta, durante un mini-concerto tenuto in un bar dell'isola di Lampedusa, il suo ultimo brano inedito inserito nell'omonima raccolta dal vivo Buon viaggio della vita.
Il 1º settembre è uno degli artisti invitati all'Incontro nazionale dei giovani 2007 tenutosi a Loreto e il mese successivo si reca negli Stati Uniti ed in Canada per una mini-tournée di 8 tappe. Sempre nel 2007 il Corriere della Sera pubblica la raccolta completa di 12 CD del cantautore ripercorrendo con un cofanetto "a puntate" la sua storia in musica.
Nel 2008 partecipa all'album di Elio e le Storie Tese, Studentessi, in cui esegue tre tracce, di cui una nascosta e incide un pezzo in lingua maltese (L’Aħħar Bidwi F’Wied il-Għasel), già eseguito dal vivo durante l'ultima edizione di O' Scià tenutasi anche sull'isola mediterranea.

QPGA, il ritorno
Per approfondire, vedi la voce Questo piccolo grande amore (film).
Con il tour QPGA (novembre-dicembre 2008), Baglioni avvia un nuovo progetto iniziato con la riproposizione dal vivo, con nuovi arrangiamenti, del disco che, nel 1972 lo aveva consacrato al successo, Questo piccolo grande amore e dal cui acronimo prende il nome una serie di concerti nei teatri di Milano, Roma e Napoli. Il progetto prevede inoltre l'uscita di un CD (contenente, tra l'altro, inediti e brani originariamente destinati al disco originario del 1972 e poi scartati) e di un film, uscito nelle sale l'11 febbraio 2009, per la regia di Riccardo Donna, cui Baglioni ha contribuito con la colonna sonora. Subito dopo l'uscita del film viene dato alle stampe il libro QPGA, primo romanzo scritto dal cantautore.
Il 12 giugno 2009 dà il via da Roma alla sua nuova tournée dal vivo, intitolata Gran Concerto, presentando il singolo In viaggio riproposto in una nuova versione. Il 18 luglio presenta il brano Un solo mondo, inno ufficiale della tredicesima edizione dei Campionati mondiali di nuoto 2009 di Roma; con questo nuovo inno Baglioni ripete l'esperienza del 1994 quando aveva presentato Acqua nell'acqua sempre ai mondiali di nuoto di Roma.
Il 14 novembre esce il brano Niente più, brano inedito che precede di due settimane il nuovo disco, a chiudere il ciclo-QPGA assieme al nuovo tour dal vivo intitolato ConcertOpera. Il doppio album, uscito il 27 novembre ed intitolato Q.P.G.A. contiene 52 brani (tra vecchi pezzi riarrangiati e inediti) e vede la partecipazione di 70 artisti.
Nel 2010, Baglioni si rimette in gioco con un nuovo tour, il cui titolo è tratto proprio dall'inno di Roma 2009, Un solo mondo, con l'aggiunta "One World 2010". Il tour si propone di toccare luoghi dei cinque contintenti. Da menzionare che, tra i luoghi scelti da Baglioni per il tour, ci sono l'Olympia di Parigi e la Royal Albert Hall di Londra (qui, prima di lui i cantanti italiani esibitisi sono stati solo due, Umberto Tozzi e Zucchero). In contemporanea con lo svolgimento del tour, esce il DVD Q.P.G.A. Filmopera, in cui, tra l'altro, viene proposto in versione video l'intero album Q.P.G.A.

Baglioni e il cinema
Claudio Baglioni ha preso parte anche a due film, entrambi datati 1972. Nel primo, Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli, partecipa attivamente alla colonna sonora interpretando tre brani (Fratello sole, sorella luna, Canzone di San Damiano e Preghiera semplice). Nel secondo, Ipotesi sulla scomparsa di un fisico atomico di Leandro Castellani, recita come comparsa interpretando la parte di un giovane pacifista ed esegue la canzone In viaggio nei titoli di coda.
In un'intervista rilasciata dallo stesso Baglioni, il cantautore ha anche spiegato che sempre negli anni settanta fu messo in progetto un film che avrebbe dovuto avere come protagonisti, nella parte di due ragazzi di strada, lui e Lucio Battisti ma la cosa non andò mai in porto.
L'11 febbraio 2009 è uscito il film Questo piccolo grande amore, per la regia di Riccardo Donna, a cui Baglioni ha contribuito firmando il soggetto, la sceneggiatura e la colonna sonora; l'incasso del film è stato di 3.677.867 euro[7].
In un'intervista rilasciata dallo stesso Baglioni relativamente al DVD Q.P.G.A. Filmopera, il cantautore ha dichiarato: "tutto questo lavoro sembra un murale dove è stata affrescata un po' di storia della musica popolare, non tanto per quello che mi riguarda ma perché alla fine ci sono sessantanove artisti insieme a me."[8]
Baglioni e i concerti "strada facendo..."


