giovedì 6 maggio 2010
Bruna Dell'Agnese
La Poesia italiana del secondo Novecento - The italian Poetry of the second half of the 20th century
Bruna Dell'Agnese
Bruna Dell'Agnese (n. Vercelli) è originaria di Borgomanero (Piemonte), ma vive a Milano e trascorre lunghi periodi sul lago d'Orta. Ha iniziato a pubblicare tardi, nel 1980, sulla rivista "Nuovi Argomenti" diretta allora da Alberto Moravia, Enzo Siciliano e Attilio Bertolucci. Era stato proprio l'incontro con quest'ultimo, avvenuto nel piccolo villaggio marino di Tellaro, presso Lerici, a convincerla a farlo. Fino allora infatti si era sempre considerata estranea alle correnti dominanti nella poesia italiana. Benché le sue tematiche "la razionalizzazione, lirica, della condizione esistenziale e la tentazione di cogliere il reale nel suo fluire contradditorio", come scrisse Bertolucci presentando il suo primo libro Stanza Occidentale, fossero quelle del suo tempo, la sua lingua, lontana da ogni oscurità, "assolutamente cristallina", come rilevava lo stesso Bertolucci nella medesima presentazione, la collocavano in un posto tutto suo, "lontana da ogni scuola" come vide Vittorio Sereni. Passati i tumultuosi anni delle avanguardie, la calma voce di Bruna Dell'Agnese poteva trovare ascolto. Accolta e apprezzata da critici e scrittori, (Lalla Romano, Paola Capriolo, Giacinto Spagnoletti, Pietro Citati, Charles Tomlinson e molti altri), amata e seguita dal suo pubblico, ora Bruna Dell'Agnese ha trovato la sua giusta collocazione nel panorama della poesia contemporanea italiana.
PUBBLICAZIONI
STANZA OCCIDENTALE (Parma, 1985 ed. La Pilotta)
VUOTO IN GIARDINO (Spinea-Venezia, 1993 ed. del Leone)
BASSA MAREA (Spinea-Venezia, 1996 ed. del Leone)
CORRENDO L'ANNO (Spinea-Venezia 1999 ed. del Leone)
TRADUZIONI
I SONETTI DAL PORTOGHESE di E. Barrett Browning (ed. Amadeus, 1991)
CIME TEMPESTOSE di E.Brontâ (Milano, 1994 ed. La Tartaruga)
IN ITALIA di Charles Tomlinson (Milano, 1995, ed. Garzanti - Collaborazione parziale)
POESIE di Miklós Radnóti (Roma, 1999 ed. Bulzoni trad. di B. Dell'Agnese e Anna
Weisz Rado)
L'ospite
A un tratto entrerà nella mia casa
come un estraneo, no, come un padrone;
varcherà cancelli smuoverà serrature
chiavistelli, e, fra le ombre immobili
del tempo, sarà una luce nuova che io
non conosco, che seguirà i suoi anni
distanziati dai miei, come i cicli
anulari dai pianeti.
Un futuro che ignoro non avrà segreti
per chi penserà ai miei giorni come
ai ricordi di una sfocata infanzia, e
- guardandosi attorno nella mia stanza -
dirà: "Occorre darle aria". E lo farà,
senza che io, ormai alleata del gelo,
dal mio letto gli dica, un poco autoritaria:
"Chiudi, che sento freddo".
http://www.italian-poetry.org/Dell'Agnese.htm
http://www.italian-poetry.org/index_principale.htm
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