2007: Baglioni suona da un balcone di Centocelle
Alla fine del 1975, Baglioni si rende protagonista, assieme a Francesco De Gregori, di un concertino improvvisato nella piazza romana del Pantheon. Dopo un lauto pranzo, e forse complice anche il vino, i due cantautori si mettono a suonare pezzi di repertorio vario (dai Beatles a Bob Dylan, a Simon e Garfunkel), con le custodie delle chitarre aperte nella piazza, gremita di turisti. Vistisi quasi del tutto ignorati dai passanti, provano ad eseguire pezzi del proprio repertorio, ma il risultato non cambia. Commentando l'episodio, e sottolineando la delusione provata, Baglioni dichiarerà più tardi: «A me ci vollero un paio di giorni per riprendermi, a Francesco, che è più vanitoso, almeno un paio di settimane».
Il 16 marzo 1991, alcuni mesi dopo l'uscita dell'album Oltre, e dopo aver imbastito concerti a sorpresa con dei veri e propri blitz in alcuni locali storici in varie zone d'Italia, Baglioni sale su un camion giallo, assieme alla sua band, e percorre la periferia romana (in particolare la zona di Centocelle, da cui giovanissimo era partita la sua avventura) per improvvisare un concerto on the road.
Il 1º giugno 1998, pochi giorni prima del debutto del tour negli stadi Da me a te, sale, a Roma, sull'autobus 51 e improvvisa un live con la chitarra per poche decine di stupefatti viaggiatori; il 6 luglio replica a Milano sul tram 24 e, in settembre a Napoli su un autobus di Chiaia.
Il 23 aprile 2007, alla vigilia della chiusura del suo tour "Tutti qui", tiene un concerto nei luoghi della sua gioventù. Il concerto, improvvisato, è tenuto nel quartiere romano di Centocelle dal balcone del primo piano della casa dell'amica di famiglia; nello stesso stabile Baglioni, da ragazzo, abitava nel piccolo attico.
L'attività di solidarietà [modifica]
Il 10 ottobre del 1975 fonda[9], assieme a Mogol, Paolo Mengoli e Gianni Morandi, la Nazionale italiana cantanti, squadra di calcio da sempre impegnata in attività di solidarietà, con la quale ha registrato 8 presenze (dato aggiornato alla Partita del cuore del 12 maggio 2008 disputatasi allo Stadio Olimpico di Roma).
Per approfondire, vedi la voce Nazionale italiana cantanti.
Il 21 aprile 2009 partecipa alla registrazione del singolo Domani 21/04.09 voluto da Jovanotti e dai Negramaro per sostenere la ricostruzione dell'Aquila a seguito del terremoto. Con altri artisti, il 20 giugno è sul palco dello stadio Olimpico di Roma nel concerto di beneficenza Corale per il popolo d'Abruzzo, mentre il 3 luglio suona a L'Aquila, nella piazza Duomo per la prima volta riaperta al pubblico dopo il sisma.
Il cantautore inoltre è l'ideatore della rassegna musicale O' Scià, che nell'isola di Lampedusa, sulla spiaggia della Guitgia, dovrebbe giungere nel 2010 alla ottava edizione.
Per approfondire, vedi la voce O' Scià.

Discografia
Album
In Italia
1970 - Claudio Baglioni
1971 - Un cantastorie dei giorni nostri
1972 - Questo piccolo grande amore
1973 - Gira che ti rigira amore bello
1974 - E tu...
1975 - Sabato pomeriggio
1977 - Solo
1978 - E tu come stai?
1981 - Strada facendo
1982 - Alè-oò
1985 - La vita è adesso
1986 - Assolo
1990 - Oltre
1992 - Assieme
1992 - Ancorassieme
1995 - Io sono qui
1996 - Attori e spettatori
1997 - Anime in gioco
1998 - Da me a te
1998 - A-Live
1999 - Viaggiatore sulla coda del tempo
2000 - Acustico
2001 - InCanto tra pianoforte e voce
2003 - Sono io, l'uomo della storia accanto
2004 - Crescendo e cercando
2005 - Tutti qui - Collezione dal 1967 al 2005
2006 - Gli altri tutti qui - Seconda collezione dal 1967 al 2006
2006 - Quelli degli altri tutti qui
2007 - Buon viaggio della vita
2009 - Q.P.G.A
In Spagna
1975 - Sábado por la tarde
1977 - Éxitos de Claudio Baglioni
1977 - Un pequeño gran amor
1977 - Solo
1979 - Un poco más
1991 - Oltre
2005 - Todo Baglioni grandes éxitos en Español
2006 - Siempre aquí
In Sudamerica
1977 - Un pequeño gran amor
1977 - Solo
1979 - ¿Y tú cómo estás?
1979 - Con todo el amor que yo puedo
1984 - Claudio Baglioni en castellano
In Francia [modifica]
1980 - "Comment tu vas?"
45 giri, promo, juke-box, mini CD
▼ espandi
Elenco 45 giri, promo, versioni Juke-Box e Mini-CD


45 giri
1969: Interludio/Se la ragazza che avevi/Annabel Lee - lacca inedita a due facciate stampata dalla Fontana S.a.s., 1966
Aprile 1970: Una favola blu/Signora Lia - RCA Italiana PM 3518
Settembre 1970: Notte di Natale/Isolina - RCA Italiana PM 3539
Maggio 1971: Io, una ragazza e la gente/...E ci sei tu - RCA Italiana PM 3587
Aprile 1972: Fratello sole sorella luna/Preghiera semplice/Canzone di San Damiano - RCA Italiana PM 3648
Settembre 1972: Questo piccolo grande amore/Caro padrone - RCA Italia PM 3672
Novembre 1972: Questo piccolo grande amore/Porta Portese - RCA Italiana PM 3672
Maggio 1973: Amore bello/W l'Inghilterra - RCA Italiana PM 3710
Giugno 1974: E tu.../Chissà se mi pensi RCA Italia TPBO 1041
Giugno 1975: Sabato pomeriggio/Poster - RCA Italia TPBO 1146
Gennaio 1977: Solo/Quante volte - RCA Italia PB 6000
Novembre 1978: E tu come stai?/Con te - CBS 6839
Giugno 1982: Avrai/5. (Una casa nuova)/Avrai (versione strumentale) - CBS A 2546
Giugno 1991: Dagli il via (radio edit)/Mille giorni di te e di me/Noi no - Mix Columbia COL 656829,
Giugno 1991: Vivi/Dov'è dov'è/Navigando - Mix Columbia COL 657444
Promo
(tutti i 45 giri della discografia ufficiale col medesimo numero di catalogo)
Una favola blu / Al bar si muore (Gianni Morandi) - RCA Italia IB 505; 6/1970
Disco Refrain 42 con Una favola blu (Promo RCA-ZKAQ 25230 EM 42 Italia 1970)
Disco Refrain con "Qualcuno" (brano mai pubblicato) Promo RCA EM 49 Italia 1972
Disco Refrain 52 con "L'amore è un poco matto" (pubblicata solo da Rita Pavone) Promo RCA-EM 52 CKAS 27223 Italia 1973
Strada facendo / Via - maxi singolo CBS 12 PRM 027; 6/1981
Fotografie / Notti - CBS PRM 034; 12/1981
Avrai / 5. (Una casa nuova) / Avrai (versione strumentale) - maxi singolo CBS 12 PRM 042; 6/1982
La vita è adesso / (lato B vuoto) - CBS 45 RPM Italia 1985
Vivi / Dov'è dov'è Sony Music 6574447 Italia 1990
Vivi / (lato B vuoto) CBS Sony ARIC 0064 Italia 1991
Mille giorni di te e di me / Vivi / Le donne sono (Reggae version) / Le donne sono ( Zumba bonus) / Le donne sono (Paradise remix) - Mix Columbia 12 PRM 1531N, 6/1991 (distribuito agli iscritti all'A.I.D., Associazione Italiana DiscJockey, le versioni remix sono curate dagli FPI Project
Edizioni juke-box
Una favola blu / Signora lia - RCA Italia JBPM 3518; 4/1970
Notte di Natale / Isolina - RCA Italia JBPM 3539; 9/1970
Io, una ragazza e la gente/ E ci sei tu RCA-PM 3600 Italia 1971
Io, una ragazza e la gente / La casa in riva al mare (Lucio Dalla) RCA-AKAS 25884 Italia 1971
Amore bello / L'orso bruno (Antonello Venditti) RCA-PM 3718 Italia 1973
E tu... / Il tuo safari (Renato Zero) 1974
Sabato pomeriggio / Amore scusami (Rita Pavone) 1975
Solo / Una storia disonesta (Stefano Rosso) RCA 6019 Italia, 1977
E tu come stai / Per tornare insieme a te (Francesco Sale) CBS 1979
Un po' di più / E salutala per me (Raffaella Carrà) CBS JC 147 Italia 1979
Avrai / 5. (Una casa nuova) / Avrai (versione strumentale) - CBS JC 15068; 6/1982
La vita è adesso / Tight connection to my heart (Bob Dylan) - CBS JC 15151 Italia 1985
Dagli il via / Noi no SONY MUSIC JC 15289 Italia 1990
Mille giorni di te e di me / Vivi CBS 15293 Italia 1990
Acqua dalla luna / Black and white (Michael Jackson) Columbia JC 15305 Italia 1990
Io sono qui / Dreamlover (Mariah Carey)
Cuore di aliante / La crisi (Bluvertigo)
Arrivederci o addio / Doo wap (Lauryn Hill)
Duetti [modifica]
Con Lando Fiorini "Ninna nanna della guerra" (in CD di duetti, in uscita il 21 aprile 2010)
Con Ron: Non abbiam bisogno di parole (in Ma quando dici amore di Ron, 2005, e live in "O'Scià 2004")
Con Gianni Morandi:Un mondo d'amore (in Grazie a tutti di Gianni Morandi, 2007)
Con Neri per Caso: Via (in Angoli diversi dei Neri per Caso, 2008)
Con Renato Zero e Laura Pausini: I migliori anni della nostra vita (live al Live 8) (mai pubblicato)
Con Gigi D'Alessio: Insieme a lei e Mille giorni di te e di me (live al concerto in Piazza del Plebiscito, 2005)
Per i duetti degli album Oltre e Anime in gioco, si rimanda alle relative schede.
Durante la manifestazione Human Right Now del 1988 ha cantato con i seguenti artisti:

Con Youssou N'dour: Chimes of Freedom di Bob Dylan
Con Peter Gabriel: Ninna Nanna, Nanna Ninna
Get up Stand Up" di Bob Marley è stata cantata all'inizio della serata insieme a tutti i partecipanti.
Altri duetti sono stati cantati nella trasmissione Anima mia senza essere poi pubblicati:

Con Eugenio Finardi, Alice e Teresa De Sio: S.O.S. degli ABBA
Con Demis Roussos: Rain and Tears degli Aphrodite's Child
Con i Litfiba: Sandokan (poi incisa senza)
Con Jovanotti: Na no na no di Bruno D'Andrea (poi incisa senza) e Poster
Dalla trasmissione L'ultimo valzer non sono stati pubblicati dischi. Ecco un elenco di artisti con cui si è esibito e le relative canzoni (alcune sue, altre dei colleghi ospiti):

Con Max Pezzali: Come mai
Con Samuele Bersani: I vecchi
Con Carmen Consoli: Io me ne andrei
Con Alex Baroni: Quante volte
Con Paola & Chiara: Amore bello
Con Irene Grandi: Strada facendo
Con Gino Paoli: Una lunga storia d'amore
Con i Pooh: Get Back dei Beatles e Chi fermerà la musica
Con Al Stewart: Year of the Cat
Con Ornella Vanoni: Domani è un altro giorno
Con Loredana Berté: Il mare d'inverno
Con Sting: Every breath you take
Con Art Garfunkel: The Sound Of Silence
Con Francesco Paolantoni: Io che amo solo te di Sergio Endrigo
Cover [modifica]
Dei brani di Claudio Baglioni sono state realizzate numerosissime cover da artisti italiani e stranieri:

Numerose canzoni sono state cantante da Rita Pavone agli inizi degli anni 70: oltre alla già citata Buonjour la France (nata come La suggestione), si segnala Se casomai (dove Claudio partecipa nel dialogo iniziale), e alcune versioni in francese tra cui Je m'en irai (Io me ne andrei) e Un amour sans importance (Questo piccolo grande amore).
Nel 1971 Mia Martini pubblica l'album Oltre la collina dove interpreta alcune canzoni che vedono Baglioni come autore, e tra queste Lacrime di marzo e Gesù è mio fratello, entrambe del repertorio di Baglioni (la seconda da lui incisa come Gesù caro fratello e un testo parzialmente differente): le due canzoni fanno parte anche di un 45 giri della discografia della Martini.
Nel 1974 Gianni Nazzaro incide A modo mio, naturalmente prima che la incida lo stesso Baglioni, essendo la canzone tra le partecipanti al Festival di Sanremo di quell'anno, probabilmente contro il parere stesso di Claudio e quindi solo con il beneplacito del co-autore Coggio.
Nel 1975 il chitarrista rock Mick Ronson reinterpreta il brano Io me ne andrei, realizzandone una cover dal titolo Empty bed (Io me ne andrei) (Baglioni/Coggio/Ronson) inclusa nel suo album Play Don't Worry.
Nel 1976 Gilda Giuliani incide Io me ne andrei, dove nel ritornello Claudio canta la seconda voce. La canzone è inclusa nell'album Donna della Giuliani, pubblicato dalla RCA Italiana.
Nel 1978 la cantante croata Tereza Kesovija interpreta Je suis née ce jour là [sic!], cover in francese di Sabato pomeriggio.
Nel 1979 i New Trolls reinterpretano Poster, con le voci soliste di Nico De Palo e Giorgio Usai che si alternano nell'inciso e il ritornello cantato all'unisono.
Nel 1983 il cantante pop croato Tomislav Ivčić (1953-1993) pubblica un album intitolato Talijanska Ploča[10] ("asse italiana", in croato), contenente diverse cover di brani italiani tra cui Questo piccolo grande amore (Coggio, Baglioni), tutte cantate in lingua italiana. L'album è uscito nella allora Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, su etichetta "Jugoton", ora "Croatia Records".
Nel 1984 il gruppo vocale olandese Wall Street Crash incide una versione inglese di Questo piccolo grande amore intitolandola Only a step away e includendola nel loro album European affair.
Nel 1985 il brano Amore bello è stato reinterpretato dalla cantante Fiorella Mannoia con la quale ha partecipato alla gara canora televisiva Premiatissima '84, della quale risulterà vincitrice.
Nel 1985 Mina include nel suo album Catene una sua versione di Poster.
Nel 1986 Mina include nell'album Si, buana le canzoni Questo piccolo grande amore e E tu come stai?.
Nel 1991 il cantante nederlandese Marco Borsato incide Questo piccolo grande amore in italiano.
Nel 1992 il cantante-imitatore Fiorello ha realizzato una cover del brano Questo piccolo grande amore, interpretata imitando la voce dello stesso Claudio Baglioni e inclusa nel suo album Veramente falso.
Nel 1992 il gruppo Ufo Piemontesi ha interpretato una cover in stile hard rock del brano Sabato pomeriggio, inclusa nell'album Buonanotte ai suonatori, pubblicato da CGD.
Nel 1993 la cantante italiana Anna Oxa pubblica la sua cover di Mille giorni di te e di me, inclusa nell'album Canta Autori.
Nel 1994 la cantante Valeria Visconti partecipa alle selezioni di Sanremo Giovani riproponendo Avrai e la cantante italiana Nada pubblica una cover di Chissà se mi pensi.
Nel 1995 sempre Fiorello ha realizzato una cover del brano E tu..., della quale è stata realizzata una versione eurodance remixata dal DJ Gabriele Cerlini inclusa anche nel singolo Ridi.
Nel 1997 il cantante nederlandese Wolter Kroes pubblica il singolo Bolero, cover dell'omonimo brano di Baglioni, contenente anche la canzone Ga maar (Ik moet je niet meer), cover in lingua olandese di Strada facendo.
Nel 1997 la cantante ed attrice statunitense Thelma Houston interpreta The way you are, cover in inglese di E tu come stai?.
Nel 1998 la cantante latin pop messicana Yuridia Valenzuela Canseco (in arte "Yuri") ha incluso nel suo album "Huellas" il brano ¿Y tú como estás?, cover in spagnolo di E tu come stai?. Nello stesso anno, il brano è stato reinterpretato anche dalla cantante Dominicana Milly Quezada in versione Merengue.
Nel 2003 la cantante spagnola Ana Belén include nel suo album "Viva l'Italia" i brani Haciendo Camino e Sábado por la tarde, cover in spagnolo rispettivamente di Strada facendo e Sabato pomeriggio.
Nel 2004 la cantante spagnola Soledad Giménez, allora cantante del gruppo valenciano Presuntos Implicados, reinterpreta sempre in lingua spagnola Sábado por la tarde.
Nel 2004 Massimo Scalici y su Orquesta Siculo Sabrosa hanno realizzato una cover in versione salsa del brano Avrai, pubblicato però solo come demo destinato alle radio e ai DJ.
Nel 2004 il cantante pop tedesco Nino De Angelo interpreta Questo piccolo grande amore.
Nel 2006 Laura Pausini ha reinterpretato il brano Strada facendo, includendolo nel suo album Io canto, reinterpretandone anche la cover in spagnolo intitolata Por el camino (a suo tempo realizzata da Claudio) inclusa nell'album Yo canto.
Nel 2006 Alberto Fortis ha inciso una sua versione di Con tutto l'amore che posso; il brano è contenuto nell'album In viaggio - Magic Al Collection.
Nel 2008 i Neri per Caso, hanno reinterpretato, insieme allo stesso Claudio Baglioni, Via; il brano è inserito nell'album Angoli Diversi.
Nel 2008, Marco Carta, vincitore della settima edizione del programma "Amici" condotto da Maria De Filippi, ha reinterpretato il brano E tu, includendolo nel suo album d'esordio Ti rincontrerò.
Nel 2008, Roberta Bonanno, finalista della settima edizione del programma "Amici" condotto da Maria De Filippi, ha reinterpretato il brano Avrai, includendolo nel suo album d'esordio Non ho più paura.
Nel 2008, Mango ha inserito la cover del brano Amore bello nel suo disco Acchiappanuvole, cantando in coppia con Baglioni stesso.
Nel 2009, Nancy Cuomo ha inciso il brano Sisto V nel suo album Aria di Roma.
Film [modifica]
Fratello sole, sorella luna - 1972, di Franco Zeffirelli (canta tre canzoni della colonna sonora)
Ipotesi sulla scomparsa di un fisico atomico - 1972, di Leandro Castellani (cameo)
Questo piccolo grande amore - 2009, di Riccardo Donna (colonna sonora e sceneggiatura)
Tournée
Solo Tour - 1977
E tu come stai? Tour - 1979
Strada facendo Tour - 1981
Alè-oò - 1982
La vita è adesso Tour - 1985
Assolo - 1986
Oltre una bellissima notte - 1991
Oltre il concerto - 1992
Assieme sotto un cielo mago - 1992
Ancorassieme - 1992
Tour giallo - 1995
Tour rosso - 1996
Tour giallo elettrico - 1996
Da me a te - 1998
Tour blu - 1999
Sogno di una notte di note - 2000
Incanto tra pianoforte e voce - 2001
Tutto in un abbraccio - 2003
Crescendo - 2003
Cercando - 2004
Tutti qui - 2006
Q.P.G.A – A prima vista - 2008
Gran concerto - 2009
ConcertOpera - 2009/2010
Un solo mondo - One world tour - 2010 (in corso)
Raduni "ClaB"
28 dicembre 1995 - Palazzetto dello Sport - Roma
6 luglio 1996 - La Casella - Ficulle (TR)
7 giugno 1997 - Nuovo stadio del Tennis - Roma
5 giugno 1998 - Stadio Olimpico - Roma
12 giugno 1999 - Cinecittà - Roma
10 giugno 2000 - Palaeur - Roma
6 ottobre 2001 - Stadio della Pallacorda, Foro Italico - Roma
8 dicembre 2002 - Gran Teatro - Roma
20 dicembre 2003 - Palaghiaccio - Marino (RM)
12 settembre 2004 - Prato Giardino - Viterbo
17 dicembre 2005 - Palazzetto dello Sport - Firenze
29 ottobre 2006 - Palazzetto dello Sport - Rieti
30 marzo 2008 - Fiera di Roma - Roma
17 gennaio 2010 - Pala Terme - Fiuggi (RM)
Note
^ http://digilander.libero.it/ancorassieme/rassegna/articoli3.htm Gazzetta di Modena di venerdì 19 ottobre 2001
^ Intervista ad Antonio Coggio, riportata in Andrea Pedrinelli, Quel gancio in mezzo al cielo. Claudio Baglioni, canzoni fra l'uomo e Dio, (edizioni Ancora, 2007, pag. 12
^ Intervista ad Antonio Coggio, riportata in Andrea Pedrinelli, Quel gancio in mezzo al cielo. Claudio Baglioni, canzoni fra l'uomo e Dio, (edizioni Ancora, 2007, pag. 13
^ Fino alla fondazione di Clab i fans di Baglioni erano radunati intorno alla fanzine Note di Claudio, pubblicata per quasi dieci anni a partire dal 1986; vedi rivista Blu, n° 41, 1990, pag. 39
^ Ciak n° 8, agosto 2009, pag. 96
^ QPGA. «INTERVISTA CON MARCO BALDINI SU RADIO KISS KISS». Radio Kiss Kiss, 18-05-2010.
^ http://www.nazionalecantanti.it/scheda_partita.asp?ID=337&ID_articolo=174 prima partita della NIC
^ (EN) Tomislav Ivčić Discography in Discogs. URL consultato il 13-11-2009.
Bibliografia
Libri
Claudio Baglioni "Tutti i testi" con un'intervista di Michelangelo Romano, Libro giornale Lato Side, Anteditore- Verona 1977
Claudio Baglioni con Michelangelo Romano (a cura di), Il romanzo di un cantante, Lato Side, 1978
Enzo Gentile, Guida critica ai cantautori italiani, Gammalibri, Milano, 1979
Franco Sabatino, Claudio Baglioni - Il cantante dell'amore, Forte, Milano, 1983
Nicola Sisto, Claudio Baglioni, Gremese Editore, Roma, 1986, ISBN 88-7605-188-0
Guido Harari, Notte di note. Claudio Baglioni, Rusconi, Milano, 1986
Claudio Baglioni, Assolo. Non solo, Rusconi, Milano, 1986
Laura Rifilato, Claudio Baglioni. Le stelle raccontano, Gallo, Roma, 1986
Mauro Maggio, Claudio Baglioni, Gammalibri, Milano, 1987
G. Mattei, Se amore avrai..., LDC, 1987
Stefano Bianchi, Baglioni. Tutto compact, Tutto Musica e Spettacolo (allegato alla rivista Tutto), 1989
Gianfranco Baldazzi, La canzone Italiana del novecento, (Newton Compton, Roma, 1989) ISBN 88-7159-099-6
Giampaolo Mattei, Se amore avrai, LDC, 1990
Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Enciclopedia della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Baglioni Claudio, di Felice Liperi, pagg. 79-83
AA.VV, I nostri cantautori, Thema, Torino, 1991
Gianni Borgna e Luca Serianni, La lingua cantata, Garamond, Roma, 1994
Maurizio Macale (a cura di), Claudio Baglioni. Con tutto l'amore che posso, Bastogi Editrice Italiana, Foggia, 1997
AA.VV., Gli irregolari - La libertà intellettuale nell'era del conformismo, Fondazione amici di Liberal, 1997
Fabio Fazio, Anima tour: gita nei nostri anni settanta (prefazione di Claudio Baglioni), Mondadori, Milano, 1997
Claudio Baglioni, C'era un cavaliere bianco e nero, Mondadori, Milano, 1998, ISBN 88-04-41676-9
Settimelli, La vera storia di Claudio Baglioni, Gremese, 1998
Edoardo Berselli, Canzoni - Storia dell'Italia leggera, Il Mulino, Bologna, 1999
Claudio Baglioni, A tempo di musica, a cura di Guido Tognetti, fotografie di Alessandro Dobici, Edizioni 2 Effe, Milano, 2003
Claudio Baglioni, Senza musica (a cura di Giuseppe Cesaro), Bompiani, Milano, 2005, ISBN 88-452-3429-0
Antonino Campisi, Claudio Baglioni. 1970-2005. 35 anni di piccole grandi canzoni, Editori Riuniti, Roma, 2005, ISBN 88-359-5643-9
Vincenzo Mollica e Valentina Pattavina (a cura di), Claudio Baglioni. Cantastorie. Tutte le canzoni, Einaudi, 2005
Autori Vari (a cura di Enrico Deregibus), Dizionario completo della canzone italiana, Giunti editore (2006)
Andrea Pedrinelli, Quel gancio in mezzo al cielo. Claudio Baglioni, canzoni fra l'uomo e Dio, Edizioni Ancora, Milano, 2007, ISBN 88-514-0490-9
Manlio Fierro, Melisanda Massei Autunnali, Raffaele Pirretto, Discografia Illustrata. Claudio Baglioni, Coniglio Editore, Roma, 2008, ISBN 88-6063-051-7
Caterina Tonon, Claudio Baglioni l'incantautore, Aliberti editore, Reggio Emilia, 2008, ISBN 88-7424-338-3
Claudio Baglioni, QPGA, Mondadori, Milano, 2009, ISBN 88-04-58363-0
Spartiti [modifica]
Baglioni in concerto (testi di C. Baglioni; musiche di A. Coggio e C. Baglioni; arrangiamento per symphonic band di Giuliano Mariotti), Milano
Sabato pomeriggio, (testi di C. Baglioni; musiche di A. Coggio e C. Baglioni), Roma (1975)
E tu come stai?, Milano (1983)
Alè-oò, Roma (1984)
La vita è adesso, Roma (1985)
1978-1985 raccolta, Milano (1991)
Io sono qui : tra le ultime parole d'addio e quando va la musica, Roma (1995)
Claudio Baglioni : tutto Claudio, Milano (1997)
Claudio Baglioni, Roma (1999)
Claudio Baglioni: Viaggiatore sulla coda del tempo, Milano (2000)
Sono io l'uomo della storia accanto, San Giuliano Milanese (2003)
Tutti qui, Milano (2006)
Videografia
Oltre una bellissima notte, 1991
Claudio Baglioni. Auftritt im ZDF, (edizione promozionale tedesca), 1991
Reportage Claudio Baglioni Tour giallo, (CD rom Gruppo Editoriale Jackson, distribuito dalla rivista Strumenti Musicali), 1996
Baglioni nel Rosso, 1996
Il meglio di Anima mia, (in allegato all' Unità Cult), 1997
Viaggiatore sulla coda del tempo. Cuore di aliante, 2000
Acustico. Sogno di una notte di note, 2000
Tutto in un abbraccio, 2003
Tour Crescendo 2003-2004, (pubblicato da L'Espresso) 2004
Crescendo e Cercando Tour 2003-2004, 2005
Parole e Canzoni, (cofanetto e libro di Vincenzo Mollica), 2005
La nostra storia. Nazionale Italiana Cantanti, (brevi apparizioni), 2006
Quelli degli altri, 2006
Concerto di Natale in Vaticano, (allegato a Tv Sorrisi e Canzoni), 2006
La Banda musicale dell'Arma dei Carabinieri, 2007
Tutto qui, 2007
Natale in Vaticano, 2007
Tutti qui tour, 2007
Q.P.G.A. Filmopera, 2010
Voci correlate
O' Scià
Onorificenze
Commendatore

Cittadino Onorario di Pompei



Claudio Baglioni - La vita è adesso
Enviado por frunino. - Videos de musica, clipes, entrevista das artistas, shows e muito mais.


Claudio Baglioni
La Vita E' Adesso (1985

la vita è adesso
nel vecchio albergo della terra
e ognuno in una stanza
e in una storia
di mattini più leggeri
e cieli smarginati di speranza
e di silenzi da ascoltare
e ti sorprenderai a cantare
ma non sai perché
la vita è adesso
nei pomeriggi appena freschi
che ti viene sonno
e le campane girano le nuvole
e piove sui capelli
e sopra i tavolini dei caffè all'aperto
e ti domandi certo
chi sei tu
sei tu che spingi avanti il
cuore ed il lavoro duro
di essere uomo e non sapere
cosa sarà il futuro
sei tu nel tempo che ci fa più grandi
e soli in mezzo al mondo
con l'ansia di cercare insieme
un bene più profondo
e un altro che ti dia respiro
e che si curvi verso te
con un'attesa di volersi di più
e non capir cos'è
e tu che mi ricambi gli occhi
in questo istante immenso
sopra il rumore della gente
dimmi se questo ha un senso
la vita è adesso
nell'aria tenera di un dopocena
e musi di bambini
contro i vetri
e i prati che si lisciano come gattini
e stelle che si appicciano ai lampioni
milioni
mentre ti chiederai
dove sei tu
sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c'è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso
è adesso

http://www.angolotesti.it/C/testi_canzoni_claudio_baglioni_874/testo_canzone_la_vita_e_adesso_28248.html

http://www.baglioni.it
http://www.baglionifansite.com
http://www.patapan.it